Legislative

Elezioni Malta, il Labour di Abela fa poker ma l’opposizione dimezza il gap

Le prime stime danno per certa la quarta vittoria consecutiva del partito Laburista

Aggiornato il 31 maggio 2026 alle ore 19:58

A police officer stands in front of a polling station during Malta's general election, in Zejtun, Malta, May 30, 2026.  REUTERS/Darrin Zammit Lupi      TPX IMAGES OF THE DAY REUTERS

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I sondaggi avevano visto la vittoria storica, ma non l’assottigliarsi del vantaggio. Il Partito Laburista, dal gennaio 2020 guidato da Robert Abela, è riuscito nell’impresa di vincere le legislative a Malta per la quarta volta consecutiva. Ma l’opposizione di centrodestra del Partito Nazionalista, che dal 2013 del trionfo di Joseph Muscat aveva perso bruciando un leader dopo l’altro, da ottobre si è affidata al trentenne Alex Borg ed ha dimezzato lo svantaggio. E ora può parlare di “luce in fondo al tunnel”.

La serie di quattro successi elettorali consecutivi non si era mai vista nella storia di Malta indipendente. Sfuggì pure a Dom Mintoff, padre della Malta moderna che governò sotto i britannici dal 1955 al 1958 e poi di nuovo dal 1971 al 1984. Nel 2022, al primo test elettorale due anni dopo essere stato scelto dagli iscritti nel momento più buio del partito travolto dagli scandali rivelati dalla giornalista Daphne Caruana Galizia e confermati dalle indagini sul suo omicidio che portarono alle dimissioni di Muscat, Robert Abela aveva conquistato 44 seggi contro i 35 di un Partito Nazionalista guidato da Bernard Grech, successore degli altrettanto sconfitti Simon Busuttil e Lawrence Gonzi.

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Stavolta ha inanellato il poker, ma il margine in termini di seggi sarà più ridotto. La vittoria l’ha però rivendicata già alle 11.35 sulla base delle proiezioni dello spoglio iniziato alle 9, con una telefonata al canale pubblico TVM: “Abbiamo fatto la storia vincendo per la quarta volta consecutiva. Restiamo uniti come una persona sola. Sarò il primo ministro di tutti cittadini”. Una quarantina di minuti dopo Alex Borg, leader del Partito Nazionalista (di centrodestra e all’opposizione da 13 anni), ha riconosciuto la sconfitta: “Il popolo ha parlato e dobbiamo rispettare i suoi voleri. Nessuno deve essere deluso per aver votato per il cambiamento. Non è il risultato che volevamo, ma è un messaggio chiaro e continueremo a lavorare per essere una forte alternativa per il paese”. E non ha mancato di notare che “forse anche Abela aveva sentito che la gente comincia ad avere voglia di cambiamento e per questo ha deciso di anticipare le elezioni”.

Elezioni presentate ufficialmente ad aprile facendo scattare una campagna elettorale di sole 5 settimane lodata dalla Presidente Spiteri per come è stata “serena, calma e matura”. Dopo l’annuncio di Abela il popolo laburista ha fatto partire la festa, con caroselli di auto e bicchierate nelle piazze. Sulla riconferma ha certo fatto presa una serie di promesse elettorali concrete (incluso un superbonus da mille euro a tutti i lavoratori purché presenti sull’isola da almeno 5 anni, bonus bebé da 5mila euro a nascita, aumenti delle pensioni, sgravi e agevolazioni) a spese del debito pubblico, già cresciuto di un miliardo in un mese. Ma con l’economia che lievita al ritmo da 4-4,5% all’anno, i conti pubblici a Malta tornano sempre.

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