Senato

Manovra, ok all’emendamento per rafforzare la difesa. Crosetto: «Solo semplificazione burocratica»

Via libera della commissione Bilancio del Senato all’emendamento su produzione e commercio di armi riformulato dal Governo sull’ampliamento di basi e programmi strategici della Difesa

di Redazione Roma

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Via libera della commissione Bilancio del Senato all’emendamento su produzione e commercio di armi riformulato dal Governo sull’ampliamento di basi e programmi strategici della Difesa. «Al fine di tutelare gli interessi essenziali della sicurezza dello Stato e di rafforzare le capacità industriali della difesa riferite alla produzione e al commercio di armi, di materiale bellico e sistemi d’arma, con uno o più decreti del ministro della Difesa di concerto con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono individuate, anche con funzioni ricognitive e comunque nell’ambito delle risorse previste a legislazione vigente, le attività, le aree e le relative opere, nonché i progetti infrastrutturali, finalizzati alla realizzazione, ampiamento, conversione, gestione e sviluppo delle capacità industriali della difesa, qualificati come di interesse strategico per la difesa nazionale», si legge nel testo.

La soluzione potrebbe aumentare le divisioni nel Governo, considerato che la Lega in più di un’occasione ha frenato su un nuovo decreto armi. L’ultima volta, mercoledì 17 dicembre, parlando a 5 minuti intervistato da Bruno Vespa Matteo Salvini ha chiarito la posizione del partito su questo tema: «Ci vuole un cambio di passo per i nuovi decreti sulle armi - ha sottolineato -, li voteremo se ci sono delle novità rispetto agli anni passati. Bisognerà parlare di difesa e non di attacco».

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Ampliamento di basi militari in base a programmi di interesse strategico della Difesa

Intanto però con questo emendamento di maggioranza al Ddl di Bilancio si delineano interventi per l’ampliamento e l’adeguamento di alcune basi militari esistenti funzionali ad alcuni programmi di interesse strategico per la Difesa: esempi di questi interventi potranno riguardare, secondo quanto apprende Radiocor, le aree per prove e test dei nuovi carri armati e mezzi di fanteria prodotti da Leonardo-Rheinmetall o la pista di addestramento degli F-35 nella base di Trapani-Birgi. È quanto si apprende in merito alla riformulazione da parte del Governo di precedenti emendamenti di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega al Ddl di bilancio in Senato che prevede l’individuazione di aree, opere e progetti infrastrutturali per «ampliamento, conversione, gestione e sviluppo delle capacità industriali della difesa».

Crosetto: «Nessuna riconversione ma semplificazione burocrazia»

«Molti quotidiani riportano oggi la “notizia” di un emendamento alla legge di Bilancio, approvato dal Governo, che “consentirebbe la riconversione di fabbriche e aziende industriali alla produzione di armamenti attraverso procedure accelerate”. E la chiamano informazione. Nello stesso solco di superficialità troviamo dichiarazioni di vari esponenti politici. Per amore della verità, della quale mi pare ormai non interessi nulla a nessuno, ritengo doveroso informare che l’emendamento in questione, contrariamente a quanto scritto e detto, non mira né a “trasformare le fabbriche italiane in luoghi di produzione di armi” né, tantomeno, a “trasformare l’economia italiana in un’economia di guerra”». È quanto precisa il ministro della Difesa Guido Crosetto in una nota. «L’emendamento – tra l’altro di iniziativa parlamentare e non proposto dalla Difesa – si inserisce in un quadro di coerenza con gli indirizzi europei recentemente delineati dalla Commissione europea nell’ambito del cosiddetto pacchetto omnibus difesa e contribuisce, in particolare, a una ricognizione delle aree in cui già insistono complessi industriali del settore difesa, al fine di consentire, su tali insediamenti, interventi di semplificazione amministrativa e di riduzione degli oneri burocratici, senza alcuna intenzione né possibilità di estendere ad altre questa corsia burocratica accelerata». «L’intervento normativo - continua Crosetto - ha un obiettivo circoscritto e chiaramente definito: rafforzare le capacità industriali e infrastrutturali del comparto della difesa, senza introdurre alcuna modifica strutturale o sistemica all’assetto economico generale del Paese. Si tratta dunque di misure volte a rendere più efficienti processi già esistenti, accelerando lo sviluppo di capacità industriali e infrastrutturali strategiche, senza estensioni indiscriminate né riconversioni del tessuto produttivo nazionale. Prima di scrivere o dire sciocchezze sarebbe consigliabile informarsi».

Ricciardi: con emendamento di guerra Meloni svela il suo volto

Critiche le opposizioni. «Che questa manovra fosse una manovra di guerra era ormai chiaro e lo denunciamo da mesi, ma con l’emendamento con cui la maggioranza dà un’ulteriore spinta alla produzione e al commercio di armi si svela tutta l’ipocrisia di Giorgia Meloni - attacca in una nota Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera -. Si stanno usando i soldi dei cittadini, non per la sanità, non per la scuola, non per i trasporti, ma per soffiare sulle tensioni internazionali e così facendo arricchire le grandi lobby delle armi vicine a Von der Leyen, Crosetto e a questo esecutivo. Gli italiani sono stanchi di essere bombardati dal terrorismo psicologico di chi parla di presunte invasioni straniere solo per creare le condizioni politiche necessarie per giustificare le speculazioni economiche e finanziarie che sono dietro al riarmo. Come Movimento faremo di tutto per contrastare questa deriva e far valere le ragioni di milioni di cittadini».

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