Debito crea vulnerabilità, riduce spazi se shock
Brandolini ha ricordato che «la decisione di attuare una manovra espansiva, associata a un piano di privatizzazioni, implica che il rapporto tra il debito pubblico e il Pil scenda solo marginalmente nel prossimo triennio. L’elevato livello del rapporto è un elemento di vulnerabilità per il Paese; riduce gli spazi di manovra per fronteggiare eventuali shock avversi e alza il costo del debito anche per i prenditori privati, con effetti negativi sulla competitività dell’intera economia italiana».
Tagli spesa realizzabili ma selezionare misure
Quanto alla revisione della spesa, «rispetto all’ammontare della spesa primaria (oltre 1.000 miliardi nel 2022), l’entità dei tagli disposta dalla manovra appare realizzabile - ha affermato Brandolini -. Se verranno effettuati utilizzando analisi approfondite, che selezionino le misure sulla base dell’efficacia e ne migliorino l’efficienza, non andranno a detrimento della qualità dell’intervento pubblico».
Corte Conti: manovra su sentiero stretto, esposta a intemperie
Tra gli auditi oggi, anche la Corte dei conti. La manovra per il prossimo triennio «si muove all’interno di un sentiero molto stretto in cui devono trovare un difficile equilibrio spinte ed esigenze diverse». Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti Guido Carlino in audizione alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. «Tale disegno viene perseguito utilizzando i margini disponibili in un quadro tendenziale che presenta spazi molto contenuti», ha osservato Carlino, che ha aggiunto: «L’equilibrio tra i diversi fabbisogni che viene descritto rimane quindi molto esposto alle intemperie di una congiuntura economica e sociale difficile».
Anci: preoccupati per tagli, Comuni rischiano non chiudere bilanci
«Se si tagliano le risorse ai Comuni nella situazione di inflazione in cui si trova il Paese, le strade sono due: o aumentare le tariffe o ridurre i servizi, con tutto quel che ne consegue a discapito della qualità della vita dei cittadini e delle comunità». Lo ha detto il sindaco di Novara e delegato Anci alla finanza locale, Alessandro Canelli, parlando del Ddl di bilancio davanti alle commissioni Bilancio di Senato e Camera. «Siamo molto preoccupati – ha spiegato Canelli – e disponibili a collaborare con il Governo per trovare soluzioni di minore impatto sulle risorse correnti locali, tenendo conto dei vincoli finanziari generali. I Comuni – ha continuato il delegato Anci – sono colpiti dal fenomeno inflattivo che ha portato maggiori costi su tutti i settori: dai servizi mensa, all’assistenza anziani, dal costo del lavoro, all’adeguamento dei contratti collettivi fino ai servizi di trasporto pubblico. Con il taglio paventato nel disegno di legge di bilancio 2024 – ha aggiunto – i 200 milioni annui di riduzione, ora previsti per cinque anni, si andranno ad aggiungere ai 100 milioni di taglio della spending review già stabilita da leggi precedenti per il triennio 2023-25». «Noi – ha quindi ricordato Canelli – abbiamo soluzioni tecniche che abbiamo già proposto al Mef e al ministro Giorgetti, confidando che nel corso dell’esame parlamentare della legge di bilancio l’impatto della manovra sulle risorse correnti dei Comuni possa essere mitigato, se non invertito. Senza una riflessione più attenta sulla finanza locale saranno molti i Comuni non in grado di chiudere i bilanci».
Istat, sgravio per 800mila mamme, 8,4% delle donne occupate
Le mamme interessate dalla decontribuzione prevista in manovra sono circa 800mila: 600mila con due figli (a cui spetta una decontribuzione sperimentale per il 2024) e 214mila con tre o più figli (per le quali lo sgravio è invece stabilito a livello strutturale). Insieme, si tratta del 27,8% delle madri lavoratrici dipendenti con almeno un figlio minore, il 10,0% delle donne lavoratrici dipendenti e l’8,4% delle donne occupate. Sono i numeri forniti dall’Istat nel corso dell’audizione sulla manovra presso le commissioni Bilancio di Camera e Senato.