L’emendamento

Manovra, oggi atteso il pacchetto del governo da 3,5 miliardi. Ponte sullo Stretto, riprogrammate le risorse per il 2026

Verso primi voti in serata. Il ministro dell’Economia: «Con la riformulazione sull’oro siamo a posto con la Bce»

di Redazione Roma

Aggiornato il 16 dicembre 2025, ore 7:09

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti

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Slittano i tempi della manovra, la capigruppo del Senato deciderà il calendario. Intanto, è atteso, durante la mattinata di martedì 16 dicembre, l’arrivo di un nuovo pacchetto di modifiche del governo al ddl di Bilancio. Le modifiche riguardano il settore delle imprese e hanno il peso di 3,5 miliardi. «Arriva domani l’emendamento del governo da 3,5 miliardi dedicato alle imprese», ha spiegato Nicola Calandrini, presidente della Commissione Bilancio.

L’indicazione che il Governo avrebbe aumentato il budget per la legge di Bilancio è giunta dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che lunedì 15 dicembre ha partecipato alla riunione dell’ufficio di presidenza della commissione Bilancio del Senato. «Si tratta di modifiche - ha spiegato il senatore di Fratelli d’Italia Guido Quintino Liris, relatore - sulle quali il Tesoro stava decidendo la modalità di intervento e verranno calate nella manovra. È stato complessivamente quantificato in circa 3,5 miliardi».

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L’emendamento del governo, secondo quanto riferiscono le opposizioni al termine dell’Ufficio di presidenza della commissione bilancio del Senato, dovrebbe riguardare i temi delle Zes, iperammortamento, industria 5.0, caro materiali e lo spostamento del finanziamento del ponte sullo Stretto in un’altra annualità. Le coperture previste riguardano la previdenza e le assicurazioni. «Abbiamo un provvedimento nuovo che va incontro alle esigenze dei lavoratori e delle imprese - ha detto Liris - e che poteva anche essere gestito e trattato al di fuori della commissione Bilancio, attraverso un Dpcm, ma il ministro Giorgetti ha spiegato che ha preferito, essendo ingente il tipo di intervento, calarlo all’interno della manovra per rendere protagonista il Parlamento. È una bellissima pagina che dà la possibilità al Parlamento di gestire una manovra più complessa con aiuti chiesti anche dalle opposizioni».

Tempi stretti: si dovrebbe cominciare a votare da martedì sera

Intanto i tempi stringono. Approvata dal Consiglio dei ministri il 17 ottobre, a 17 giorni dall’esercizio provvisorio, sulla manovra ancora neanche un voto. Governo e maggioranza continuano a riscrivere la legge di bilancio con emendamenti che arrivano a singhiozzo in commissione senza trovare l’intesa sufficiente per avviare i lavori. Potrebbero dunque arrivare martedì sera le prime votazioni in commissione Bilancio al Senato dopo la riunione di lunedì alla quale ha partecipato anche Giorgetti.

Il termine per la presentazione dei sub-emendamenti dovrebbe essere fissato per martedì sera e a quel punto potrebbero iniziare le votazioni. Le opposizioni chiedono, infatti, tempo per analizzare le nuove misure. «Stanno riscrivendo questa manovra sbagliata - osserva il capogruppo del Pd in commissione Bilancio Daniele Manca - e questo dimostra come sia sbagliata e come fare opposizione serva. Ora devono dare al Parlamento il tempo sufficiente per approfondire le modifiche che il ministro ci ha illustrato. Dobbiamo avere i tempi per verificare le coperture: sono misure strutturali che cambiano il saldo della manovra ci serve il tempo sufficiente». «Fino a domani sera - sottolinea Raffaella Paita, capogruppo di Iv - che è il giorno in cui si possono presentare sub-emendamenti a questo pacchetto da 3,5 miliardi non si farà nulla. Deve arrivare entro oggi». 

Il calendario promette sedute, anche serali, fino a sabato. Quasi tutti scommettono sull’approdo del testo in Aula a Palazzo Madama lunedì 22 dicembre mentre alla Camera il via libera è ormai atteso tra Natale e Capodanno.

La seduta dell’Aula del Senato rinviata a martedì

Dato che i lavori della commissione Bilancio sul Ddl di bilancio non si sono conclusi, è stata rinviata a martedì 16 dicembre, in tarda mattinata, la seduta dell’Aula del Senato. Lo ha riferito la presidente di turno dell’Assemblea, Licia Ronzulli. L’ordine del giorno reca anche domani comunicazioni del presidente e Ddl di bilancio. La seduta, ha riferito ancora Ronzulli, sarà sospesa per la riunione della Conferenza dei capigruppo fissata alle 12. I capigruppo dovranno definire la nuova tempistica di esame del Ddl di bilancio. Lunedì è stata inoltre annunciata la presentazione a Palazzo Madama del Dl economia (con misure di anticipo) approvato dalla Camera.

Giorgetti: «Nel pomeriggio emendamento governo su Zes e Transizione 5.0»

Intanto è in arrivo un emendamento del governo alla manovra su Zes e Transizione 5.0, che potrebbe allungare la discussione in seno alla Commissione Bilancio del Senato. Lo ha detto Giorgetti, a margine dei lavori sulla finanziaria a Palazzo Madama. «Nel pomeriggio arriverà un emendamento governativo che, siccome è importante, un po’ di tempo in più inevitabilmente lo prenderà», ha spiegato il titolare del Mef, precisando che la proposta di modifica dell’esecutivo viene dal fatto che «abbiamo avuto domande significative, oltre le previsioni, sulla Zes e su Transizione 5.0 che riteniamo di dover almeno ragionevolmente coprire».

Liris: in manovra riprogrammazione risorse per il Ponte

In manovra «ci sarà una riprogrammazione» delle risorse del Ponte. Lo ha detto Guido Quintino Liris (FdI) interpellato dai cronisti a margine della commissione Bilancio di Palazzo Madama. «C’è un ritardo di questi procedimenti - ha spiegato Liris, uno dei relatori della legge di Bilancio, ai cronisti - dovuto al fatto che alcune situazioni dovranno vedere delle riprogrammazioni per il fatto che per un anno non si è potuto parlare per ovvi motivi legati all’ambito giudiziario». Quindi ci sarà una riprogrammazione delle risorse del Ponte? “Si, dal prossimo anno”. Una nota del Mit ha chiarito che «il governo ha garantito la copertura finanziaria per l’opera: a causa dell’intervento della Corte dei Conti, sono in corso gli ulteriori approfondimenti richiesti e per questo i fondi sono stati ricollocati perché i cantieri saranno aperti nei prossimi mesi anziché entro fine anno come auspicato». «Non c’è alcun definanziamento del ponte sullo Stretto di Messina, come ha confermato il ministero delle Infrastrutture. Si tratta di un dovuto adeguamento e allineamento temporale della copertura finanziaria al nuovo cronoprogramma realizzativo, conseguente alla mancata registrazione da parte della Corte dei conti della delibera Cipess di approvazione del progetto definitivo», ha detto l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci.

Emendamento oro, «riserve detenute da Bankitalia appartengono al popolo»

Appare invece ormai chiusa la vicenda dell’oro di Banca d’Italia. L’ultima riformulazione portata dal Tesoro lunedì sera ricalca quanto scritto dal ministro dell’Economica Giancarlo Giorgetti a Christine Lagarde: «La disponibilità e gestione delle riserve auree del popolo italiano sono in capo alla Banca d’Italia in conformità alle regole dei Trattati». «Siamo a posto. Nella riformulazione che ho presentato a nome del Governo riteniamo che la questione si possa considerare chiusa», ha detto Giorgetti, uscendo dall’Ufficio di presidenza della commissione Bilancio del Senato sulla vicenda dell’emendamento Malan sulle risorse auree di Bankitalia al Ddl di bilancio. Giorgetti ha riferito di aver «voluto chiarire giustamente al Parlamento la vicenda dell’oro, perché hanno letto solo sui vostri giornali come è andata, quindi forse dire in prima persona la vicenda mi sembrava corretto».

«Fermo restando quanto previsto dagli articoli 123, 127 e 130 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, il secondo comma dell’articolo 4 del testo unico delle norme di legge in materia valutaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, si interpreta nel senso che le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia, come iscritte nel proprio bilancio, appartengono al Popolo Italiano». È questo, secondo quanto si apprende, il testo dell’emendamento riformulato sull’oro della Banca d’Italia letto dal ministro dell’Economia alla commissione Bilancio del Senato durante l’ufficio di presidenza.

Nuovo emendamento omnibus, spunta nuovo gioco “Win for Italia Team”

Sono una dozzina le proposte di modifica parlamentari riformulate da un nuovo emendamento omnibus messo a punto dal Governo al Ddl di bilancio all’esame della commissione Bilancio del Senato. Rientrano: misure in materia di giustizia amministrativa; un nuovo «gioco numerico a totalizzatore nazionale denominato “Win For Italia Team”», di cui la quota di prelievo erariale della raccolta andrà al finanziamento del Coni per il finanziamento dei progetti olimpici dell’Italia Team; 114 milioni per la sicurezza della Olimpiade Milano Cortina e un finanziamento di 20 milioni l’anno dal 2026 a un fondo relativo a misure integrative delle forme pensionistiche complementari per Forze Armate, Forze di Polizia e Vigili del Fuoco; la possibilità per la Commissione nazionale per il diritto d’asilo e le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale di avvalersi di lavoratori a termine nel 2026; il trasferimento allo Stato dell’area di Pietralata, di proprietà dell’Istat; misure di sostegno alle famiglie delle vittime di infortuni mortali sul lavoro.

Nuove risorse al Fondo per famiglie vittime infortuni lavoro

Nuove risorse, pari a 30 milioni per il 2026 e 27 milioni dal 2027, per il Fondo di sostegno per le famiglie delle vittime di gravi infortuni sul lavoro. È quanto previsto nell’ultimo pacchetto di riformulazioni ad emendamenti parlamentari alla manovra arrivato in commissione Bilancio al Senato. Le nuove risorse servono a «rideterminare gli importi» dell’una tantum destinata alle famiglie superstiti dei lavoratori deceduti a causa di infortunio sul lavoro. «Nel periodo in esame si è ipotizzato cautelativamente un numero di eventi pari a 1.000 casi annui per una composizione del nucleo familiare superstite invariata nell’anno di riferimento», spiega la relazione tecnica, in cui si precisa che «la spesa prevista per l’erogazione degli indennizzi è pari ad euro 40.969.200 annui». Le risorse sono attinte dal Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili.

Arriva un milione per Matera capitale della Cultura

Un milione nel 2026 per la realizzazione del programma di interventi di Matera “Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026” e 5 milioni nel 2028 a favore del Teatro alla Scala di Milano per celebrare il 250esimo anniversario dalla sua fondazione. Sono due misure contenute nel nuovo pacchetto di riformulazioni di emendamenti parlamentari della manovra.

Manovra: 106,5 milioni di euro alla Sicilia per compensare minori entrate Irpef

La Regione siciliana riceverà 106,5 milioni di euro nel triennio 2026-2028 in attuazione dell’intesa tra lo Stato e le Regioni a Statuto speciale, recepita da un emendamento del governo alla manovra finanziaria. L’accordo è frutto di una trattativa diretta condotta dal presidente Renato Schifani, insieme agli altri governatori, con il ministero dell’Economia e delle finanze a Roma, finalizzata a compensare le minori entrate regionali derivanti dalla riforma dell’Irpef. Nel dettaglio, alla Sicilia sono destinati 43,5 milioni di euro per il 2026, 42,2 milioni per il 2027 e 20,8 milioni per il 2028. Le risorse saranno disponibili successivamente all’approvazione della legge di bilancio da parte dello Stato.

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