Consiglio dei ministri

Piano strutturale di bilancio, Mef: «Deficit sotto 3% già nel 2026». Leo: «Ok a testo unico riscossione». Portolano nuovo Capo di stato maggiore Difesa

Per i numeri definitivi il Ministero dell’economia attende di recepire la revisione generale delle stime degli ultimi cinque anni che l’Istat diffonderà il 23 settembre

di Redazione Roma

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti

5' di lettura

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Il percorso di avvicinamento alla legge di Bilancio è ufficialmente iniziato. Il Piano strutturale di bilancio di medio termine, il documento previsto dalla riforma delle regole di bilancio europee, è giunto all’esame del consiglio dei ministri.

«Il Consiglio dei ministri ha esaminato lo schema del Piano Strutturale di Bilancio di medio termine, introdotto nell’ambito della riforma delle regole di bilancio europee», spiega una nota del ministero dell’Economia. «Il documento - si legge ancora nel documento - sarà trasmesso alle Camere dopo aver recepito le revisioni statistiche apportate dall’Istat nell’ambito della “Revisione generale delle stime annuali dei Conti nazionali del periodo 1995-2023”, che saranno rilasciate il prossimo 23 settembre».

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«Nell’orizzonte temporale considerato dal Piano il tasso di crescita della spesa netta si attesterà su un valore medio prossimo all’1,5 per cento. La traiettoria, inoltre, è coerente con l’andamento dei principali saldi di finanza pubblica già previsto dal Programma di Stabilità dello scorso aprile».

Ancora: il governo continua a portare avanti «una politica fiscale prudente e responsabile, proponendo un percorso di rientro dal disavanzo eccessivo realisticamente più ambizioso di quello prefigurato dalla Commissione europea attraverso la traiettoria tecnica, impegnandosi a scendere sotto la soglia del 3% del rapporto deficit/PIL già nel 2026».

«Dopo il 2026 - aggiunge il ministero dell’Economia - , il percorso proposto consentirà di garantire la stabilità del debito pubblico italiano e permettere alla finanza pubblica di affrontare con maggiore efficacia le sfide future». La riunione a Palazzo Chigi è terminata intorno alle 12:30.

Mef: nel Psb riforme per piano aggiustamento a 7 anni

Nela nota il Mef speiga ancora che il Piano strutturale di bilancio, esaminato in consiglio dei ministri, definisce anche le linee strategiche relative alle riforme e agli investimenti che il Governo ritiene di realizzare nell’orizzonte di riferimento, in particolare quelle funzionali all’estensione da 4 a 7 anni del periodo di aggiustamento. Il Piano, precisa la nota, include riforme ed investimenti che proseguono il percorso intrapreso con il Pnrr e lo aggiornano per agire con maggiore incisività su sfide quali la PA, giustizia, miglioramento dell’ambiente imprenditoriale, compliance fiscale.

Leo, ok a testo unico riscossione, avanti semplificazione

«Dopo i testi unici su giustizia tributaria, tributi erariali minori e sanzioni tributarie, attualmente all’esame del Parlamento, oggi il Consiglio dei ministri ha approvato in prima lettura il testo unico in materia di versamenti e di riscossione». Lo annuncia il viceministro dell’Economia e Finanze Maurizio Leo. «Si tratta del quarto testo unico approvato dal Governo Meloni, a dimostrazione del nostro impegno costante per semplificare e razionalizzare le attuali norme in materia tributaria», aggiunge. «Rispetto al percorso dei testi unici, con l’approvazione del provvedimento odierno, possiamo dire di essere a metà del percorso. In totale ne sono previsti otto», aggiunge Leo. «Andiamo avanti nel percorso di attuazione della riforma fiscale, per la costruzione di un fisco più equo e moderno».

Il generale Portolano nuovo Capo di stato maggiore della difesa

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa Guido Crosetto, ha deliberato la nomina del Generale Luciano Antonio Portolano a nuovo Capo di stato maggiore della difesa. Dal prossimo 4 ottobre, Portolano prenderà il posto dell’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, designato quale chairman del Comitato militare della Nato dal prossimo gennaio e che assumerà anche l’incarico di Consigliere del Ministro della difesa per le relazioni con la Nato. «Desidero esprimere le mie più vive congratulazioni al Generale Luciano Antonio Portolano per la sua nomina a nuovo Capo di stato maggiore della Difesa - è stato il commento della premier Giorgia Meloni -. Sono certa che le sue straordinarie qualità professionali e umane, unite alla sua esperienza e competenza, gli consentiranno di ricoprire nel miglior modo un incarico così delicato e complesso».

Inoltre il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Interno, ha nominato il generale Giovanni Caravelli, attuale direttore dell’Aise, prefetto della Repubblica. La proposta, secondo quanto si è appreso, ha trovato il consenso unanime di tutti i ministri.

Cdm applauso per la nomina di Fitto e solidarietà a Salvini

Un applauso per la nomina di Raffaele Fitto a vicepresidente esecutivo e commissario europeo alla Coesione e alle riforme, e di benvenuto al neo ministro della Cultura Alessandro Giuli, «in continuità con il lavoro di Gennaro Sangiuliano». Si è aperto così, secondo quanto si è appreso, il Consiglio dei ministri che ha poi ascoltato, tra l’altro, l’illustrazione da parte del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti del Piano strutturale di bilancio di medio termine previsto dalle nuove regole del Patto di Stabilità europeo. I ministri per voce di Francesco Lollobrigida, viene riferito, hanno anche espresso “solidarietà” al vicepremier Matteo Salvini, per il quale la procura di Palermo ha chiesto 6 anni di carcere nel processo Open Arms.

Una sezione dedicata alle riforme e agli investimenti

Solo alla luce della nuova fotografia i numeri verranno definiti nero su bianco. Il documento potrebbe invece contenere già la sezione dedicata alle riforme e agli investimenti, quella richiesta ai Paesi che - come l’Italia - chiedono a Bruxelles di estendere il rientro dal deficit eccessivo da 4 a 7 anni. Anche per avviare un primo confronto.

Buon andamento delle entrate

Mentre al Mef si studiano i nuovi obiettivi programmatici pluriennali per la traiettoria di spesa netta, che potranno essere rivisti solo nel caso di insediamento di un nuovo governo o condizioni eccezionali, la Banca d’Italia certifica per il nostro paese un debito in calo a luglio (1,1 miliardi in meno, a 2.946,6 miliardi), anche se sempre ad un passo dai 3 mila miliardi. Via Nazionale conferma anche il buon andamento delle entrate, che nei primi sette mesi dell’anno aumentano di 11,9 miliardi a 309,3 miliardi: una leggera differenza con i 328,3 miliardi calcolati dal Mef, che tengono conto del criterio della competenza.

Piani a Bruxelles entro il 20 ottobre

A Bruxelles i piani erano attesi per il 20 settembre, ma molti dei 27 Paesi sono in ritardo e la Commissione ha già assicurato una certa elasticità. I piani sono comunque attesi prima del 15 ottobre, senza sovrapposizioni con la scadenza per il Documento programmatico di bilancio. La legge di bilancio è prevista in Parlamento entro il 20 ottobre.

La battaglia sul decreto Omnibus

Nell’attesa i giochi si fanno sul decreto omnibus, con oltre 700 emendamenti sul tavolo delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Forza Italia ha rispolverato le agevolazioni fiscali per i calciatori, che da quest’anno si sono trovati a secco: gli azzurri chiedono la proroga al 2027 della detassazione al 50% per i lavoratori che trasferiscono la residenza in Italia e per i contratti degli sportivi. I tre partiti di maggioranza vanno poi in pressing per spostare avanti di tre mesi, al primo gennaio 2025, l’avvio della patente a punti nei cantieri. La normativa vigente la rende obbligatoria dal primo ottobre e i sindacati sono sul piede di guerra ma al Ministero del lavoro si lavora perché il nuovo strumento per la sicurezza entri regolarmente in vigore, con il decreto attuativo atteso a breve in Gazzetta. La proposta di allargare ancora le maglie del concordato preventivo, su cui il governo punta per racimolare risorse per la manovra, solleva invece la levata di scudi delle opposizioni, che promettono battaglia in Parlamento per fermarlo: “una sanatoria nella sanatoria che grida vendetta”, dice il Pd; un condono “scandaloso”, dice il M5s; “l’ennesimo regalo ai furbetti”, chiosa Avs

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