La parata ai Fori Imperiali

Mattarella: il 2 giugno segnò compimento di un atto di libertà senza precedenti

Il presidente della Repubblica ha reso omaggio al monumento del Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma, poi la parata militare ai Fori imperiali. Meloni: «Dopo 80 anni dobbiamo chiederci che Repubblica vogliamo essere». Polemica sull’assenza di Salvini

di Redazione Roma

2 giugno, il passaggio delle Frecce Tricolori sopra l'Altare della Patria

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È il giorno della Festa della Repubblica italiana, l’80esimo anniversario. Nelle prime ore della mattinata il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio al monumento del Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma. Il Capo dello Stato, accompagnato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, ha passato in rassegna il reparto d’onore schierato a Piazza Venezia, e deposto una corona d’alloro davanti al sacello del Milite Ignoto. Presenti alla cerimonia i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso. Il momento è stato celebrato, come da tradizione, dalle note dell’inno nazionale e dal sorvolo delle Frecce Tricolori.

Festa della Repubblica, le immagini della parata militare ai Fori Imperiali

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La parata ai Fori Imperiali

Dopo l’omaggio al Milite ignoto, è stata la volta della parata militare del 2 giugno ai Fori Imperiali. Ad aprire la sfilata sono stati circa 280 sindaci e amministratori con la fascia tricolore, in rappresentanza dei colleghi di tutta Italia. Più di 5.500 uomini e donne delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e dei Corpi armati e non dello Stato hanno reso gli onori a Mattarella.

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Dodici i settori tematici dedicati alle Forze Armate, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza, alle Forze di Polizia e ai Corpi dello Stato. Tra loro, i Cappellani Militari, in onore del centenario dell’Ordinariato Militare, i Gruppi Sportivi Olimpici e Paralimpici delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato, rappresentanze dei civili della Difesa e della Sanità Militare.

I reparti che hanno reso gli onori alla massima carica dello Stato hanno portato con loro 66 Bandiere di Guerra e Stendardi, 22 Gonfaloni delle Regioni e delle Province autonome, oltre a 48 Labari e Medaglieri delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

I blocchi, accompagnati dalla musica di 18 bande e fanfare, sono stati seguiti da una sfilata di mezzi militari, tra cui è spiccata un’ampia serie di droni e di sistemi tecnologici. Dopo di loro i Bersaglieri.

Verso la conclusione della parata del 2 giugno ai Fori Imperiali hanno sfilato varie rappresentanze dei reparti a cavallo, appartenenti a Esercito, Carabinieri e Polizia di Stato. La notte tra venerdì e sabato scorso, durante le prove per l’evento, un gruppo di trenta cavalli era scappato in strada, imbizzarrito dalle esplosioni di fuochi d’artificio, ferendo una poliziotta e tre militari oltre a danneggiare alcune auto.

È invece saltato il lancio dei paracadutisti. I cinque atleti dell’Esercito che si sarebbero dovuti lanciare in caduta libera da un elicottero da un’ altezza di circa 1.500 metri hanno dovuto sospendere il lancio poiché non ci sono le condizioni meteo ottimali, con 70 nodi di vento. I cinque paracadutisti fanno parte del reparto attività sportive del centro addestramento paracadutismo della Brigata Folgore. Le Frecce Tricolori hanno chiuso l’evento sui Fori Imperiali. Il presidente della Repubblica, a bordo della Lancia Flaminia, ha lasciato il luogo della cerimonia scortato da una formazione a cavallo del reggimento corazzieri.

L’omaggio di Meloni e della politica, polemica sulle assenze

Governo, istituzioni e partiti hanno celebrato il 2 giugno in piazza a Roma con un omaggio a tutto tondo di questa data storica per il Paese. Meloni, La Russa, Fontana e Crosetto hanno seguito dal palco la parata. Dal conteggio dei partecipanti (il governo quasi al completo) risulta ancora una volta assente dai festeggiamenti il vicepremier Matteo Salvini (che poi fa sapere di aver «passato tutta la mattinata al lavoro su trasporti e opere pubbliche da completare, Pnrr in primis, con l’obiettivo fra gli altri di evitare lo sciopero dei ferrovieri per il prossimo 11 giugno»). Una assenza notata dai cronisti che stavano seguendo i vertici istituzionali e i leader politici tra il Vittoriano e i Fori. Che si accompagna comunque ad assenze di peso anche sul fronte delle opposizioni. Sono amncate infatti all’appello anche i leader del Pd Elly Schlein e dei 5 Stelle Giuseppe Conte. Il presidente del Senato, La Russa, interpellato al riguardo a margine dei festeggiamenti, ha rilanciato dicendo di non aver visto un capigruppo di opposizione «tranne quelli di Italia Viva». Per poi aggiungere: «Io non chiedo mai dove sono, sono altri che hanno la mania di chiedere dove sono gli altri». La delegazione del Carroccio era comunque rappresentata, tra gli altri, dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e da altri esponenti della del partito di via Bellerio.

2 Giugno, Mattarella: segnò compimento di un atto di libertà senza precedenti

Il Presidente della Repubblica, in occasione della Festa della Repubblica, ha inviato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, un messaggio. «Sono trascorsi ottant’anni da quel 2 giugno del 1946 che segnò il compimento, da parte degli italiani, di un atto di libertà senza precedenti - si legge nel documento - . Con il suffragio universale, donne e uomini, insieme per la prima volta, decisero di lasciarsi alle spalle le macerie della guerra e le nefandezze di un regime oppressivo e totalitario, per avviare la ricostruzione di un Paese libero, democratico, repubblicano. Nell’ottantesimo anniversario della Repubblica, onoriamo la memoria dei militari che, con i Gruppi di Combattimento, reparti che, con abnegazione e valore combatterono nella Guerra di Liberazione, furono tra i protagonisti della rinascita d’Italia, restituendo alla nazione onore e libertà».

«Non celebriamo oggi solamente una ricorrenza storica, ma un momento di alto significato che rinnova l’impegno collettivo all’affermazione, alla tutela e alla piena attuazione dei valori che costituiscono il fulcro della nostra Costituzione, “casa comune” che garantisce la vita della nostra comunità nazionale, i nostri diritti, richiamandoci al contempo ai nostri doveri di solidarietà. Le difficoltà e i rischi che attraversano oggi la nostra sicurezza e il nostro benessere - continua il Capo dello Stato -vanno affrontati con fermezza. Non potrà esservi vera pace fino a quando permarranno focolai di minaccia e non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell’umanità sarà costretta a vivere nella precarietà».

La gratitudine degli italiani per le Forze armate

«L’Italia, con l’Europa, è impegnata nel ripristino del valore delle regole nella vita della comunità internazionale, per uscire da una fase di permanente conflittualità, nell’edificazione di una nuova effettiva sicurezza per tutti i popoli. Le Forze Armate italiane, pilastro della Repubblica e presidio dei principi alla base della pacifica convivenza tra i popoli, sono chiamate a concorrere al raggiungimento di questo obiettivo - conclude Mattarella -. È con questi sentimenti, nel ricordo di quanti hanno fatto sacrificio della vita per l’indipendenza e la libertà della Patria, che insieme a tutto il popolo italiano stringo idealmente in un affettuoso abbraccio i militari di ogni ordine e grado, rinnovando loro la gratitudine per l’impegno profuso, con l’augurio più fervido. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica».

Meloni: «Dopo 80 anni chiederci che Repubblica vogliamo essere»

«Io penso che questa sia una festa di riconoscenza e di responsabilità» ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a margine delle celebrazioni . «Una festa di riconoscenza, perché quello che noi abbiamo oggi dobbiamo sempre ricordare che qualcuno l’ha costruito prima di noi, con grandi storie e con piccoli gesti quotidiani, con piccole scelte di ciascuno. E di responsabilità perché dopo 80 anni dobbiamo anche chiederci che Repubblica vogliamo essere domani», ha aggiunto la premier.

Crosetto:«Viviamo tempi complessi»

«Viviamo tempi complessi, difficili, in cui le democrazie, come la nostra, vengono chiamate a confrontarsi con nuove minacce e con equilibri internazionali sempre più instabili e pericolosi», scrive il ministro Crosetto, in un messaggio per la Festa della Repubblica. «Oggi, i confini da difendere non sono soltanto quelli geografici: sono quelli del cyberspazio, dello spazio, delle infrastrutture critiche, delle reti energetiche, delle tecnologie, delle fake news, da cui dipendono la nostra sicurezza e la nostra libertà. Oggi, per noi come per l’Italia, per un’intera Nazione, salvaguardare le istituzioni, la Repubblica, la democrazia, significa garantire e proteggere le nostre certezze: la libertà, lo Stato, la vita civile, la sicurezza. Per questo - conclude il ministro della Difesa - abbiamo il dovere di costruire, come da anni stiamo facendo, in silenzio, senza clamori, ma con fiducia, una Difesa credibile, moderna e preparata, per garantire la pace e tutelare i cittadini».

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