Manovra 2026, riduzione a 400 emendamenti e trattative su tassa agevolata sull’oro e plusvalenze cripto
Il Parlamento si prepara a selezionare le proposte di modifica alla legge di bilancio, con focus su aliquota fiscale ridotta per oro e conferma della tassazione sulle criptovalute.
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I punti chiave
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Slitta da stasera a mercoledì 19 novembre entro le 16 il termine per consegnare gli emendamenti segnalati alla manovra. E’ quanto deciso dall’Ufficio di presidenza della commissione Bilancio del Senato. L’obiettivo resta quello di passare dalle oltre 5.700 proposte di modifica a 414 emendamenti sui quali saranno svolte le istruttorie e le votazioni. Vengono inoltre lasciati fuori due macrotemi, gli enti locali e le calamità, che verranno affrontati attraverso emendamenti dei relatori e votati da tutte le forze politiche. Fervono dunque le trattative per scremare le infinite richieste arrivate dai partiti sia di maggioranza che di opposizione.
Giovedì prima del Cdm confermato vertice di maggioranza sulla manovra
Il centrodestra è ancora alle prese con le ’correzioni’ della manovra, in vista di domani, giorno di scadenza per la presentazione degli emendamenti ’segnalati’ dei maggiori gruppi parlamentari. Confermato per giovedì 20 novembre, prima del Cdm convocato alle 17, il vertice tra i leader della maggioranza per fare il punto della situazione a partire proprio dal nodo delle nuove risorse per la legge di bilancio 2026.
Si tratta ancora sulla tassa sull’oro
Quanto al ’pacchetto di emendamenti’ al vaglio della coalizione di centrodestra (ogni partito punta a portare a casa i cosiddetti emendamenti di bandiera), fonti parlamentari raccontano che sarebbero ancora in corso le trattative sull’ipotesi di una tassa sull’oro. Allo studio c’è un’aliquota agevolata del 12,5%, anziché quella del 26%, per chi decida, entro il 30 giugno 2026, di rivalutare l’oro da investimento in proprio possesso. Tradotto: chi possiede lingotti, monete o gioielli senza documentazione d’acquisto, quindi, si vedrebbe tassata, in caso di vendita, solo la plusvalenza incassata.
Maggioranza: stop aumento tassa al 33% su cripto-attività
Mantenere al 26% anche nel 2026 la tassazione per le plusvalenze delle cripto-attività. Lo chiedono FdI, FI e Lega che con diversi emendamenti alla manovra si muovono per stoppare l’incremento dell’aliquota al 33% previsto per il prossimo anno. Due emendamenti identici di FdI (a prima firma Pellegrino) e FI (a prima firma Lotito) sopprimono il comma della legge di bilancio dello scorso anno in cui si stabilisce che sulle plusvalenze realizzate dal primo gennaio 2026 l’imposta sostitutiva viene applicata con un’aliquota al 33%.
Tra segnalati Lega rottamazione, affitti brevi, oro
L’ampliamento della rottamazione quinquies, lo stop all’aumento della cedolare secca per gli affitti brevi tramite piattaforme, l’eliminazione del divieto a portare in compensazione i crediti e l’aliquota agevolata per la rivalutazione dell’oro da investimento. Sono alcuni degli emendamenti alla manovra che la Lega, secondo quanto si apprende, indicherà come segnalati.


