Scatto in avanti che vedrebbe in prima fila proprio Mantova, provincia che ospita 7 porti pubblici e 6 privati adibiti al trasporto fluviale di merci. Il sistema portuale mantovano è di conseguenza il terminal naturale dell’idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco-Po di Levante, in particolare in località Porto Valdaro.
Il sistema Idroviario del Nord Italia può quindi giocare in ruolo chiave nello sviluppo del sistema logistico e, di conseguenza, dell’industria manifatturiera.
Molti, tuttavia i problemi da risolvere. L’idrobonus, a causa di una forte frammentazione della modalità necessaria per presentare le domande, ha erogato meno dello 0,1% dei 20 milioni di Euro di fondi stanziati; l’assenza di incentivi per il carburante per la navigazione interna comporta svantaggi economici rispetto al trasporto marittimo; la distanza di navigazione promiscua si limita a un miglio dalla costa; l’altezza ridotta dei ponti non permette il passaggio di imbarcazioni di grandi dimensioni: portando l’altezza libera sotto i ponti a sette potrebbero transitare imbarcazioni di stazza cinque volte superiore rispetto ad oggi.
Nel complesso, guardando al ritorno diretto dalla crescita dei volumi trasportati e agli effetti indiretti generati nel settore delle costruzioni, complessivamente i benefici economici netti del sistema idroviario sono stimati ammontare a 1,4 miliardi entro il 2030, con 3500 addetti coinvolti. A ciò si aggiungono i benefici ambientali, con un risparmio di 100mila tonnellate di emissioni di CO2 ogni anno.
«L’intermodalità in ambito logistico - spiega Fabio Viani, Presidente di Confindustria Mantova - rappresenta una leva strategica di sviluppo per l’industria manifatturiera del Nord Italia. In particolare, crediamo con forza che l’Autostrada blu, la linea navigabile Mantova, Rovigo, Chioggia, Venezia, sia un’opportunità imperdibile per la nostra economia, come modalità integrativa e sostenibile al trasporto delle merci. Con questo studio abbiamo voluto dotare il territorio di una linea guida autorevole, scientifica e certificata da un partner di rilievo come Ambrosetti. Consegniamo questi dati a tutte le istituzioni perché possano rappresentare una base di conoscenza condivisa sulle opportunità economiche attivabili grazie alla promozione del sistema idroviario e del trasporto fluvio-marittimo, con l’obiettivo di costruire un percorso di lavoro territoriale di crescita e sviluppo».