Manovra, Bankitalia: economia fatica, più difficili obiettivi Psb. Istat: 2,4 milioni beneficiari in più del taglio del cuneo
Sulle pensioni il ddl bilancio «prevede interventi che potrebbero determinare effetti positivi in termini macroeconomici, con risvolti anche favorevoli sulla tenuta del sistema previdenziale». Lo ha detto il presidente dell’Inps Gabriele Fava in audizione sulla manovra
6' di lettura
I punti chiave
- Bankitalia: equità a rischio con detrazioni a soglie fisse
- Bankitalia: in prossimi 10 anni servirà 30% medici in più
- Upb: in manovra misure fiscali complesse poco intellegibili
- Upb: fondi sanità crescono meno di spesa,rischi per Regioni
- «Pil rallenta, moderata ripresa in ultimi tre mesi»
- Istat: 2,4 milioni beneficiari in più del taglio del cuneo
- Istat: 2,4 milioni beneficiari in più del taglio del cuneo
- Corte Conti: quadro resta difficile, serviranno scelte importanti
- Fava: dalla manovra effetti positivi su tenuta pensioni
6' di lettura
«Secondo i dati recenti, ancora insufficienti a tracciare un quadro completo e affidabile, l’attività economica faticherebbe a recuperare slancio nello scorcio di quest’anno». Lo sottolinea il vice capo del dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia Andrea Brandolini in audizione sulla manovra. «In prospettiva la riduzione dei tassi di interesse e il recupero del potere d’acquisto delle famiglie potranno fornire un impulso positivo all’economia». Tuttavia alla luce dei nuovi dati, «in assenza di una significativa accelerazione dell’attività economica nella parte finale di quest’anno, la crescita del prodotto prefigurata nel Psb per il biennio 2024-25 appare più difficile da conseguire»
Bankitalia: equità a rischio con detrazioni a soglie fisse
Brandolini evidenzia anche che l’approccio della manovra sulle detrazioni «può rivelarsi efficace nel ridurre l’ammontare delle spese fiscali, rispetto al tentativo di intervenire selettivamente solo su alcune. Tuttavia, il disegno basato su soglie fisse per scaglioni di reddito genera inevitabilmente discontinuità che a regime potrebbero essere significative e compromettere l’equità del prelievo». In questo scenario «la scelta alternativa di fissare un tetto alle detrazioni che sia funzione il più possibile continua del reddito lordo dichiarato eviterebbe di creare salti nel profilo delle aliquote marginali effettive. - prosegue - Inoltre, la differenziazione dei tetti al totale della spesa detraibile in base al numero di figli ne accresce la complessità e rischia di creare una sovrapposizione rispetto alla redistribuzione operata attraverso l’Assegno unico universale»
Bankitalia: in prossimi 10 anni servirà 30% medici in più
Bankitalia accende un riflettore poi sul sistema sanitario. In base ai dati riportati nell’audizione sulla manovra, nel prossimo decennio il turnover del personale sanitario e il potenziamento dell’assistenza territoriale previsto dal Pnrr genereranno un fabbisogno, in termini di incidenza sull’organico alla fine del 2022, per i medici (compresi di base e pediatri) pari al 30% e per gli infermieri al 14. Queste dinamiche sono ancora più pronunciate nel Mezzogiorno. A legislazione vigente, spiega Via Nazionale, tutto il personale con almeno 60 anni alla fine del 2022 cesserà di lavorare nell’arco dei prossimi dieci anni: ciò corrisponde a più di 27.000 medici, oltre 24.000 infermieri e altrettanti addetti del ruolo tecnico e a 28.000 fra medici e pediatri di base. La missione 6 del Pnrr sul potenziamento dell’assistenza territoriale richiederà almeno 19.600 infermieri e 6.300 operatori socio sanitari, prevalentemente in aggiunta rispetto alla dotazione attuale.
Upb: in manovra misure fiscali complesse poco intellegibili
L’ufficio parlamentare di bilancio ricorda, d’altro canto, che la riforma fiscale introdotta dalla manovra, che comprende Irpef, bonus fino a 20.000 euro e detrazione da 20.000 a 40.000 euro, aumenta le già ampie differenze nel trattamento fiscale delle diverse categorie di contribuenti (dipendenti, pensionati e autonomi) che tuttavia si annullano per redditi superiori a 50.000 euro. La compresenza di tre strumenti per la riduzione del prelievo sul lavoro dipendente, che interagiscono tra loro in modo articolato, «produce un’architettura fiscale complessa e difficilmente intellegibile per i suoi destinatari». Anche sulle detrazioni e l’introduzione del quoziente familiare, «sebbene la riforma costituisca un passo nella direzione del contenimento delle spese fiscali (tax expenditures), occorrerebbe un approccio più organico alla loro razionalizzazione, anche per evitare di aumentare la complessità del sistema».
Upb: fondi sanità crescono meno di spesa, rischi per Regioni
Non solo. Il finanziamento della sanità previsto dalla manovra cresce meno della spesa del Servizio sanitario nazionale con rischio di disavanzi regionali. In termini di incidenza sul Pil, spiega la presidente Lilia Cavallari, la spesa sanitaria tornerebbe nel 2026 al 6,4% cioè al livello pre-pandemia: «considerando che la stessa spesa è prevista crescere a un tasso superiore a quello del finanziamento del Ssn, vi è il rischio di un significativo aumento del disavanzo dei servizi sanitari regionali, anche oltre il 2027». Inoltre, «malgrado la principale criticità del Ssn risieda attualmente nella carenza di personale, non sono finanziate nuove assunzioni. Vengono disposti il finanziamento delle prossime tornate contrattuali e l’incremento di una serie di indennità. Un altro gruppo di misure è a favore di alcuni soggetti privati che operano nella sanità e nel campo della farmaceutica».








