Il 70° anniversario di Marcinelle

Mattarella: gestione flussi migratori rispetti dignità persone. Meloni, grave gesto Cgil

Il Capo dello Stato: «Il diritto al lavoro, l’esigenza di tutelarne ovunque e per chiunque la sicurezza è un principio fondante che accomuna l’intera casa europea»

Museo Emigrazione Italiana: da Marcinelle a sicurezza sul lavoro oggi

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«Commemorando Marcinelle e rendendo un tributo a coloro che vi perirono - come in altri luttuosi episodi nella storia dell’emigrazione italiana - siamo invitati a riflettere sul prezzo umano che venne pagato e ad agire, affinché simili sciagure non abbiano a ripetersi e la gestione dei flussi migratori obbedisca a criteri di rispetto della dignità delle persone».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Protezione dei lavoratori cardine europeo

È quanto sottolinea il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un passaggio del messaggio inviato in occasione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle e della 25ª Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo. «Il diritto al lavoro, l’esigenza di tutelarne ovunque e per chiunque la sicurezza - cardine della nostra Costituzione - esprime oggi un principio fondante che accomuna l’intera casa europea, nella quale protezione dei lavoratori e contrasto di ogni forma di sfruttamento sono divenuti patrimonio condiviso», aggiunge il capo dello Stato.

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«Le vittime di Marcinelle - sottolinea il capo dello Stato - sono parte dell’identità collettiva del nostro Paese. Esse hanno acquisito profonda valenza simbolica per tutta l’Europa, connotando il processo di integrazione comunitaria. La Commissione, su iniziativa del Parlamento europeo e degli Stati Membri, ha deciso, infatti, di proporre l’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro. Il diritto al lavoro».

«Commemorando Marcinelle e rendendo un tributo a coloro che vi perirono - come in altri luttuosi episodi nella storia dell’emigrazione italiana - siamo invitati a riflettere sul prezzo umano che venne pagato e ad agire, affinché simili sciagure non abbiano a ripetersi e la gestione dei flussi migratori obbedisca a criteri di rispetto della dignità delle persone».

«Ai familiari delle duecentosessantadue vittime, delle quali centotrentasei italiani, che morirono al Bois du Cazier l’8 agosto del 1956, a quelli di tutti i morti sul lavoro in ogni altra circostanza e luogo del mondo - conclude il Capo dello Stato -, rinnovo i sentimenti di cordoglio e di partecipe vicinanza della Repubblica».

Meloni, Marcinelle simbolo lavoro, sacrificio e rispetto regole dei nostri emigrati

«Marcinelle è una vicenda che appartiene alla nostra memoria collettiva. Ma è anche il simbolo dello straordinario contributo che decine di milioni di italiani hanno dato al benessere di intere Nazioni e continenti, mantenendo sempre un legame profondo con la madrepatria». Lo scrive in una nota la premier, Giorgia Meloni. La premier è poi tornata sulla commemorazione per sottolineare che «voltare le spalle durante la commemorazione di Marcinelle è un gesto grave e vergognoso. Oggi, durante la cerimonia per i 262 lavoratori morti nella miniera, alcuni rappresentanti della CGIL hanno scelto di voltare le spalle mentre il Presidente del Senato Ignazio La Russa interveniva e leggeva il messaggio del Presidente Mattarella. Una contestazione politica trasformata in un gesto di disprezzo verso le Istituzioni dello Stato, proprio nel momento in cui l’Italia rende omaggio a 262 vittime e al sacrificio di tanti nostri connazionali. Ed è ancora più grave se a farlo sono rappresentanti di un’organizzazione che ha tra le proprie ragioni d’essere la rappresentanza e la tutela dei lavoratori. Marcinelle non è il luogo per le divisioni politiche. È il luogo della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro. Chi oggi ha scelto di voltare le spalle ha mancato di rispetto a tutto questo», ha scritto sui social la premier Giorgia Meloni.

La tragedia

La tragedia di Marcinelle dell’8 agosto del 1956 è tra i più gravi incidenti sul lavoro della storia europea. Erano le 8,10 dell’8 agosto 1956 quando a Marcinelle, in Belgio, scoppiò l’inferno. A quasi un chilometro sotto terra, dove estraevano carbone a ciclo continuo, in quel momento c’erano 275 minatori. La miniera del Bois du Cazier, di proprietà statale, prese fuoco e solo 13 si salvarono. In 262, di dodici diverse nazionalità, morirono. Più della metà erano italiani: 136, emigrati in Belgio da tutta la Penisola in cerca di lavoro, vi trovarono la morte.

Un carrello, di quelli che i minatori usavano per trasportare il carbone, fu la causa della strage. Complice un malinteso tra chi era nel sottosuolo e i manovratori in superficie, uno dei carrelli si bloccò nel montacarichi del pozzo del Bois du Cazier, privo di sistemi di prevenzione, provocando la rottura di un condotto di olio sotto pressione e di alcuni cavi elettrici che fece scattare un’esplosione e l’incendio che si propagò rapidamente a tutta la miniera. Nessuna possibilità di scampo per gli uomini al lavoro: intrappolati dal fuoco e soffocati dall’ossido di carbonio, morirono tra i 975 ed i 1.035 metri di profondità. La miniera era priva di uscite di sicurezza.

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