Grandi mostre

Mario Schifano, quando il pop ha anima e grazia

Curata da Daniela Lancioni l’imperdibile retrospettiva dedicata a Mario Schifano è al Palazzo delle Esposzioni di Roma fino al 12 luglio

di Stefano Biolchini

Mario Schifano finalmente in una grande mostra!

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“Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre” scrisse José Saramago. Non sappiamo se Mario Schifano avesse letto il portoghese, ma certamente queste sue parole sono forse il miglior viatico per accostarsi alla poetica di questo immenso pittore a cui il palazzo delle Esposizioni di Roma dedica una retrospettiva incontrovertibilmente imperdibile che ha come fil rouge la parola “rigenerazione”.

Perché tra le incommensurabili peripezie che caratterizzarono la sua arte oltre che la sua biografia, il vorace e prolifico viaggio dello Schifano che operava per accostamenti, spesso per semplificazione, contaminazione, riduzione, sottrazione, parcellizzazione, non finiti e monocromi, e che sempre sperimentava, attraversando con profonda levità fotografia, cinema, pubblicità, immagini digitali, cementi e superfici rilucenti di plexiglass, ha così aggiornato ogni volta la propria pittura nel segno di una sensibilità e passione inesauribili.

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Mario Schifano in una grande mostra a Roma

Photogallery19 foto

Pop con una grande anima e grazia

Pop si, anche, ma un pop con una grande anima e grazia è stato il suo, in grado di guardare all’America con la consapevolezza che solo certi romani d’adozione hanno.

“Passione per la pittura”

“Il nòcciolo tenero e sensibilissimo del suo animo è la passione per la pittura”, scrive il critico Cesare Vivaldi nel 1963 del giovane Schifano.

Oltre 100 opere

 Con una raccolta di oltre cento opere tra le più rappresentative della sua poetica e provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere, la mostra Curata da Daniela Lancioni, con approccio segnatamente cronologico restituisce la biografia artistica di Schifano attraverso le sue principali invenzioni visive: dalle opere degli esordi degli anni Cinquanta, informali e materiche, ai primi monocromi del 1960, dalla stagione inaugurata con la mostra Tutto nel 1963 alla Galleria Odyssia di Roma alle nuove iconografie mediate dal linguaggio fotografico e dalle figure della storia dell’arte (dai Futuristi a Malevič), dai Paesaggi TV al cinema fino ai dipinti fuori misura degli anni Ottanta e ai lavori degli anni Novanta, nei quali più esplicita si è manifestata la sensibilità dell’artista per le emergenze sociali.

Il percorso

Il percorso espositivo si sviluppa nella rotonda e nelle sette grandi sale del piano nobile di Palazzo Esposizioni dove, dopo una introduzione biografica corredata da fotografie d’autore e documenti, le opere si articolano in ordine cronologico, mettendo in evidenza temi, scelte formali, tecniche e premesse mentali che da un’opera tracimano nell’altra rinnovandosi, dando risalto alle invenzioni al loro primo apparire, ai cicli più noti e ad alcune opere meno conosciute.

La mostra è prodotta e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, main partner Eni e con il supporto della Fondazione Silvano Toti.

Mario Schifano, Roma, Palazzo delle Esposzioni, a cura di Daniela Lancioni, fino al 12 luglio 2026

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