Manovra 2025: ipotesi taglio Irpef fino a 50mila euro per alleggerire le tasse
Il governo sta valutando la possibilità di ridurre l’Irpef per i redditi fino a 50mila euro nella prossima manovra economica. Le risorse per coprire questa operazione dipenderanno dall’operazione “concordato preventivo biennale” e dalle entrate fiscali
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Alleggerire l’Irpef per i redditi fino a 50mila euro. È la nuova sfida che il governo intende affrontare nel contesto della prossima manovra economica. Rimane però il problema, non di poco conto, di dove reperire le risorse con cui effettuare questa operazione. Un’operazione che, se alla fine realizzata, rappresenterebbe un nuovo passo in avanti rispetto all’ultimo intervento che ha ridotto - ma solo per quest’anno - le aliquote da quattro a tre, con un beneficio soprattutto per i redditi bassi.
Il nodo delle coperture
Conti alla mano, le risorse per coprire l’operazione potrebbero non essere di poco conto. Tutto comunque dipenderà dalla riuscita dell’operazione “concordato preventivo biennale”. Il governo ha semplificato e reso conveniente questo strumento pensato per le partite Iva ma in concreto la prima scadenza di pagamento con le adesioni è prevista per il 31 prossimo e solo dopo sarà possibile verificare le risorse.
La caccia alle risorse per confermare taglio del cuneo e decontribuzioni per mamme lavoratrici
Intanto è già caccia alle risorse per confermare quanto già approvato per quest’anno. Non solo il taglio del cuneo e la prima tranche dello sconto Irpef, ma anche le decontribuzioni per le mamme lavoratrici. Proprio su quest’ultimo capitolo sembrano arrivare prime certezze. Non solo per confermare lo sgravio, ora limitato ad un solo anno per le mamme lavoratrici con soli due figli, ma anche per estenderlo dalle dipendenti alle lavoratrici professioniste, alle mamme con partita Iva.
La nuova sfida dell’Irpef
Per quanto riguarda la nuova sfida Irpef, il vice-ministro all’economia, Maurizio Leo, non aveva nascosto già dal novembre scorso, quando si decise la riduzione da 4 a 3 aliquote l’obiettivo di fare ulteriori passi avanti per i redditi fino a 50.000 euro. Un mantra che ha ripetuto più volte a anche in una recente intervista. «I nuovi sgravi - ha detto - dovranno riguardare la fascia di reddito dai 35mila euro, dove si esaurisce il beneficio del taglio al cuneo fiscale, a 50 mila euro, anche qualcosa in più». In pratica sul ceto medio.
La situazione attuale e l’obiettivo
Al momento le aliquote Irpef sono tre: la prima, del 23%, si ferma a 28mila euro; la seconda del 35% si applica tra i 28mila e i 50mila euro; la terza del 43% oltre questa soglia. L’obiettivo a regime è quello di scendere a due sole aliquote, rimodulando le detrazioni per evitare penalizzazioni. Questo appare però difficile da realizzare al momento. Può probabile che si possa invece ridurre di uno o due punti l’aliquota intermedia del 35%. Questo progetto è però legato a doppio filo con il concordato preventivo biennale, cioè il meccanismo in base al quale le partite Iva possono decidere di concordare - in base a specifici parametri di categoria - i versamenti da fare nei due anni. Sarà necessario capire quale gettito darà quest’anno questo strumento e quindi quanto potrà garantire anche il prossimo in modo praticamente automatico. Questo, unito all’andamento del gettito fiscale che al momento sembra trottare a buon ritmo con entrate che nei primi sei mesi sono state di 13 miliardi superiori al primo semestre 2023, potrebbe consentire l’abbassamento Irpef.







