Manar Abu Dhabi, la luce bussola nel Golfo
The Light Compass trasforma isole, spiagge e waterfront in un atlante luminoso di opere site-specific: spesi 35 milioni di dollari, grande affluenza di residenti e visitatori
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I punti chiave
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Quando nel 2023 è stata inaugurata la mostra di light art «Manar Abu Dhabi», si è aperto un nuovo modo di raccontare e far vivere la capitale ai suoi cittadini. Lontano dal clamore dei musei e dai circuiti fieristici, il progetto sceglie la notte come spazio espositivo e la luce come linguaggio condiviso. Non un evento effimero, ma un laboratorio urbano in cui arte e territorio si illuminano a vicenda. La nuova edizione di Manar Abu Dhabi (dal 15 novembre al 4 gennaio) intitolata «The Light Compass» sotto la direzione curatoriale di Khai Hori, riunisce 15 artisti e collettivi emiratini e internazionali provenienti da 10 paesi e presenta 22 sculture luminose site-specific, proiezioni e installazioni immersive che stimolano la creatività celebrando al contempo i diversi paesaggi naturali e urbani di Abu Dhabi.
“È un progetto pensato per tutti - racconta Reem Fadda, direttrice della Cultural Foundation and Abu Dhabi Cultural Sites presso il Department of Culture and Tourism – Abu Dhabi - che offre a chiunque la possibilità di esplorare liberamente installazioni d’arte diffuse sul territorio, trasformando la città in un museo a cielo aperto accessibile gratuitamente. Una scelta che rafforza l’idea di una cultura condivisa, aperta e inclusiva, capace di coinvolgere la quotidianità degli emiratini e non solo, di avvicinarli a una visione innovativa del loro stesso paesaggio urbano”.
La prima edizione di Manar Abu Dhabi ha attirato circa 668.000 visitatori, un numero che ha sorpreso persino gli organizzatori, composto per lo più da famiglie, che approfittavano delle “fresche” serate autunnali per visitare la mostra. “Quest’anno - afferma Fadda - l’obiettivo è migliorare l’esperienza dei visitatori e rendere tutto il più fluido possibile”.
Se la prima edizione ha portato le opere sulle isole Lulu Island, Samaliyah Island e Eastern Mangroves, molte delle quali accessibili solo in barca. “Sono state privilegiate isole che di solito non sono aperte al pubblico per rendere la mostra non solo un evento artistico, ma anche un’occasione per vivere l’ambiente dell’emirato in un modo nuovo” afferma Fadda. Per questa seconda mostra, l’accessibilità è stata al centro dell’attenzione:“i viaggi in barca erano bellissimi, ma volevamo che più persone potessero partecipare facilmente, ecco perché questa volta, in accordo con gli sviluppatori immobiliari che sono partner dell’iniziativa, ci siamo concentrati su un’isola circondata da mangrovie vicino al Jubail Mangrove Park, una delle più grandi foreste di mangrovie della regione”. Con sedi distribuite tra Abu Dhabi e Al Ain, la maggior parte delle quali facilmente raggiungibili in auto, l’accessibilità e la fluidità sono state messe quindi al primo posto.
Il budget per l’arte pubblica
Ad Abu Dhabi l’arte pubblica sta vivendo una stagione di grande espansione. Con Public Art Abu Dhabi (PAAD), l’emirato ha deciso di investire 35 milioni di dollari l’anno per trasformare la città in un palcoscenico diffuso, dove installazioni e interventi artistici entrano a far parte della vita quotidiana. È una strategia che punta a dare nuovo slancio alle industrie creative locali e, allo stesso tempo, a consolidare l’immagine di Abu Dhabi come destinazione culturale di riferimento sulla scena internazionale.
La visione si articola in diversi progetti
La Public Art Abu Dhabi Biennial, inaugurata nel novembre 2024, ha portato opere e installazioni interattive in numerosi punti della città, accompagnate da un fitto calendario di eventi. Accanto a questa, «Manar Abu Dhabi» illumina le isole e le mangrovie con sculture e installazioni di light art che ridisegnano il paesaggio notturno. A completare il quadro c’è una programmazione culturale che invita il pubblico a partecipare: workshop, conversazioni con gli artisti, visite guidate e performance pensate per creare un dialogo continuo con la città. Così, passo dopo passo, Abu Dhabi intreccia l’arte al suo tessuto urbano, costruendo un nuovo modo di vivere lo spazio pubblico.














