Residenziale luxury

Mareterra, l’ecodistretto del Principato strappato al mare con ville da 120mila euro al mq

Il principe Alberto ha tagliato il nastro allo sviluppo da due miliardi su sei ettari che prevede superattici, ville, piscine e negozi. firmati da gradi archistar (da Renzo Piano a Norman Foster, da Tadao Ando a Stefano Boeri)

di Nicol Degli Innocenti

Il distretto visto dal mare

3' di lettura

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Il nome dice tutto: Mareterra è un nuovo “ecodistretto” di Monaco, costruito su sei ettari sottratti al mare. Il quartiere pedonale, creato dal nulla tra la terra e l’acqua, regala a Montecarlo nuovi complessi residenziali, ristoranti e negozi, un parco e una passeggiata lungo la costa che porta alla celebre spiaggia di Larvotto.

Il progetto

«Questo è un progetto che trasforma Monaco, il nostro primo ecodistretto - ha dichiarato all’apertura ufficiale il principe Alberto -. Mareterra si integra perfettamente con la nostra costa e verrà considerato un’estensione naturale del nostro territorio». Per il progetto da due miliardi di euro, realizzato da Sam L’Anse du Portier, sono stati reclutati i grandi nomi dell’architettura contemporanea: Renzo Piano, su espressa richiesta del principe, e Norman Foster, Tadao Ando e Stefano Boeri. Piano, che era presente all’inaugurazione, ha creato “Le Renzo”, un maestoso complesso residenziale di 17 piani lungo 125 metri che assomiglia a una nave da crociera e sembra sospeso a cinque metri da terra, sostenuto da delicate colonne portanti. Sotto gli appartamenti ci sono negozi e ristoranti. Gli appartamenti sono solo 50, tutti dai 400 mq in su, con un superattico su quattro piani. La piscina riservata ai residenti è alla prora e, a soli due metri sopra il livello del mare, sembra tuffarsi nel Mediterraneo.

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Altri quattro complessi residenziali di più piccole dimensioni sono stati creati da Valode & Pistre Architectes, responsabili anche dell’intero masterplan. Foster, Ando e Boeri hanno progettato le ville sulla collina. Mareterra forma una curva che segue l’andamento naturale della costa, prolungando verso il mare lo spazio tra il centro congressi Grimaldi Forum e il tunnel Grand Prix, reso celebre dalla Formula Uno.

In un luogo dove lo spazio manca e gli immobili sono tra i più costosi in Europa, Mareterra offre appartamenti di maggiori dimensioni, che sono i più richiesti dal mercato. Gli stranieri che vogliono ottenere la residenza a Monaco per motivi fiscali, infatti, possono ottenerla solo se dimostrano di possedere almeno una stanza per ogni membro della famiglia.

Il mercato immobiliare a Monaco è ancora considerato un ottimo investimento, come dimostra il fatto che tutti gli immobili disponibili a Mareterra, sia i 110 appartamenti che le 14 ville, sono stati già venduti prima di essere completati. I prezzi hanno raggiunto livelli record anche per Monaco, arrivando, secondo fonti ufficiose, a 120mila euro al metro quadro.

Da quando nel 1861 Monaco ha ceduto il 95% del suo territorio in cambio dell’indipendenza, il Principato per ospitare una popolazione in crescita ha dovuto costruire edifici sempre più alti oppure rubare terra al mare, come per la spiaggia di Larvotto. Mareterra è l’ottavo intervento di questo genere, il più ambizioso e il più sostenibile.

«Siamo consapevoli del fatto che la cosa più sostenibile sarebbe non costruire affatto - ha dichiarato all’inaugurazione Céline Caron-Dagioni, ministra responsabile delle Infrastrutture e dell’Ambiente -. Ma la popolazione cresce e il nostro territorio è limitato, stretto tra le montagne e il mare. Abbiamo creato un progetto esemplare di collaborazione tra pubblico e privato che potrà servire da esempio ad altri Paesi nella stessa nostra situazione».

Mareterra, il distretto superlusso del Principato

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Soluzioni ambiziose

Il distretto si presenta come il più “verde” del Principato: gli edifici sono stati realizzati utilizzando nuovi metodi di costruzione e materiali eco-compatibili. L’energia proviene da fonti sostenibili - sono stati installati oltre 9mila mq di pannelli solari - e pompe a calore geotermiche gigantesche utilizzano l’acqua del mare per riscaldare d’inverno e raffreddare d’estate. Per realizzare il nuovo parco sulla collina sono stati piantati oltre mille alberi - soprattutto pini arrivati da Pistoia - tra sentieri pedonali e piste ciclabili, mentre la passeggiata lungo la costa permette di camminare lungo il mare, un privilegio raro in un contesto di alta densità edilizia. Nel creare il nuovo quartiere su terreni sottratti al mare sono stati creati corridoi e barriere artificiali per incoraggiare la fauna marina a colonizzare la nuova costa. L’ecodistretto vuole dimostrare la determinazione di Monaco di arrivare all’obiettivo net zero entro il 2050.

«Mareterra è un progetto pilota pionieristico di costruzione sull’acqua, studiato per resistere al previsto innalzamento del livello del mare Mediterraneo - spiega Guy-Thomas Soussan-Levy, managing director di Mareterra -. Abbiamo lavorato a questo progetto per dieci anni, quindi abbiamo avuto il tempo e le risorse necessarie per fare le cose bene». A natura e architettura si abbina anche l’arte. Place Princesse Gabriella, la piazza d’ingresso a Mareterra, creata da Renzo Piano, ha al suo centro Quatre Lances, una grande scultura di acciaio di Alexander Calder che era stata acquistata nel 1966 dalla principessa Grace di Monaco dall’artista americano. L’architetto genovese ha creato qui il suo “museo più piccolo” in omaggio alla scultura, solo di recente ritrovata e restaurata.

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