Prestazioni sociali

Manovra, ecco come cambia l’Isee su casa, scale di equivalenza, Dsu, criptovalute

Nel reddito disponibile incluse le consistenti in rimesse in denaro. Abitazioni escluse fino a 92.500 euro, che salgono a 120mila se si risiede nelle città metropolitane.

di Claudio Tucci

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Dalla scala di equivalenza agli immobili di proprietà. Dalle criptovalute alla Dsu pre compilata. La manovra 2026 introduce diverse novità per quanto riguarda l’Isee, che dal prossimo mese molte famiglie sono chiamate ad aggiornare (o fare ex novo) per accedere ad alcune prestazioni sociali e familiari. Vediamo nel dettaglio quali sono queste modifiche.

Criptovalute e rimesse in denaro

Una prima modifica riguarda le modalità di calcolo per la definizione del reddito disponibile ai fini Isee. Sul punto la manovra include anche giacenze in valuta all’estero, criptovalute, o consistenti in rimesse in denaro.

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Casa di abitazione

Con una seconda modifica si interviene sui criteri di calcolo dell’Indicatore della situazione patrimoniale (Isp), una delle componenti per la determinazione dell’Isee. Allo scopo viene innalzata la soglia di esclusione della casa di abitazione per i nuclei residenti in abitazioni di proprietà dagli attuali 52.500 euro a 91.500 euro e a 120.000 euro per i nuclei familiari residenti nei comuni capoluogo delle città metropolitane. Le città metropolitane sono le seguenti: Roma Capitale; Torino; Milano; Venezia; Genova; Bologna; Firenze; Bari; Napoli; Reggio Calabria; Cagliari; Catania; Messina; Palermo; Sassari. Oltre a ciò, si prevede un ulteriore incremento del medesimo limite, nella misura di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo (invece che dal terzo).

Scale di equivalenza

Il governo, sempre in manovra, ha modificato anche le scale di equivalenza: 0,1 in caso di nucleo con due figli; 0,25 in caso di tre figli; 0,40 in caso di quattro figli e 0,55 in caso di almeno cinque figli. Rispetto alla norma vigente, dunque, si introduce una maggiorazione specifica anche per il caso di nucleo con due figli e si incrementa nella misura di 0,5 ciascuna delle altre maggiorazioni specifiche in oggetto.

Le prestazioni interessate dalle modifiche

Gli istituti per i quali si applicano queste modifiche sono: l’assegno di inclusione; il supporto per la formazione e il lavoro; l’assegno unico e universale per i figli a carico; il buono per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido, pubblici e privati, e per le forme di supporto domiciliare per bambini aventi meno di tre anni di età e affetti da gravi patologie croniche; l’assegno una tantum per ogni figlio nato o adottato.

Dsu precompilata

La manovra integra anche la disciplina della modalità precompilata della dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) relativa alla determinazione dell’Isee. Si ricorda che la precompilazione in oggetto è effettuata dall’Inps mediante cooperazione con l’Agenzia delle entrate e che essa può essere accettata o modificata, fatta eccezione per i trattamenti erogati dall’Inps o per le componenti già dichiarate a fini fiscali, per le quali è assunto il valore a tal fine dichiarato. Un primo intervento prevede che, per la precompilazione in oggetto, l’Inps cooperi anche con il ministero dell’interno e con l’Automobile Club d’Italia (Aci) e utilizzi anche le informazioni disponibili nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr) e nel pubblico registro automobilistico (Pra). Con un secondo intervento si stabilisce che, dal 1° gennaio 2026, la presentazione della Dsu per il tramite dei centri di assistenza fiscale (Caf) avviene prioritariamente in modalità precompilata. Sarà un decreto ministeriale ad aggiornare le modalità operative e tecniche per consentire al cittadino, anche tramite i centri di assistenza fiscale, la gestione della dichiarazione precompilata resa disponibile in via telematica dall’Inps.

Relazione tecnica alla manovra

In base alla relazione tecnica alla manovra, con l’entrata in vigore di queste novità, l’assegno di inclusione si stima un incremento di poco più del 2% di dichiarazioni che rientrerebbero con le nuove norme sotto la soglia di 10.140 euro. Si tratta di ulteriori 14mila nuclei. Per quanto riguarda il supporto formazione lavoro, si stima un aumento di nuclei con presenza di componenti tra 18 e 59 anni non disabili che rientrerebbero con le nuove norme sotto la soglia di 10.140 euro, di circa 2.300 beneficiari. Per quanto riguarda l’assegno unico, si stima un incremento (per coloro che sono impattati da queste modifiche) di circa 10 euro al mese. Per il bonus nido i possibili beneficiari delle nuove norme sono stimati in circa 12mila, per il bonus nuovi nati in 3.200 soggetti.

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