Margini in contrazione ma bilanci più solidi nel 2025
Frena all’1,7% la crescita dei ricavi, nell’industria quasi un’azienda su cinque in perdita. Ma il patrimonio netto sfiora il 40% dell’attivo.
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I margini si riducono, mentre cresce la quota di aziende in perdita. Ma allo stesso tempo liquidità e patrimonio si rafforzano, presentando il quadro di un sistema che diventa anno dopo anno più solido.
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L’analisi realizzata da Cerved sui bilanci 2025 delle aziende italiane, campione robusto da 180mila realtà e quasi il 40% del valore aggiunto nazionale, evidenzia anzitutto la complessità del momento attraversato. Dazi, crisi internazionali e stasi degli investimenti generano anzitutto un rallentamento del trend di porgresso dei ricavi, cresciuti in media solo dell’1,7%, quasi un punto in meno rispetto all’anno precedente, con il 44% del campione che presenta valori stabili o negativi. Polarizzazione evidente guardando alle realtà più toniche, quelle che crescono di oltre il 10%, quota che si riduce al 32,7%, giù di 2,5 punti rispetto al 2024, di quasi 13 rispetto al 2023, in cui la spinta era comunque legata anche all’impennata dei listini.
Mentre in termini di crescita dei ricavi i risultati migliori sono per servizi e agricoltura, con progressi di oltre il 3%, nel caso di industria (+utility) la crescita del 2025 è pari a zero, così come per le costruzioni.
Anno poco brillante il 2025 anche sotto il profilo dei margini, in contrazione pur in presenza di una riduzione dell’incidenza dei costi delle materie prime. A lievitare sono infatti i costi del personale per effetto della crescita degli occupati: +185mila (+0,8%) a totale Italia, + 20mila unità (+0,7%) nel campione analizzato.
Margine operativo lordo ed Ebitda in rapporto ai ricavi si riducono così nella media di qualche decimale, anche se la dispersione dei risultati è ampia.








