Legge di Bilancio

Manovra, dalla flat tax alle banche: i nodi della maggioranza. Abi: «Su Dta ribadiamo impegno concordato lo scorso anno»

Il leader della Lega Salvini: «sulla flat tax l’Fmi sbaglia, per noi va estesa»

di Redazione Roma

Salvini a Radio24: Fmi sbaglia su flat tax, noi vogliamo estenderla

3' di lettura

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Prosegue il lavoro del governo e della maggioranza in vista della prossima legge di bilancio. Non mancano tuttavia le distanze, con Fi che spinge per il taglio Irpef per il ceto medio mentre la Lega rilancia la pace fiscale e una nuova rottamazione delle cartelle.

Il leader del Carroccio Matteo Salvini, che ha riunito il consiglio federale con all’ordine del giorno anche la manovra, è tornato a rilanciare la flat tax, scagliandosi contro il Fondo monetario internazionale, che a sua volta ha sollecitato l’Italia a procedere ad un «consolidamento fiscale più ampio del previsto», suggerendo tra l’altro di eliminare la flat tax agli autonomi. «Fa bene Giorgetti a essere prudente, fa meno bene il Fondo a invitare a cancellare la flat al 15% per i lavoratori autonomi», ha sottolineato Salvini, «anzi - ha aggiunto - noi la vogliamo estendere, l’ultima cosa intelligente da fare è cancellare l’aliquota al 15%».

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L’ipotesi di estendere la tassa piatta ai lavoratori dipendenti

Il tema è particolarmente caro alla Lega che punta ad alzare ulteriormente il tetto del regime agevolato, già innalzato nel 2023 da 65mila a 85mila euro: l’obiettivo di via Bellerio è arrivare a 100mila. Al Mef si ragiona anche sulla possibilità di estendere la tassa piatta ai lavoratori dipendenti, come spiegato nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Un intervento in questo senso è stato fatto con l’ultima legge di bilancio, che ha ampliato da 30 a 35 mila il tetto di reddito da lavoro dipendente per accedere alla flat tax per la parte di lavoro autonomo.

Mobilitazione Cgil per Gaza

Sui temi che vanno da lavoro e salari a fisco e pensioni si prepara ad avanzare proposte anche la Cgil, che ha annunciato una manifestazione nazionale il 25 ottobre a Roma a sostegno «dell’agenda sociale». «La manifestazione vuole anticipare la legge finanziaria, non aspettiamo per poi criticarla, ma mettiamo in campo da subito le nostre proposte per dare un’indicazione chiara», ha detto il segretario generale Maurizio Landini rimarcando l’obiettivo di «cambiare le politiche economiche e sociali del Paese».

Contributo alla manovra, si riuniscono le banche

Nel frattempo le banche, tirate in ballo a più riprese nelle ultime settimane in vista di un possibile contributo alla manovra, si preparano all’eventuale trattativa. Oggi, mercoledì 17 settembre, a Milano è tornato a riunirsi il Comitato esecutivo dell’Abi. A proposito dell’ipotesi che il governo proponga, nella manovra finanziaria, un nuovo rinvio della possibilità di trasformare le imposte differite attive (Dta) in crediti d’imposta il ComitatopPresieduto da Antonio Patuelli, «ha ribadito all’unanimità - si legge in una nota pubblicata al termine dell’incontro - l’impegno di solidarietà biennale al Bilancio dello Stato concordato lo scorso anno per gli anni 2025 e 2026 e delega il direttore generale dell’Abi Marco Elio Rottigni ad eventuali contatti in proposito». A proposito dell’ipotesi che il governo proponga, nella manovra finanziaria, un nuovo rinvio della possibilità di trasformare le imposte differite attive (Dta) in crediti d’imposta.

, da cui potrebbe arrivare un mandato al direttore generale Marco Elio Rottigni a sedersi al tavolo con il governo se e quando ci sarà una convocazione. Tra le possibili opzioni al vaglio dei tecnici c’è il posticipo al 2027 della sospensione della deduzione delle Dta (imposte differite attive) stabilito per il 2025-26 dall’ultima manovra. Ma nelle scorse settimane è spuntata anche l’idea di tassare il riacquisto di azioni proprie.

Risoluzione unica al Documento programmatico di finanza pubblica

Sempre per le prossime ore è atteso il voto delle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla risoluzione unica al Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfb) l’ex Nadef. Una soluzione che dal punto di vista politico registra una disponibilità al dialogo tra maggioranza e opposizioni.

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