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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Anche gli interventi di soccorso che dal prossimo anno saranno promossi da Polizia e Carabinieri andranno “rimborsati” se risulteranno non “giustificati”, ovvero se dietro sarà rinvenuta l’ombra del dolo o della colpa grave di chi è stato soccorso. È quanto prevede un emendamento alla manovra, riformulato dal Governo, e atteso al voto della Commissione Bilancio del Senato. Nella sostanza la stretta già prevista dal testo uscito dal Consiglio dei ministri il 17 ottobre e presentato in Senato, e limitata in un primo momento a uomini e mezzi della Guardia di Finanza, ora con questa proposta di modifica viene estesa agli interventi promossi dagli altri due corpi.
Dal 2026 la richiesta di aiuto che verrà rivolta a Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, impegnati nel soccorso alpino e in quello in mare, andrà giustificata e motivata. E se non ci sarà una motivazione adeguata e reale la ricerca, il soccorso e il salvataggio in montagna o in mare diventeranno tutte operazioni a pagamento. Non solo. Il contributo introdotto dalla nuova legge di Bilancio, allo stato attuale all’esame del Senato in prima lettura, sarà dovuto anche da chi procura, per dolo o colpa grave, un incidente o un evento che richiede l’impiego di uomini e mezzi appartenenti alla Polizia di Stato e all’Arma dei Carabinieri.
Nel testo dell’emendamento viene chiarito che «i corrispettivi dovuti sono stabiliti con decreti adottati, rispettivamente, dal Ministro dell’Interno e dal Ministro della Difesa, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze».
L’emendamento chiarisce infine che «il corrispettivo è dovuto qualora l’evento per il quale è stato effettuato l’intervento sia imputabile a dolo o colpa grave dell’agente».