Aziende

Marmo e lapidei, l’orizzonte internazionale delle imprese sarde tra rilancio e innovazione

Viaggio tra le imprese sarde che hanno partecipato a Marmomac la fiera dedicata alla filiera dei materiali lapidei

di Davide Madeddu

Cava di marmo. Fotografata vicino a Orosei, Sardegna, Italia. (AGF)

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Dal consolidamento delle attuali presenze alla conquista di nuovi mercati internazionali. Sono gli obiettivi delle aziende sarde che hanno partecipato a Marmomac, la fiera mondiale dedicata alla filiera dei materiali lapidei. Nella 3 giorni che si è svolta a Verona e a cui hanno partecipato oltre 1.400 espositori provenienti da 50 Paesi e 50mila visitatori attesi da tutto il mondo, gli imprenditori sardi presenti, il cui core business riguarda principalmente l’attività estrattiva del materiale grezzo ma anche la realizzazione del prodotto finito, hanno avuto a disposizione uno spazio per esporre i propri lavori e intercettare potenziali buyer. A supportare le aziende di Orosei, Abbasanta, Buddusò, Ittiri e Sedilo, anche uno stand della Regione che «ha deciso di puntare su questo settore». Che è caratterizzato da una varietà di prodotti che hanno già conquistato i mercati esteri. Come il Daino di Orosei, «già presente in Cina, India, Giordania, Ue e nord Europa». «La domanda europea tiene, mentre in Asia e Medio Oriente resta forte sui progetti premium - commenta Anna Scancella, titolare di Scancella marmi e Simg Orosei -. Nel prossimo biennio, con eventuali passi concreti di distensione in Medio Oriente e la ripartenza dei grandi cantieri, ci aspettiamo un incremento degli ordini». E per cogliere il rilancio, sottolinea l’imprenditrice «servono più capacità e affidabilità, automazione turni, logistica intermodale e accordi portuali per ridurre i lead time. Valorizzazione tramite selezioni su misura, certificazioni Lca/Epd e servizi post-vendita, con presidio di cambi pagamenti e canali digitali per cataloghi e tracciabilità». In questo scenario, a fare i conti con un rallentamento è il granito sardo che « sta attraversando un periodo di poca richiesta dovuta alle tensioni mondiali». L’inversione di tendenza, come sottolinea Giovanni Soro, titolare di Sga di Buddusò, dovrebbe arrivare con la fine della guerra, dato che allora la domanda dovrebbe superare l’offerta «che nel corso degli anni si è drasticamente ridotta». «Le prospettive di crescita sul medio lungo periodo sono positive - dice -. Al fine di aver un maggior vantaggio competitivo sono necessari interventi che consentano l’abbattimento dei costi di trasporto e un apporto regionale incentivante che consenta di migliorare la produttività e la sicurezza delle azienda consentendo la formazione delle maestranze dedite alla produzione dei nostri materiali». A guardare positivamente verso la fiera e quindi le opportunità che arrivano dall’appuntamento del settore è Rosanna Dessena, titolare di Gv Orosei Marbles srl. «Si tratta di un evento che offre al comparto lapideo l’opportunità di presentare i propri materiali, stabilire contatti commerciali e conoscere le ultime tecnologie del settore - dice -. Il bilancio della fiera per il settore lapideo di Orosei è stato positivo, con un incremento dell’export, soprattutto verso il mercato asiatico. In particolare, la Cina si conferma il principale Paese di destinazione per il marmo di Orosei». A guardare ai mercati internazionali anche la Trachite dura di Ittiri. «Nuova pietra naturale, largamente utilizzata in passato per la realizzazione si strade, case, Chiese ed edifici pubblici - dice Roberto Soro, titolare di Trachite artigiana di Ittiri - dopo il suo largo utilizzo negli ultimi 20 anni per riqualificare i centri storici della Sardegna, è pronta a compiere un salto in avanti da eccellenza locale a risorsa strategica per i mercati nazionali e internazionali del materiale lapideo». Opportunità che suonano come una sfida per il settore che guarda alla crescita sui mercati internazionali. «La Sardegna, grazie alla varietà delle sue pietre naturali, trachiti, marmi, graniti e basalti, e alla presenza di maestranze qualificate, possiede tutti i requisiti per affermarsi come distretto lapideo di riferimento nel Mediterraneo - conclude -. L’unione tra tradizione artigianale e innovazione tecnologica attenta all’ambiente può infatti generare un modello produttivo competitivo, sostenibile e riconoscibile a livello internazionale».

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