Manovra e fisco

Cdm, approvato decreto sul concordato bis: scadenza il 12 dicembre

Scaduto oggi il termine per la presentazione degli emendamenti alla manovra in commissione Bilancio alla Camera

di Redazione Roma

Aggiornato il 12 novembre 2024, ore 07:11

4' di lettura

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Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge per la “riapertura dei termini per l’adesione al concordato preventivo biennale”. Le partite Iva avranno tempo fino al 12 dicembre per aderire. Il concordato preventivo biennale dovrebbe poi confluire come emendamento nel decreto fiscale, che è all’esame della commissione Bilancio del Senato. I proventi legati alla riapertura dei termini del concordato serviranno per l’abbassamento dal 35 al 33% dell’aliquota del secondo scaglione Irpef. Un obiettivo al quale lavora il governo, come confermat0 dalla premier Giorgia Meloni nell’incontro con i sindacati.

Il termine per il concordato era scaduto lo scorso 31 ottobre, con circa 500mila partite Iva che hanno aderito per un gettito complessivo pari a circa 1,3 miliardi di euro.

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Leo: riapertura concordato al 12 dicembre, ascoltate categorie

«Chi non è riuscito ad aderire entro la precedente scadenza del 31 ottobre, potrà ora aderirvi attraverso questa nuova finestra. Si tratta di un’importante prova di ascolto da parte del governo, che dopo un confronto con le categorie e i professionisti ha deciso di allargare ulteriormente la possibilità di aderire a una misura apprezzata e conveniente per tutti: Stato e cittadini» ha commentato il vice ministro dell’Economia Maurizio Leo, che ha aggiunto: «Si è potuto fare solo ora in quanto al 31 ottobre era necessario acquisire dati certi sul gettito del concordato per avviare un’ulteriore riduzione delle tasse dal 2025. Il Fisco che abbiamo sempre professato di volere è questo: semplice e dialogante con i contribuenti»

Tajani: concordato misura voluta da Fi, ora meno tasse per famiglie

«Come richiesto da Forza Italia il governo ha deciso di riaprire i termini per il concordato preventivo. Utilizzeremo le ulteriori risorse che entreranno per sostenere il ceto medio, abbassare l’Irpef e far pagare meno tasse alle famiglie italiane». Così invece sul social X il leader di Fi e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo la decisione del Cdm che ha fissato la nuova deadline al 12 dicembre.

Manovra: circa 4500 emendamenti presentati in Commissione

Intanto ieri è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti alla manovra in commissione Bilancio alla Camera. Il termine per le segnalazioni è invece stato fissato per lunedì 18 alle 14.00. Sono circa 4500 gli emendamenti presentati in Commissione Bilancio di Montecitorio da tutte le forze politiche. Di questi, 1.200 sono stati presentati dalla maggioranza. Sono complessivamente 3.300 quelli presentati dall’opposizione. Dei circa 1.200 provenienti dai gruppi di maggioranza quasi mille vengono da FI e Lega. Nel dettaglio: 501 provengono da Forza Italia, 428 dalla Lega, 190 sono di Fratelli d’Italia e 142 vengono da Noi Moderati

Emendamenti FI: riduzione Irpef al 33% e via norma revisori Mef

Riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35 al 33% ed estensione di questa ai redditi fino a 60 mila euro, anziché a 50 mila come è ora, soppressione della norma che impone un rappresentante del Mef nei collegi di revisione dei soggetti che ottengono contributi dallo Stato. Sono alcuni degli emendamenti presentati da Forza Italia alla manovra in commissione Bilancio alla Camera.

Niente web tax per Rai, radio, tv e testate online

Esentare dalla web tax «la concessionaria del servizio pubblico, i fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici e i concessionari radiofonici soggetti alla giurisdizione italiana e gli editori di testate giornalistiche online registrate presso il Tribunale di competenza». E’ quanto chiede un altro emendamento di Forza Italia alla manovra. L’emendamento prevede dunque l’eliminazione dell’estensione verso il basso della web tax per mantenerla solo per i così detti giganti del web che fatturano almeno 750 milioni di euro all’anno. L’esenzione - viene spiegato - opererebbe quindi «per RAI, Mediaset, Sky e altri operatori del settore nonché per le testate giornalistiche online»

La Lega presenta emendamento per stop aumento tassa cripto o mini-incremento al 28%

Soppressione dell’aliquota sulle criptoattività al 42%, che così tornerebbe al 26%, e istituzione di un tavolo permanente fra le associazioni più rappresentative dei prestatori di servizi di cripto-attività, di fornitori di servizi di asset virtuali e associazioni dei consumatori. Lo prevede un emendamento della Lega alla manovra, a prima firma Centemero. Sulle criptovalute la Lega ha presentato altri due emendamenti: uno riduce l’aliquota dal 42% al 28% e istituisce un tavolo permanente; un altro sostituisce l’aumento dell’aliquota al 42% con la rimozione della soglia (di 2mila euro) di esenzione dalle imposte per le plusvalenze sulle criptovalute.

Rottamazione quinquies per cartelle 2000-23

Una nuova rottamazione firmata Lega spunta anche tra gli emendamenti alla manovra, dopo il simile tentativo di Forza Italia nel decreto fiscale. Si tratta anche in questo caso di una rottamazione quinquies, ma più ampia, per le cartelle cioè dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. La proposta, secondo ciò che viene riferito, è a prima firma Gusmeroli e prevede che i debiti potranno essere estinti senza corrispondere le somme affidate all’agente della riscossione a titolo di interessi e di sanzioni, gli interessi di mora o le sanzioni e le somme aggiuntive e le somme maturate a titolo di aggio, versando le somme dovute a titolo di capitale e quelle maturate a titolo di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notificazione della cartella. Si potrà pagare in massimo 120 rate uguali, la prima il 31 di luglio 2025 e le restanti l’ultimo giorno del mese fino alla estinzione del debito.

Alzare a 8mila euro limite spesa bonus mobili

Innalzare per il 2025 da 5mila a 8mila euro il limite di spesa che può beneficiare del bonus mobili. Lo prevede, secondo quanto viene riferito, un altro emendamento della Lega alla manovra, che come copertura riduce le risorse che la stessa manovra destina al Fondo del Mef per far fronte ad esigenze indifferibili.

Emendamento unitario delle opposizioni, più fondi a sanità

Con un emendamento alla manovra firmato da tutti i leader, le opposizioni chiedono più fondi per il finanziamento del Sistema sanitario nazionale con 6.802 milioni di euro per l’anno 2025, 10.578 milioni per il 2026, 11.280 milioni, 12.163, 13.225, 14.398 milioni per gli anni successivi fino al 2030 con risorse prese dai sussidi ambientalmente dannosi. Lo rende noto la capogruppo di Avs alla Camera Luana Zanella. L’emendamento - sottolinea - è firmato: Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni, Bonetti, Magi, Braga, Silvestri, Zanella, Richetti, Della Vedova, Furfaro, Quartini.

Da M5S circa 1200 emendamenti, priorità contrasto carovita e tagli

Sono oltre 1.200 gli emendamenti alla manovra depositati dal Movimento 5 Stelle in commissione Bilancio alla Camera. Secondo quanto fanno sapere fonti interne al partito, le coperture sarebbero state individuate attraverso gli extra-profitti del settore bancario e delle armi. Priorità, indicano i pentastellati, vengono date a un pacchetto di misure contro il carovita e al contrasto alle «sanguinose» politiche di tagli del governo. Inoltre, fanno sapere ancora le fonti, prosegue il lavoro congiunto con le altre forze di opposizione su sanità e politiche sociali.

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