Mali, terroristi attaccano Bamako e altre città. Esercito e mercenari russi si ritirano dal nord
Gruppi «non identificati» sferrano un’offensiva sulla capitale e dichiarano avanzate al nord. Bamako aveva già rischiato di cadere lo scorso ottobre
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
2' di lettura
2' di lettura
NAIROBI - Bande armate di «terroristi» e separatisti hanno sferrato il 25 aprile diversi attacchi sulla capitale maliana Bamako e altre località fra nord e centro del Paese saheliano, piagato da oltre un decennio di instabilità e governato dalla giunta militare salita ai vertici dopo il doppio golpe del 2020 e 2021.
L’esercito ha comunicato in una nota che «gruppi terroristici armati non identificati hanno preso di mira alcune località e caserme nella capitale», con spari e colpi di artiglieria pesanti registrati anche nelle vicinanze dell’aeroporto internazionale Modibo Keïta. Lo scalo era già finito nel mirino con un attacco a un centro di addestramento nelle sue vicinanze, sferrato nel 2024 e rivendicato dagli islamisti di Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin (Jnim).
Le agenzie Ap e Afp riferiscono di esplosioni o scontri espliciti in altre aree del Paese come la roccaforte militare Kati, Sevare, Gao e Kidal. Le ultime due sono finite sotto il controllo dei ribelli Tuareg Azawad: «Da Gao a Kidal, le infrastrutture amministrative e le posizioni militari passano sotto la bandiera dell’onore e della libertà» ha esultato su Facebook il portavoce dei separatisti Mohamed Elmaouloud Ramadane.
In un comunicato diramato nella sera fra il 25 e il 26 aprile, Jnim si è attribuita formalmente l’attacco e ha parlato di una offensiva condotta «insieme» ai separatisti Azawad, confermando la ricostruzione di un’iniziativa coordinata fra i gruppi.
I militari hanno dichiarato il ripristino del «controllo» sulla capitale nel giorno stesso degli attacchi, salvo battere in ritirata dal nord insieme ai contractors russi.








