Confedilizia: per affitti lunghi incentivi e tutele
Confedilizia, dal canto suo, è contraria all’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi e tale contrarietà «permarrebbe anche qualora la norma approvata in Consiglio dei ministri fosse - come preannunciato - modificata nel senso di escludere l’incremento di tassazione in caso di locazione breve di un solo appartamento». Lo ha sottolineato il presidente dell’associazione, Giorgio Spaziani Testa, in audizione sulla manovra in Senato. «Se l’intento del Governo è quello di favorire le locazioni di lunga durata, - ha spiegato - la strada da seguire non è quella delle norme fiscali punitive bensì quella degli incentivi e delle tutele. Quanto agli incentivi, la Confederazione ha proposto l’azzeramento dell’Imu - o, in subordine, il suo dimezzamento - in caso di locazione degli immobili abitativi attraverso i contratti cosiddetti concordati, a canone calmierato (l’onere sarebbe di circa 250 milioni di euro nella prima ipotesi e di circa 80 nella seconda) e un chiarimento legislativo circa l’applicabilità in tutta Italia della cedolare secca al 10 per cento per gli stessi contratti”. Quanto alle tutele, la Confedilizia suggerisce di accelerare gli sfratti attraverso l’affidamento delle esecuzioni anche a soggetti diversi dagli ufficiali giudiziari.
Sindacati divisi
I sindacati invece sono divisi. Cgil e Uil ribadiscono la bocciatura tout court, denunciando la sostanziale incapacità dell’esecutivo di rispondere alle emergenze nazionali. Anzi, proprio il lavoro è il «grande assente di questa manovra»: non c’è niente sui salari, sulla precarietà, sulla sicurezza, sulla sanità pubblica. «Non ha respiro sociale», chiosa la Uil, mentre la Cgil afferma: «Questo governo ammette di non avere una politica in grado di incidere sulla realtà». Meno dure Cisl e Ugl che, a fronte di una serie di elementi positivi tra cui soprattutto il taglio del cuneo, segnalano però pesanti criticità sulle pensioni, invocando una sostanziale marcia indietro sui nuovi paletti di Quota 103, Ape Sociale e Opzione donna e lo stralcio – da parte della Cisl – del taglio sulle pensioni future dei dipendenti pubblici.
Cgil: questione cruciale è rilancio investimenti, crescita e Pil
«Non chiediamo la ’manovra per i mercati’, ma rivendichiamo una manovra per i lavoratori, i pensionati, i precari, le giovani generazioni, perché il vero problema non è tanto il debito pubblico (il numeratore), ma il Pil (il denominatore) che, anche a causa delle politiche del Governo, sta flettendo. La questione cruciale, dunque, è come si rilanciano, anche al fine di mettere in sicurezza la finanza pubblica, gli investimenti, la crescita e il Pil. Dall’altra parte, non possiamo nemmeno condividere la valutazione positiva ed entusiastica di taluni, che l’hanno definita una ’manovra espansiva». È la posizione della Cgil, espressa dal segretario confederale Christian Ferrari, nella audizione sul Ddl di bilancio con la manovra. «Purtroppo - aggiunge - non c’è alcun “miracolo italiano”».
Cisl: bene difesa redditi, ma dubbi su temporaneità
Le risorse messe in campo dal complesso della manovra (Legge di bilancio, decreto fiscale e decreto anticipi) «non sono ancora sufficienti a dare uno sprone espansivo alla politica di sviluppo nazionale. La spinta anticiclica resta così affidata in gran parte al completo utilizzo delle risorse del Pnrr, rispetto al quale diventa essenziale l’attuazione dei progetti, con il rafforzamento ad ogni livello della governance partecipata dalle parti sociali». Lo ha sottolineato il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, in audizione al Senato. Il sindacato giudica positivamente che «buona parte delle risorse impiegate nel 2024 siano utilizzate per la difesa dei redditi dei lavoratori dipendenti, dei pensionati e delle famiglie, ma solleva interrogativi sul mancato finanziamento strutturale di queste misure che pone problemi non semplici per le leggi di bilancio dei prossimi anni».
Più in particolare, la Cisl promuove la conferma per il 2024 del taglio del cuneo; la defiscalizzazione dei fringe benefit anche per i lavoratori senza carichi familiari; la proroga della detassazione della contrattazione decentrata; lo stanziamento di risorse per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, misure a sostegno della famiglia e della natalità. Chiede invece di modificare durante la discussione parlamentare «gli elementi penalizzanti introdotti sulle norme di accesso alla pensione e il taglio alle rendite pensionistiche retributive dei lavoratori degli enti locali, della sanità, degli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate, degli ufficiali, aiutanti e coadiutori giudiziari»