Market Mover

Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
Ascoltalo ora7' di lettura
7' di lettura
Slittano i tempi della manovra, la capigruppo del Senato deciderà il calendario. Intanto, è atteso, durante la mattinata di martedì 16 dicembre, l’arrivo di un nuovo pacchetto di modifiche del governo al ddl di Bilancio. Le modifiche riguardano il settore delle imprese e hanno il peso di 3,5 miliardi. «Arriva domani l’emendamento del governo da 3,5 miliardi dedicato alle imprese», ha spiegato Nicola Calandrini, presidente della Commissione Bilancio.
L’indicazione che il Governo avrebbe aumentato il budget per la legge di Bilancio è giunta dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che lunedì 15 dicembre ha partecipato alla riunione dell’ufficio di presidenza della commissione Bilancio del Senato. «Si tratta di modifiche - ha spiegato il senatore di Fratelli d’Italia Guido Quintino Liris, relatore - sulle quali il Tesoro stava decidendo la modalità di intervento e verranno calate nella manovra. È stato complessivamente quantificato in circa 3,5 miliardi».
L’emendamento del governo, secondo quanto riferiscono le opposizioni al termine dell’Ufficio di presidenza della commissione bilancio del Senato, dovrebbe riguardare i temi delle Zes, iperammortamento, industria 5.0, caro materiali e lo spostamento del finanziamento del ponte sullo Stretto in un’altra annualità. Le coperture previste riguardano la previdenza e le assicurazioni. «Abbiamo un provvedimento nuovo che va incontro alle esigenze dei lavoratori e delle imprese - ha detto Liris - e che poteva anche essere gestito e trattato al di fuori della commissione Bilancio, attraverso un Dpcm, ma il ministro Giorgetti ha spiegato che ha preferito, essendo ingente il tipo di intervento, calarlo all’interno della manovra per rendere protagonista il Parlamento. È una bellissima pagina che dà la possibilità al Parlamento di gestire una manovra più complessa con aiuti chiesti anche dalle opposizioni».
Intanto i tempi stringono. Approvata dal Consiglio dei ministri il 17 ottobre, a 17 giorni dall’esercizio provvisorio, sulla manovra ancora neanche un voto. Governo e maggioranza continuano a riscrivere la legge di bilancio con emendamenti che arrivano a singhiozzo in commissione senza trovare l’intesa sufficiente per avviare i lavori. Potrebbero dunque arrivare martedì sera le prime votazioni in commissione Bilancio al Senato dopo la riunione di lunedì alla quale ha partecipato anche Giorgetti.
Il termine per la presentazione dei sub-emendamenti dovrebbe essere fissato per martedì sera e a quel punto potrebbero iniziare le votazioni. Le opposizioni chiedono, infatti, tempo per analizzare le nuove misure. «Stanno riscrivendo questa manovra sbagliata - osserva il capogruppo del Pd in commissione Bilancio Daniele Manca - e questo dimostra come sia sbagliata e come fare opposizione serva. Ora devono dare al Parlamento il tempo sufficiente per approfondire le modifiche che il ministro ci ha illustrato. Dobbiamo avere i tempi per verificare le coperture: sono misure strutturali che cambiano il saldo della manovra ci serve il tempo sufficiente». «Fino a domani sera - sottolinea Raffaella Paita, capogruppo di Iv - che è il giorno in cui si possono presentare sub-emendamenti a questo pacchetto da 3,5 miliardi non si farà nulla. Deve arrivare entro oggi».