Dazi globali bocciati, ma non scattano i rimborsi automatici
di Antonino Guarino e Benedetto Santacroce
di Vittorio Carlini
5' di lettura
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Spingere sulla digitalizzazione per, da un lato, aumentare l’efficienza della rete distributiva; e, dall’altro, incrementare (anche) le vendite sul singolo cliente. Poi: proseguire nell’attività di crescita per linee esterne. Inoltre: continuare negli investimenti per rafforzare le filiali del gruppo. Sono tra le priorità di Marr a sostegno del business. L’attività, a ben vedere, nei primi nove mesi del 2017 è stata contraddistinta da ricavi e redditività in aumento. Il fatturato si è assestato a 1,263 miliardi in rialzo del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2016 (+3,3% a livello organico). L’Ebit consolidato, dal canto suo, è arrivato a 80,22 milioni a fronte dei 79,329 milioni di un anno prima. L’utile netto, infine, è cresciuto a 53,9 milioni. Insomma, numeri di conto economico che descrivono il business in incremento.
Al di là di ciò, però, il risparmiatore guarda anche alla marginalità. E qui la dinamica è di segno differente: sia il rapporto del Mol sui ricavi (7,5% contro il 7,7% del 30/9/2016) che l’Ebit margin (6,4% contro 6,6%) sono leggermente diminuiti. Un andamento che fa storcere il naso all’investitore. Marr non condivide l’obiezione e sottolinea che si tratta di un evento contingente. Sul finire del 2016, è l’indicazione, c’è stato un incremento dei prezzi nei prodotti ittici congelati. La crescita è stata molto repentina tanto da rendere impossibile, anche per la forte concorrenza, il trasferimento dei maggiori costi sull’utente finale. Ciò detto, indica Marr, da una parte la marginalità già nel terzo trimestre del 2017 è migliorata rispetto al secondo quarter; e, dall’altra, il fenomeno sta rientrando. Quindi, conclude il gruppo, non c’è preoccupazione particolare rispetto al tema in oggetto.
Fin qui alcune considerazioni sulle dinamiche contabili di Marr. Quale tuttavia la strategia di sviluppo della società? Un focus, per l’appunto, riguarda il digitale. Il gruppo punta, tra le altre cose, sul lancio nel prossimo futuro di un catalogo multimediale. Si tratta di una piattaforma online, ad oggi utilizzata solo dalla forza vendita, dove sono presenti i circa 14.000 prodotti trattati dall’azienda. Ciascuno di essi è corredato da foto, video e caratteristiche tecniche. Inoltre sono affiancati ulteriori elementi. Un esempio? Le ricette da realizzarsi con il prodotto stesso. Il catalogo, che avrà una sezione consultabile da chiunque e un’altra appannaggio della sola clientela, è dedicato principalmente al cosiddetto “Street market”. Cioè: dal singolo ristorante e bar all’albergo fino alle pizzerie e villaggi turistici. L’obiettivo, a ben vedere, è affiancare la piattaforma digitale alla forza vendita, permettendogli di aumentare la produttività. E non solo. Il catalogo multimediale costituirà un ulteriore tassello della strategia volta a incrementare e diversificare i servizi al cliente. Un progetto dove, agevolando ad esempio l’utente nella realizzazione del menù, da una parte la società potrà aumentare la fidelizzazione dell’utente stesso; e, dall’altra, si vogliono spingere le vendite per singolo cliente.
Un duplice obiettivo che, peraltro, viene perseguito attraverso altre vie. In particolare con l’aumento della qualità dei servizi stessi. Su questo fronte può ricordarsi l’informazione in tempo reale sulle consegne. Oppure la loro realizzazione in tempi più stretti. Così Marr ricorda che, a fronte della tendenza da parte della clientela di diminuire le scorte, è in grado di effettuare più consegne in Italia entro le 24 ore. E, in alcuni casi, il tempo si riduce a 12 ore.
Il presupposto di una simile operatività, ovviamente, è avere una logistica adeguata. Marr, va ricordato, ha una struttura divisa, in linea di massima, nel seguente modo. Dapprima ci sono due importanti poli logistici (Pavia e Pomezia) che servono essenzialmente il cosiddetto “National account”. Cioè: dalle catene di hotel e ristoranti fino alla ristorazione collettiva come le mense aziendali. Oltre a ciò esiste, poi, la rete di filiali ad uso soprattutto dello “Street market”. Orbene, proprio con riferimento ad esse, si riscontra un altro focus aziendale: proseguire negli investimenti finalizzati all’espansione della loro capacità operativa. Tra il 2013 e il 2017 i Capex sborsati su questo fronte sono stati circa 10 milioni. La società, nell’anno in corso, prevede 5-6 milioni in Capital expenditure. Di questi intorno alla metà sono, per l’appunto, indirizzati sul progetto d’incremento delle filiali. E, nel 2018, la cifra dovrebbe mantenersi tale.