Legge di Bilancio

Manovra, governo pronto ad allentare la stretta fiscale su bitcoin e cripto attività

Sotto esame gli emendamenti della maggioranza al Ddl di Bilancio che limitano la stretta alla sola cancellazione della soglia di esenzione di 2.000 euro senza aumentare l’imposta sulle rendite dal 26 al 42%

di Marco Mobili

Manovra, criptovalute: è saltata la stangata, ecco le novità

2' di lettura

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Si allenta la stretta del governo sulle cripto attività. Sotto la spinta delle stesse forze di maggioranza si starebbe valutando l’idea di rivedere la stangata inserita nel disegno di Bilancio e che aumenta dal 26 al 42% l’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze e gli altri proventi realizzati con il rimborso o la cessione di cripto attività non inferiori a 2mila euro.

Per la conferma sarà necessario attendere i prossimi giorni da quando la commissione Bilancio inizierà a fare sul serio con i voti sugli emendamenti alla manovra. Si inizierà da mercoledì in attesa delle riformulazioni e degli emendamenti di governo e relatori.

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I correttivi della maggioranza sui bitcoin

La Lega spinge per limitare l’aumento del prelievo di soli due punti percentuali spostando l’aliquota attuale dal 26 al 28%, mentre Forza Italia chiede di limitare la stretta fiscale cancellando soltanto il limite di esenzione di 2.000 euro senza intervenire con un aumento dell’aliquota dell’imposta sostitutiva. Dal canto loro le opposizioni spingono per cancellare del tutto l’articolo 4 del Ddl di bilancio che contiene anche l’estensione della web tax alle Pmi e in alternativa, anche loro, chiedono di cancellare l’esenzione di 2.000 euro.

La soluzione allo studio

La soluzione potrebbe essere quella indicata dagli azzurri Roberto Pella e Francesco Cannizzaro con cui Forza Italia chiede, come detto, di sostituire l’aumento del prelievo fino al 42% con la sola cancellazione del limite di 2.000 euro sotto il quale eventuali plusvalenze, rimborsi o cessioni di cripto attività, comunque denominate, non sono soggette all’imposta sostitutiva. Inoltre, l’emendamento Pella, punta a chiarire definitivamente che su queste plusvalenze il prelievo è del 26% e non del 12,5% come potrebbe emergere da una lettura delle norme oggi in vigore, andando a inserire anche le plusvalenze indicate nella lettera c-sexies) dell’articolo 67 del testo unico delle imposte dirette sulle cripto attività tra le rendite finanziarie che con il decreto n. 66 del 2014 dell’allora Governo Renzi passarono da un’imposta del 12,5% al 26 per cento.

Quanto valgono i bitcoin per il Fisco

L’ultima fotografia di quanto il Fisco italiano incassa dalle cripto attività l’ha scattata il Mef rispondendo le settimane scorse a un question time in commissione Finanze alla Camera. Dall’esame delle deleghe di pagamento F24 l’imposta sostitutiva del 26% produce n gettito annuo di 27 milioni. A pagare sono 22.439 contribuenti, di cui 22.331 sono persone fisiche che versano 22 milioni con una media di 985 euro. I restanti contribuenti sono 88 società di capitali che versano all’erario 5 milioni con un pagamento medio di 57mila euro.

Le operazioni dei contribuenti italiani

Nulla in confronto agli ultimi dati delle operazioni in cripto-valute effettuate dai contribuenti italiani raccolte ne registro gestito dall’Organismo per gli Agenti e Mediatori. Al 30 giugno 2024 l’ultimo report dell’Organismo indicava in 1, 3 milioni i clienti che detenevano cripto-attività per un controvalore del saldo totale delle valute virtuali pari a 2,22 miliardi di euro. L’ammontare medio delle consistenze è di 1.645 euro. E nel 2023 sono state 5,8 milioni le operazione di conversione da valuta virtuale a valuta legale per un controvalore di conversione totale di 5,6 miliardi (967 euro come valore medio di conversione).


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