Cerimonia del Ventaglio

Mattarella: adattare leggi a comportamenti individuali è l’abdicazione dello Stato. No Tav, inammissibile violenza

Circolano “cloni di notizie, prodotti artificialmente da macchine. Destinati a riprodursi all’infinito sul web, senza alcuna verifica”, “di quali fatti sono testimonianza? Esiste forse informazione senza i giornalisti?” si chiede il Capo dello Stato

 LaPresse

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“Lei ha ricordato alcuni argomenti del dibattito che si è sviluppato in questi giorni su temi politici, o per meglio dire, tra forze politiche. Io, ovviamente non vi entro: non ne sono e non intendo esserne partecipe”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale e rispondendo a una domanda del presidente dell’Associazione stampa parlamentare, Alfonso Raimo, che ha citato anche il caso Roggero.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

“Mi limito a una considerazione che mi auguro induca a riflettere. In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge - ha ribadito Mattarella -. Se invece si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato”.

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No Tav, inammissibile violenza

“Intendo richiamare il doveroso, indispensabile contrasto alla violenza. Non è accettabile che si faccia strada la convinzione che, se le proprie posizioni risultano minoritarie all’interno della società, sia giustificabile il ricorso a forme di violenza, che aggrediscono le libere volontà democratiche del popolo italiano espresse attraverso le istituzioni previste dalla Costituzione. Una sorta di fai da te, di liberi tutti rispetto all’azione dei poteri pubblici, cioè comuni”.

Per Mattarella “quanto avvenuto - da ultimo - sabato in Val di Susa è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi. La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica. Vi si affianca un fenomeno più volte denunziato sulle pagine di diversi giornali e che richiede maggiore responsabile attenzione da parte di tutti, nella società e nella vita politica. Il fenomeno di una sorta di rifiuto sdegnato non di condividere ma di ascoltare le opinioni altrui: non ci si può sorprendere che ne derivi un clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica che contribuisce a seminare germi di violenza”.

Difesa comune europea non è minaccia ma strumento per pace

La realizzazione “di un’efficace difesa comune europea” “non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace”. A giudizio del Capo dello Stato “siamo di fronte a uno scenario crescente di conflitti che infiamma un arco di crisi che dal Mediterraneo coinvolge il Golfo, si affaccia sull’Oceano Indiano, vede la guerra nel cuore dell’Europa: per numero di Paesi coinvolti, di popoli sofferenti, difficile non coglierne la dimensione globale e le responsabilità che ne derivano”, ha osservato.

Grave errore abbandono Convenzione Ue per riforma trattati

“Non è stato saggio lasciar cadere, nel 2022, il poderoso sforzo promosso dal Parlamento Europeo, sotto la presidenza di David Sassoli, con la Conferenza sul futuro dell’Europa; esercizio che aveva coinvolto milioni di cittadini europei. L’abbandono dell’ipotesi di una nuova Convenzione Europea per porre mano alla riforma dei Trattati è stato un grave errore”. Sono ancora le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella secondo cui “va ripresa una seria e coraggiosa riflessione. Nel frattempo non si tratta di stare con le mani in mano in attesa del domani”.

Migranti, accantonare logica emergenza

Sul tema delle migrazioni il presidente della Repubblica Sergio Mattarella cita le parole di Leone XIV che “condivide appieno”. “Personalmente ritengo indiscutibile - e condivido appieno - la considerazione del Pontefice della insuperabile necessità di accantonare la logica dell’emergenza - del tutto improduttiva, come risulta ormai senza ombra di dubbio - e di impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno. Strategia possibile e sostenibile - spiega Mattarella durante la cerimomia del Ventaglio al Quirinale -. L’unica in grado di evitare l’altrimenti inevitabile destino alternativo: quello di subirne conseguenze disordinate e di cercare - vanamente - di tacitare le coscienze di fronte a quanto avviene”.

“È comprensibile e opportuno dedicare attenzione alle modalità e ai problemi connessi a chi arriva nel nostro Paese. Mi auguro che almeno una parte di questa attenzione sia riversata anche a chi parte: ai numerosi nostri giovani che si trasferiscono all’estero non per scelta ma per necessità”, conclude il Capo dello Stato.

IA, informazione non è caricatura pecora Dolly

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale con la stampa parlamentare, mette anche in guardia dalla minaccia che un uso sbagliato dell’Intelligenza artificiale può rappresentare per la libera informazione. Circolano “cloni di notizie, prodotti artificialmente da macchine. Destinati a riprodursi all’infinito sul web, senza alcuna verifica”, “di quali fatti sono testimonianza? Esiste forse informazione senza i giornalisti?” si chiede il Capo dello Stato.

“L’informazione non è clone di sé stessa. Non è la caricatura della pecora Dolly - avverte il presidente -. Nell’esperienza quotidiana, inoltre, iniziano ad accumularsi gli errori di risposte e di analisi fornite dagli strumenti di intelligenza artificiale” quando, invece, “anche da una informazione libera, indipendente, approfondita dipendono convinzioni e valori delle persone, l’esplicarsi della vita quotidiana. Ne dipende un valore prezioso che si chiama libertà. E’ un compito e una responsabilità per gli operatori dell’informazione”.

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Dialettica politica sia rispettosa, aggressività controproducente

“Naturalmente mi auguro costantemente” che la dialettica politica “si svolga nel reciproco rispetto; senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata, e, a mio avviso, anche controproducente”. Con un asupicio: “Mi auguro che le tensioni elettorali - ancora, per la verità, piuttosto intempestive - non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini e non inducano ad alterare la realtà delle questioni”.

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