L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
di Luca Orlando
3' di lettura
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Fissero- Tartaro-Canalbianco. Nomi ignoti ai più e tuttavia importanti, canali che identificano una risorsa in gran parte inesplorata. È l’asse lungo cui si sviluppa il bacino idroviario padano-veneto, la cosiddetta Autostrada blu, Asta navigabile del fiume Po che rappresenta l’unica tratta in grado di garantire una navigabilità a scopo commerciale stabile, per 365 giorni all’anno.
È l’oggetto dello studio di The European House – Ambrosetti commissionato da vari enti, tra cui Confindustria Mantova e la relativa provincia, con l’obiettivo di analizzare lo stato dell’arte del trasporto fluvio-marittimo per il sistema-Paese e quantificare i benefici economici, occupazionali e ambientali potenzialmente attivabili dall’ottimizzazione del trasporto idroviario per l’area compresa tra Mantova e Rovigo e i territori limitrofi, con particolare riferimento all’infrastruttura dell’Asta Navigabile.
Anche se i volumi di merci trasportate non sono paragonabili con quelli dei principali attori europei (lo 0,1%, a fronte di un 20% della media di 5 paesi benchmark), grazie ai nuovi fondi stanziati e all’apertura del collegamento con Chioggia, le merci transitanti per il sistema idroviario sono aumentate comunque del 160% dal 2015.
Quanto vale questo asset? La filiera estesa del sistema idroviario del Nord Italia coinvolge 25 macro-settori economici e genera un valore aggiunto di quasi 500 milioni di euro per il territorio (circa il 3% del PIL delle province di Rovigo e Mantova). L’efficace messa a terra degli investimenti programmati - questo il dato di fondo del rapporto - potrebbe generare benefici economici netti pari a 1,4 miliardi entro il 2030 riconducibili alle reti navigabili italiane.
Benefici economici ma anche ambientali: si stima che una crescita del 25% del trasporto idroviario comunitario favorirebbe il raggiungimento dei target di decarbonizzazione europei.