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Marche, Regione con Slow Food per la qualità della vita

L’obiettivo è la valorizzazione e la promozione del territorio a partire dai prodotti del patrimonio agroalimentare e dalle tradizioni locali

di Daniela Casciola

3' di lettura

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Il progetto di valorizzare il territorio regionale nel segno del benessere e della qualità della vita trova uno sbocco naturale nella partnership che la Regione Marche ha creato con Slow Food Italia Aps e Slow Food Marche e che è stata istituzionalizzata in un protocollo d’intesa, propedeutico ad accordi operativi. L’obiettivo è la valorizzazione e la promozione dei prodotti del patrimonio agroalimentare e dalle tradizioni locali. L’operazione si inserisce a pieno titolo nel quadro di sviluppo delineato dalla legge regionale 23/2023 sul benessere e sulla qualità della vita che ne prevede il finanziamento in uno specifico allegato dove si indica nell’Area Miglioramento Servizi, l’Attività e7. Sostegno alla progettualità della convenzione Slow Food.

Il protocollo d’intesa tra Slow Food Italia Aps, Slow Food Marche e Regione prevede varie azioni specifiche come:

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  • il recupero dei prodotti di qualità e delle tradizioni anche culinarie tipiche locali attraverso la conoscenza delle produzioni, dell’identità e delle potenzialità del territorio regionale;
  • l’attivazione di iniziative per la tutela e la promozione dei territori delle aree interne;
  • la tutela della piccola pesca marchigiana per la salvaguardia e la valorizzazione della biodiversità marina;
  • il sostegno, la promozione e la comunicazione per la valorizzazione del patrimonio agroalimentare e la biodiversità della Regione Marche, anche tramite la partecipazione a eventi internazionali.

Un piano d’azione su cui Slow Food Italia Aps, attraverso il coordinamento della struttura regionale, ha puntato per la realizzazione di due eventi: La guida agli oli extravergini di Slow Food e Distinti salumi.

La guida agli oli extravergini di Slow food

Si è svolta ad Ascoli Piceno, a metà aprile, la celebrazione del venticinquesimo anniversario della Guida agli Extravergini di Slow Food, un’opera che in un quarto di secolo ha contribuito a tutelare la biodiversità, sostenere le comunità del cibo e valorizzare l’eccellenza dell’olivicoltura italiana. La presentazione della Guida agli Extravergini 2025 è stata un momento centrale per accrescere la cultura dell’olio extravergine di qualità e rafforzare il legame tra produttori e consumatori consapevoli.

La presentazione ha esplorato la produzione olivicola italiana recensita nella Guida, con circa 750 aziende e oltre 1.000 oli di qualità selezionati per guidare il consumatore nelle scelte d’acquisto. E’ stata inoltre l’occasione per un’analisi approfondita del settore, per sensibilizzare i presenti sull’importanza della protezione del patrimonio olivicolo italiano.

Distinti salumi

Si è svolta a Cagli, in provincia di Pesaro e Urbino, alla fine di aprile, Distinti salumi, manifestazione dedicata al settore, rievocando un evento storico che si teneva nel centro marchigiano, interrotto negli anni del Covid. 50 i produttori artigianali italiani di salumi e di prodotti legati alla filiera, selezionati sulla base delle linee guida di Slow Food, che hanno rappresentato, da un lato l’eccellenza italiana, dall’altro la base per la costruzione di una rete di allevatori rispettosi dell’ambiente, del benessere animale e della biodiversità. Tra gli espositori hanno anche trovato spazio i Presìdi Slow Food: progetti a sostegno di comunità di produttori che salvaguardano le produzioni locali, con saperi millenari e loro territori di origine. Ogni produttore ha portato i prodotti (in esposizione e in vendita), ma anche una storia e un territorio da raccontare.

Durante l’evento, che ha registrato una elevata partecipazione di pubblico, sono stati realizzati sia dei laboratori del gusto a tema salumi e conferenze con focus sui temi più importanti relativi al futuro dell’allevamento e della norcineria di qualità, sia attività educative e formative per le famiglie e per bambini.

Nella conferenza di apertura dell’evento, il Focus è stato «Allevare con rispetto, produrre secondo tradizione e qualità” e il messaggio è “L’allevamento che immaginiamo per il futuro rimette insieme natura, terra, acqua, animali, allevatori, cittadini e delinea un percorso verso un modo diverso di allevare e verso un valore nuovo che tutti noi dobbiamo dare al cibo e a tutti quei prodotti che dagli animali derivano (salumi, carne, ma anche latte, formaggi, uova, miele, lana). Allevare in modo sostenibile si può e si deve, è necessario e non più rimandabile, seguendo linee guida improntate a rispetto e qualità. Altrettanto cruciale salvaguardare i saperi artigianali che sono alla base dei numerosi trasformati che arricchiscono la tradizione norcina marchigiana e italiana in generale. Il norcino è uno di quei mestieri che rischiamo di perdere, insieme a un patrimonio di conoscenze che possono essere tramandate solo con apprendistati di lungo periodo».

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