Oscar al miglior film

Marty Supreme

1' di lettura

English Version

1' di lettura

English Version

Ritorno alla regia in solitaria per Josh Safide che, insieme al fratello Benny, ha firmato dei film di grande forza creativa come “Good Time” e “Diamanti grezzi”. Ambientato nella New York degli anni Cinquanta, il film racconta la vita del giovane Marty Mauser, ambizioso e scapestrato, che cerca di sfondare nel mondo del ping pong. Lavorando nel retrobottega di un calzolaio, Marty sogna di diventare una stella nel nascente panorama del tennis da tavolo e brevetta la propria pallina, la Marty Supreme, simbolo della sua determinazione e del desiderio di emergere in un mondo che non crede nelle sue capacità. Ispirandosi alla vita di Marty Reisman, Safdie dà vita a un prodotto molto frenetico, forte di un montaggio capace di coinvolgere e di dialoghi serratissimi, in cui la pallina da ping pong diviene metafora della vita di un protagonista che si muove tra truffe, scommesse, ossessioni proibite e sogni di gloria, con l’obiettivo assoluto di far diventare quella passione la sua professione a tutti gli effetti. Più che al titolo principale, si punta molto all’Oscar per il miglior attore protagonista a Timothée Chalamet.

Loading...
Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti