Piano strutturale di bilancio, Mef: «Deficit sotto 3% già nel 2026». Leo: «Ok a testo unico riscossione». Portolano nuovo Capo di stato maggiore Difesa
Per i numeri definitivi il Ministero dell’economia attende di recepire la revisione generale delle stime degli ultimi cinque anni che l’Istat diffonderà il 23 settembre
di Redazione Roma
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I punti chiave
- Mef: nel Psb riforme per piano aggiustamento a 7 anni
- Leo, ok a testo unico riscossione, avanti semplificazione
- Cdm applauso per la nomina di Fitto e solidarietà a Salvini
- Una sezione dedicata alle riforme e agli investimenti
- Buon andamento delle entrate
- Piani a Bruxelles entro il 20 ottobre
- La battaglia sul decreto Omnibus
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Il percorso di avvicinamento alla legge di Bilancio è ufficialmente iniziato. Il Piano strutturale di bilancio di medio termine, il documento previsto dalla riforma delle regole di bilancio europee, è giunto all’esame del consiglio dei ministri.
«Il Consiglio dei ministri ha esaminato lo schema del Piano Strutturale di Bilancio di medio termine, introdotto nell’ambito della riforma delle regole di bilancio europee», spiega una nota del ministero dell’Economia. «Il documento - si legge ancora nel documento - sarà trasmesso alle Camere dopo aver recepito le revisioni statistiche apportate dall’Istat nell’ambito della “Revisione generale delle stime annuali dei Conti nazionali del periodo 1995-2023”, che saranno rilasciate il prossimo 23 settembre».
«Nell’orizzonte temporale considerato dal Piano il tasso di crescita della spesa netta si attesterà su un valore medio prossimo all’1,5 per cento. La traiettoria, inoltre, è coerente con l’andamento dei principali saldi di finanza pubblica già previsto dal Programma di Stabilità dello scorso aprile».
Ancora: il governo continua a portare avanti «una politica fiscale prudente e responsabile, proponendo un percorso di rientro dal disavanzo eccessivo realisticamente più ambizioso di quello prefigurato dalla Commissione europea attraverso la traiettoria tecnica, impegnandosi a scendere sotto la soglia del 3% del rapporto deficit/PIL già nel 2026».
«Dopo il 2026 - aggiunge il ministero dell’Economia - , il percorso proposto consentirà di garantire la stabilità del debito pubblico italiano e permettere alla finanza pubblica di affrontare con maggiore efficacia le sfide future». La riunione a Palazzo Chigi è terminata intorno alle 12:30.








