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La casa circondariale di Trento sorge nella periferia nord della città, a Spini di Gardolo, in una zona industriale che sarebbe senz’altro tra i probabili vincitori, se esistesse un concorso per la zona industriale più accogliente d’Italia. E non solo perché il lindo polo produttivo ha poco in comune con il grigiore desolante di certe altre zone industriali nostrane, anche grazie alla cornice montana, ma per la sua comunità umana inclusiva. Proprio in questa zona infatti, hanno sede varie associazioni di volontariato. Ed entro Pasqua proprio qui, nei pressi del carcere, sarà inaugurata una nuova pizzeria. A sfornare le margherite, focacce e quattro formaggi del locale, ospitato in una struttura da 300 metri quadrati che verrà realizzata in legno, sarà un gruppo di detenuti impegnato in un percorso sulla preparazione di prodotti di lievitazione tenuto dall’Istituto di formazione professionale alberghiero di Levico Terme. Grazie a Spini Pizza, questo il nome della pizzeria, i detenuti potranno mettere le mani in pasta e applicare le conoscenze acquisite. L’obiettivo è favorire il loro reinserimento professionale e sociale, tra l’altro in un territorio noto per la sua tradizione panificatoria, dove alberghi e ristoranti sono un pilastro dell’economia. L’iniziativa è coordinata dalla Provincia autonoma di Trento sul piano operativo, ed è promossa dalla Procura della Repubblica di Trento in collaborazione con il Comune di Trento, Tribunale di sorveglianza e Amministrazione penitenziaria, e ha ricevuto l’adesione della Camera Penale e degli Ordini degli Avvocati di Trento. «L’amministrazione provinciale ha aderito immediatamente all’iniziativa voluta dal procuratore Sandro Raimondi che ci vede impegnati sul piano progettuale e finanziario» dice il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti. «Con questo progetto, che si inserisce in un percorso già attivato in carcere, intendiamo favorire la riabilitazione di coloro che desiderano intraprendere un percorso lavorativo e di recupero». Il progetto intende «offrire una chance di riscatto a coloro che hanno sbagliato e che saranno aiutati al reinserimento nella società» ha spiegato Raimondi.

