Economia

Marche, nella Carta di Ascoli la sfida dell’InLife International Quality Life Forum

Antonini, il nostro impegno andrà avanti per raggiungere gli obiettivi che sono stati tracciati

di Daniela Casciola

6' di lettura

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Promuovere la qualità della vita, attraverso un approccio integrato che riconosca la stretta interconnessione tra salute umana e ambiente, investendo in prevenzione, educazione e politiche responsabili. È il messaggio lanciato all’InLife International Quality Life Forum, primo forum mondiale sulla qualità della vita, nato da un’idea di Carlo Bachetti Doria e David Mariani, promosso dalla Regione Marche con il contributo del Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, della Camera di commercio Marche, di Fondazione Carisap e Bim Tronto.

L’evento - che si è svolto ad Ascoli Piceno - trova la sua sintesi nella Carta di Ascoli, siglata da tutti i relatori. «Il percorso non finirà qui - spiega l'assessore regionale alle Attività produttive Andrea Maria Antonini - La Carta di Ascoli è un punto di partenza. Il nostro impegno andrà avanti per raggiungere gli obiettivi che sono stati tracciati. La Carta di Ascoli contiene richieste specifiche per i governanti, richieste che se esaudite rappresenteranno una vera rivoluzione culturale».

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Il forum ha saputo mettere al centro il tema in un’ottica interdisciplinare, affrontando argomenti fondamentali che spaziano dalla sanità al welfare aziendale, dall’educazione alla sostenibilità fino al turismo esperienziale. Il Teatro dei Filarmonici di Ascoli Piceno ha accolto scienziati, ricercatori, intellettuali, policy maker e altri esperti internazionali che si sono confrontati su studi ed esperienze concrete per offrire alla collettività soluzioni immediatamente applicabili per migliorare la qualità della vita umana nel rispetto degli equilibri con l’ecosistema, ed iniziare ad attuare un modello di sviluppo incentrato sulla prevenzione e non solo sulla reazione.

«Il bilancio di InLife International Quality Life Forum è estremamente positivo, soprattutto perché abbiamo constatato come la qualità faccia davvero la differenza sotto ogni aspetto – ha detto l’assessore Antonini - Abbiamo posto la qualità al centro del forum, non solo nei contenuti, ma anche attraverso la scelta dei relatori che hanno dato un contributo significativo alle giornate di lavoro. L’attenzione del pubblico ha confermato l’importanza di affrontare il tema della qualità della vita in modo interdisciplinare, spaziando dalla prevenzione sanitaria al welfare aziendale».

La Carta di Ascoli promuove la prevenzione come pilastro della salute collettiva, sostenendo politiche sanitarie interdisciplinari e l’educazione a stili di vita sani fin dall’infanzia. Adotta il modello One Health (integrazione della salute umana, animale e ambientale in un’unica strategia di benessere globale), riconoscendo l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale, e incoraggia la sostenibilità nelle strategie di benessere collettivo. Riconosce il ruolo cruciale dell’educazione nella prevenzione e propone la riforma dei programmi scolastici per includere salute, alimentazione e sostenibilità. Sottolinea inoltre l’importanza delle relazioni sociali, dell’arte e della cultura per il benessere psicofisico, promuovendo politiche che incentivino la socialità e la consapevolezza emotiva.

La Carta evidenzia la necessità di politiche agroalimentari sostenibili, attraverso la filiera corta, l’agricoltura biologica e la regolamentazione della governance alimentare per un equilibrio tra mercato e bene pubblico. Si impegna nella valorizzazione di borghi e territori rurali, considerandoli modelli di sostenibilità e coesione sociale, contrastando lo spopolamento e incentivando la digitalizzazione. Promuove il turismo esperienziale e sostenibile, che favorisce il benessere umano attraverso l’immersione nelle comunità locali. Infine, la Carta sostiene il welfare aziendale, proponendo politiche che migliorino il benessere dei lavoratori.

La prevenzione come fondamento della salute e del benessere collettivo è il primo tema. Le più recenti evidenze scientifiche dimostrano che prevenire o contenere malattie umane e ambientali è oggi possibile grazie alla conoscenza approfondita dei fattori di rischio e ai modelli predittivi. La prevenzione vista non solo come scelta strategica ma dovere collettivo e indicatore del livello di civiltà di una società. Pertanto, la Carta di Ascoli promuove l’adozione di politiche socio-sanitarie interdisciplinari orientate alla prevenzione e alla conoscenza della salute globale fin dall’infanzia. Seguendo il modello One Health promosso dalla FAO, la Carta riconosce che il benessere umano, quello animale e la salute degli ecosistemi sono interconnessi e devono essere gestiti in modo olistico. Si impegna quindi a integrare la sostenibilità ambientale nelle strategie di benessere collettivo, promuovere la produzione e il consumo di cibo sano e sostenibile, adottare misure che tutelino la biodiversità e riducano l’impatto ambientale delle attività umane.

Attenzione poi all'educazione ai sani stili di vita, alle relazioni sociali e alla sostenibilità. Le scuole e le università devono essere i luoghi in cui si forma una cultura della prevenzione e della sostenibilità. Non si può parlare di diritto alla salute senza garantire l’accesso all’educazione su corretti stili di vita.

La Carta di Ascoli propone la riforma dei programmi scolastici per includere materie su salute, alimentazione e sostenibilità, la formazione degli insegnanti su questi temi, l’adozione di modelli educativi che favoriscano la consapevolezza alimentare e ambientale.

Altro tema il ruolo delle emozioni dell’arte e delle relazioni sociali nella salute. La ricerca recente sta dimostrando che la qualità delle relazioni sociali, l’empatia, la gestione delle emozioni anche quelle provocate dalla vista o dalla creazione di opere artistiche hanno un impatto diretto sulla salute. Benessere psicologico e benessere fisico sono inseparabili. Si promuove quindi l’insegnamento della gestione delle emozioni nelle scuole, la creazione di ambienti urbani che favoriscano la socialità e il benessere mentale, l’adozione di politiche pubbliche che incentivino la cooperazione e la reciprocità. L’insegnamento del valore della cultura e di tutte le espressioni artistiche come determinanti del benessere umano come suggerito dal rapporto 67/2019 dell’OMS.

La Carta di Ascoli propone, poi, il sostegno alla filiera corta e ai produttori locali, l’incentivazione dell’agricoltura biologica, rigenerativa e della Dop Economy. Riflettori puntati su governance alimentare e sviluppo sostenibile. Le politiche economiche globali influenzano il nostro modo di produrre e consumare cibo. Per garantire un futuro equo e sostenibile, la Carta di Ascoli chiede un bilanciamento tra mercato e bene pubblico nella governance del sistema alimentare, la regolamentazione contro la disinformazione in ambito alimentare, il sostegno alle imprese che adottano modelli di produzione responsabili e sostenibili. Borghi e villaggi, esempi virtuosi di sostenibilità e resilienza sotto la lente. I borghi storici rurali, in special modo quelli appartenenti ai territori dell’entroterra, rappresentano un patrimonio non solo per la presenza di luoghi di interesse storico artistico, ma anche come esempio virtuoso di coesione sociale e qualità della vita.

La Carta di Ascoli propone di preservare e promuovere il modello abitativo dei borghi storici, quale esempio virtuoso di integrazione con l’ambiente naturale, riconoscere e valorizzare la cura delle relazioni che rende coese e resilienti le piccole comunità, come fondamentale bene identitario immateriale, adottare le migliori misure strategiche per contrastare lo spopolamento dei borghi storici rurali rispettando le caratteristiche identitarie che li contraddistinguono, promuovere e incentivare la digitalizzazione delle aree interne come soluzione strategica per il ripopolamento e il miglioramento dei servizi alle persone. E poi turismo di territorio, l’esperienza di viaggio e la sua influenza positiva sulla nostra salute. Il turismo dei territori non si limita a una semplice fruizione estetica dei luoghi, ma si configura come un’esperienza che coinvolge profondamente l’individuo a livello umano.

La Carta di Ascoli propone di riconoscere e promuovere il turismo dei territori come pratica terapeutica che addiziona alla salubrità ambientale la qualità delle relazioni umane, istruire il viaggiatore a una fruizione realmente sostenibile dei territori, promuovere i territori, in special modo quelli dell’entroterra, e gli stili di vita connessi, come luoghi ideali in cui sviluppare un turismo residenziale.

Altro tema le aziende sostenibili e il benessere dei lavoratori. Il welfare aziendale è elemento cruciale per la crescita e la sostenibilità delle aziende moderne. Questi concetti non si limitano solo al miglioramento della qualità della vita dei dipendenti, ma rappresentano anche una strategia a lungo termine per il successo e la competitività dell’impresa. La Carta di Ascoli propone di promuovere politiche che favoriscano il bilanciamento tra la vita lavorativa e quella privata, le imprese devono attivare programmi di supporto psicologico, counseling aziendale, e spazi di ascolto per i dipendenti al fine di prevenire il burnout e aumentare il benessere psicologico, valorizzare la diversità e creare un ambiente di lavoro aperto, dove tutti si sentano rispettati e parte integrante del team, promuovere e garantire la salubrità nei luoghi di lavoro anche come incentivo all’occupazione dei giovani.

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