Manovra, Palazzo Chigi: accordo su affitti brevi, Isee e dividendi. Sale l’Irap sulle grandi banche
Vertice a Palazzo Chigi con Meloni. Gasparri: modifiche per tutela casa e affitti brevi
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Riunione di maggioranza a Palazzo Chigi sul ddl bilancio: «Si è svolta in un clima di grande condivisione» informa una nota in cui si annuncia che «è stata raggiunta un’intesa su alcune questioni ancora aperte». Nel dettaglio: «Si è trovato un accordo sugli affitti brevi, sull’ampliamento dell’esenzione Isee sulla prima casa, sull’articolo 18 riferito ai dividendi, è stata chiarita la possibilità di compensazione anche per i contributi previdenziali delle imprese, e si è discusso delle misure a favore delle forze dell’ordine».
«Siamo tutti d’accordo sulla necessità di cancellare l’aumento dell’aliquota dal 21% al 26% per chi affitta una casa» ha detto il capogruppo di Fi Maurizio Gasparri, al termine del vertice. Per chi “affitta una seconda casa l’aliquota resta invariata rispetto la legislazione vigente”, continua, e invece «si sta ragionando» sul limite a partire dal quale scatterebbe “l’attività di impresa: l’ipotesi in campo è chi sia a partire dal terzo appartamento”. Gasparri spiega poi che come per tutte le altre misure “sarà il Tesoro a valutare nel merito le coperture».
Verso aumento Irap di 2,5 punti per le grandi banche
Tra i temi l’aumento di 0,5 punti dell’Irap per le grandi banche che porterebbe il prelievo aggiuntivo a 2,5 punti. Secondo quanto si apprende da diverse fonti il gettito della modifica sarebbe poco meno di 200 milioni. Il lavoro tecnico sarebbe ancora corso ma per esentare i piccoli istituti si dovrebbe ricorrere a una franchigia. «Parleremo con tutti i soggetti interessati dagli interventi del governo, ci sarà una interlocuzione, non lo scopriranno dai giornali» ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, al termine della riunione al Senato sugli emendamenti alla manovra, rispondendo ad una domanda se il governo parlerà con le banche.
Saltano 105 emendamenti, da Mes a detassazione contratti
Intanto sono 105 in totale gli emendamenti (o parte di essi) alla manovra segnalati che sono stati dichiarati inammissibili dalla presidenza della commissione Bilancio del Senato. Diciotto sono stati dichiarati inammissibili per materia e potranno essere sostituiti dai gruppi con altre proposte di modifica. Altri 87 sono stati bloccati per copertura.
Passa il vaglio di ammissibilità l’emendamento sull’oro di Bankitalia, presentato dal capogruppo di FdI al Senato Lucio Malan, che prevede che «le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono allo Stato, in nome del Popolo Italiano». Salvi dalla tagliola anche tre dei quattro emendamenti sulla sanatoria edilizia. Mentre è stato considerato inammissibile per le coperture quello che prevede che «i Comuni hanno l’obbligo di rilasciare i titoli abilitativi edilizi in sanatoria in esito ai procedimenti istruiti ai sensi delle norme di cui al Capo IV della legge 28 febbraio 1985, n. 47, dell’articolo 39 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e dell’articolo 32 della legge 30 settembre 2003, n. 269, entro il 31 marzo 2026».








