Industria

Mantova sceglie la rotta per l’Autostrada Blu

Logistica. Dal rilancio dell’idrovia lungo l’asse del Po benefici per 1,4 miliardi Lo studio promosso da Confindustria (con Veneto Est) per valutare l’impatto

di Luca Orlando

Il percorso. L’idrovia, entrata in funzione nell’estate del  2002, collega Mantova (sotto) al mare attraverso un percorso di 135 chilometri parallelo al fiume Po, attraversando le province di Verona e Rovigo

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Fissero- Tartaro-Canalbianco. Nomi ignoti ai più e tuttavia importanti, canali che identificano una risorsa in gran parte inesplorata. È l’asse lungo cui si sviluppa il bacino idroviario padano-veneto, la cosiddetta Autostrada blu, Asta navigabile del fiume Po che rappresenta l’unica tratta in grado di garantire una navigabilità a scopo commerciale stabile, per 365 giorni all’anno.

È l’oggetto dello studio di The European House – Ambrosetti commissionato da vari enti, tra cui Confindustria Mantova e la relativa provincia, con l’obiettivo di analizzare lo stato dell’arte del trasporto fluvio-marittimo per il sistema-Paese e quantificare i benefici economici, occupazionali e ambientali potenzialmente attivabili dall’ottimizzazione del trasporto idroviario per l’area compresa tra Mantova e Rovigo e i territori limitrofi, con particolare riferimento all’infrastruttura dell’Asta Navigabile.

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Anche se i volumi di merci trasportate non sono paragonabili con quelli dei principali attori europei (lo 0,1%, a fronte di un 20% della media di 5 paesi benchmark), grazie ai nuovi fondi stanziati e all’apertura del collegamento con Chioggia, le merci transitanti per il sistema idroviario sono aumentate comunque del 160% dal 2015.

Quanto vale questo asset? La filiera estesa del sistema idroviario del Nord Italia coinvolge 25 macro-settori economici e genera un valore aggiunto di quasi 500 milioni di euro per il territorio (circa il 3% del PIL delle province di Rovigo e Mantova). L’efficace messa a terra degli investimenti programmati - questo il dato di fondo del rapporto - potrebbe generare benefici economici netti pari a 1,4 miliardi entro il 2030 riconducibili alle reti navigabili italiane.

Benefici economici ma anche ambientali: si stima che una crescita del 25% del trasporto idroviario comunitario favorirebbe il raggiungimento dei target di decarbonizzazione europei.

Scatto in avanti che vedrebbe in prima fila proprio Mantova, provincia che ospita 7 porti pubblici e 6 privati adibiti al trasporto fluviale di merci. Il sistema portuale mantovano è di conseguenza il terminal naturale dell’idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco-Po di Levante, in particolare in località Porto Valdaro.

Il sistema Idroviario del Nord Italia può quindi giocare in ruolo chiave nello sviluppo del sistema logistico e, di conseguenza, dell’industria manifatturiera.

Molti, tuttavia i problemi da risolvere. L’idrobonus, a causa di una forte frammentazione della modalità necessaria per presentare le domande, ha erogato meno dello 0,1% dei 20 milioni di Euro di fondi stanziati; l’assenza di incentivi per il carburante per la navigazione interna comporta svantaggi economici rispetto al trasporto marittimo; la distanza di navigazione promiscua si limita a un miglio dalla costa; l’altezza ridotta dei ponti non permette il passaggio di imbarcazioni di grandi dimensioni: portando l’altezza libera sotto i ponti a sette potrebbero transitare imbarcazioni di stazza cinque volte superiore rispetto ad oggi.

Nel complesso, guardando al ritorno diretto dalla crescita dei volumi trasportati e agli effetti indiretti generati nel settore delle costruzioni, complessivamente i benefici economici netti del sistema idroviario sono stimati ammontare a 1,4 miliardi entro il 2030, con 3500 addetti coinvolti. A ciò si aggiungono i benefici ambientali, con un risparmio di 100mila tonnellate di emissioni di CO2 ogni anno.

«L’intermodalità in ambito logistico - spiega Fabio Viani, Presidente di Confindustria Mantova - rappresenta una leva strategica di sviluppo per l’industria manifatturiera del Nord Italia. In particolare, crediamo con forza che l’Autostrada blu, la linea navigabile Mantova, Rovigo, Chioggia, Venezia, sia un’opportunità imperdibile per la nostra economia, come modalità integrativa e sostenibile al trasporto delle merci. Con questo studio abbiamo voluto dotare il territorio di una linea guida autorevole, scientifica e certificata da un partner di rilievo come Ambrosetti. Consegniamo questi dati a tutte le istituzioni perché possano rappresentare una base di conoscenza condivisa sulle opportunità economiche attivabili grazie alla promozione del sistema idroviario e del trasporto fluvio-marittimo, con l’obiettivo di costruire un percorso di lavoro territoriale di crescita e sviluppo».

«La Provincia di Mantova è stata la prima istituzione a credere nel valore e nelle potenzialità del porto di Valdaro e nell’idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco - aggiunge il Presidente della Provincia di Mantova Carlo Bottani e questa ‘autostrada su acqua’ può veramente cambiare il futuro del nostro territorio. Passare dall’intermodale al trimodale vuol dire ridurre sensibilmente le emissioni e quindi generare benefici all’ambiente ma anche incrementare e valorizzare la competitività delle aziende mantovane sia in import che in export. Per cui quello dell’idrovia è uno dei principali obiettivi di mandato come amministrazione ma credo più in generale per tutta la provincia».

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