Forum della Piccola industria

Orsini: «Energia è il problema, a rischio la tenuta delle imprese»

Per il presidente di Confindustria, intervenuto al Forum Piccola industria a Firenze, servono misure strutturali vere e concrete

di Redazione Roma

Emanuele Orsini, Foto IPP/ Diego Nangano Cappello Roma 07-05-2025

3' di lettura

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Quello dell’energia «è il problema. Si è parlato tanto di competitività, non è solo un tema di prezzo ma di tenuta nazionale delle imprese. Se non parliamo di energia per parlare di competitività vuol dire che non si è capito nulla». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenendo al Forum Piccola industria in corso a Firenze. «Il Dl bollette - c’era esigenza verso famiglie e piccole imprese - è nato in un modo e finito in altro. Avevamo fatto emendamenti per allargare la platea», ha continuato Orsini, sottolineando che «servono misure strutturali, costruire un percorso strutturale sull’energia» e ricordando che Confindustria ha proposto di intervenire su «tre capitoli con disaccoppiamento delle fonti di energia, rinnovabili a fine vita, idroelettrico e contratti a lungo termine del Gse».

Orsini: servono misure strutturali vere e concrete

Il prezzo dell’energia in Italia, ha continuato Orsini, è troppo elevato come dimostrano i dati del Gme: «nel 2024 dice che l’Italia paga 108 euro al megavattora, la Spagna 63, la Francia 58, la Scandinavia 36, la Germania 78. Se vado a prendere il mese di aprile di quest’anno, 99 euro l’Italia, 77 la Germania, 31 la Scandinavia, la Spagna 26 e la Francia 42. Allora questo non può essere un problema da trascurare». Tornando sul Dl bollette, «abbiamo apprezzato il fatto che comunque sia stato fatto uno sforzo», ha detto Orsini, ricordando che c’è stato il tentativo di allargare la platea delle imprese, come serviva, ma il provvedimento non è riuscito come doveva. «Stiamo parlando con Palazzo Chigi, col Governo, per costruire insieme un percorso strutturale» ha aggiunto

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Marcegaglia: il costo dell’energia ammazza le imprese

Anche la presidente e ad di Marcegaglia Holding e past president di Confindustria, Emma Marcegaglia, rilancia l’allarme degli industriali dal Forum della Piccola industria a Firenze. Per Marcegaglia il costo dell’energia che pagano le imprese italiane «è un problema di strategia nazionale: non si può far finta di non vedere che un gap del genere ammazza le imprese». «Non si può reggere questa situazione», avverte. «Questo decreto bollette non va bene», ricorda Marcegaglia che dice «guardiamo avanti», rivolgendosi anche a presidente del Consiglio e ministro dell’Economia e ponendo anche il problema “interno” del conflitto tra imprese, «tra chi produce e chi consuma energia»: serve un accordo perchè «se ammazzano noi che la consumiamo poi sono morti anche loro».

Marcegaglia: servono soluzioni per avere un prezzo in linea con i nostri competitor europei

In questo quadro, servono «disaccoppiare, l’energy release e dobbiamo fare anche un gas release, perché il gas è ancora troppo costoso, andare avanti con il nucleare, avere permessi per fare rinnovabili e attaccarci alla rete – non possiamo metterci 5 anni», perché «l’energia è geopolitica», quindi, ha sintetizzato Marcegaglia, «dobbiamo stringerci a Orsini, fare un accordo interno e poi chiedere che nel brevissimo ci siano soluzioni per avere un prezzo in linea con i nostri competitor europei».

«Green deal va fatto ma con tempi e modi giusti»

«Penso che continuare a dire che il Green deal va eliminato non serva a niente, anzi ci facciamo del male, perché il Green deal non verrà eliminato. Invece, è anche un bene essere quelli che fanno più sforzi, perché ci siamo sviluppati per primi. Quello che dobbiamo chiedere con forza è che venga cambiato approccio, avere più tempo e meno burocrazia» ha aggiunto Marcegaglia, intervenendo al Forum Piccola industria in corso a Firenze. «Bisogna eliminare quei fattori che ci rendono la vita impossibile. Tutti i nostri settori sono in totale incertezza, dobbiamo fare il Green deal ma nei modi e nei tempi giusti», ha sottolineato.

«Serve maggiore integrazione, bisogna avere mercato unico capitali»

«L’Unione europea deve integrarsi di più e portare avanti soprattutto il mercato unico dei capitali» ha detto ancora Marcegaglia. «La strada perché l’Europa sia competitiva è una maggiore integrazione. Sono preoccupata dei nazionalisti crescenti mentre abbiamo bisogno di integrarci di più. Con le barriere interne è come se avessimo tariffe al 40%, una follia peggio di Trump. Bisogna andare avanti con un maggiore mercato unico, dobbiamo integrare, abbiamo bisogno di un mercato unico dei capitali in Europa». E ancora: «Siamo il Continente con il maggior risparmio interno, che però va negli Usa ad alimentare i loro fondi di investimento che poi con le nostre risorse comprano le imprese europee», ha continuato, sottolineando che «sicuramente i soldi per investire in intelligenza artificiale e innovazione – siamo favorevoli agli eurobond – devono essere pubblici ma non possono essere solo pubblici, devono venire anche dai capitali privati e se non abbiamo un mercato dei capitali integrato in Europa» diventa più difficile investire.

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