Telefono Verde Aids

Malattie sessualmente trasmesse: cosa rischio con un bacio? Errori e fake dei più giovani

Ricerca dell’Istituto superiore di sanità: ragazzi e ragazze ancora poco informati su prevenzione e metodi di trasmissione, i contagi crescono in tutta Europa

di Ernesto Diffidenti

2' di lettura

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Ma è vero che l’Aids si trasmette con un bacio? E le zanzare possono infettarmi? Cosa rischio se condivido una bibita? Sono alcune delle domande che ancora oggi sono rivolte dai più giovani al Telefono Verde Aids e Infezioni sessualmente trasmesse (Ist) dell’Istituto superiore di sanità che compie 38 anni il 20 giugno. È un segnale di profonda disinformazione sull’origine non solo dell’Hiv ma anche di sifilide, gonorrea e clamidia che rende vulnerabili ragazzi e ragazze. E sono preoccupanti i dati sulla diffusione delle malattie sessualmente trasmesse in tutta Europa. Negli ultimi 10 anni, il numero di casi di sifilide, gonorrea e clamidia è aumentato rispettivamente del 100%, del 321% e del 13% secondo i dati pubblicati di recente dal Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Ecdc), che lancia l’allarme proprio sulla fascia di età giovanile.

Allarme in Europa sulla diffusione delle Ist

“In diversi casi i giovani sono poco informati su queste malattie, specie sulle modalità di trasmissione - sottolinea Anna Colucci, responsabile dell’Unità operativa ricerca psico-socio-comportamentale, comunicazione, formazione del Dipartimento malattie infettive dell’Iss -: esprimono il timore che un bacio possa trasmettere l’infezione da Hiv o che zanzare e insetti possano fare da veicolo, si interrogano sui rischi di aver condiviso una bibita o del cibo o di aver frequentato un bagno pubblico”. Per i giovani non è scontato disporre di un corretto bagaglio di conoscenza sulle reali modalità di trasmissione delle malattie sessualmente trasmesse.

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Una chiamata su dieci arriva da under 25

In una ricerca gli esperti hanno focalizzato l’attenzione sugli ultimi tre anni, da giugno 2022 a giugno 2025, arco di tempo nel quale una chiamata su 10 è arrivata da persone under 25, con picchi in particolare nella fascia 20-24 anni.

Circa 10mila sono stati i quesiti posti, relativi in 4 casi su 10 alle modalità di trasmissione dell’Hiv e delle altre Ist e in 3 casi su 10 all’accesso a esami diagnostici e alle strutture dedicate, presenti sul territorio.

“Il Telefono Verde Aids e Ist – prosegue Colucci - persegue l’obiettivo di aggiungere tasselli di conoscenza importanti in questa fascia di età, nonché consapevolezza sui comportamenti a rischio. A fronte dei tanti giovani che telefonano, vi sono ampie fasce di popolazione giovanile che non conoscono questa opportunità informativa offerta gratuitamente e in anonimato: la vera sfida è intercettarli”.

Quasi 850mila telefonate in 38 anni di attività

Sono 846.767 le telefonate pervenute in 38 anni di attività al Telefono Verde Aids e Ist che risponde al numero verde 800861061. Gli esperti in questo arco di tempo hanno risposto a 2.374.496 quesiti.

Per il 76,3% le chiamate ricevute sono pervenute da persone di sesso maschile, l’età media è 30 anni. Nel corso del tempo si è osservato un decremento progressivo delle telefonate pervenute specie dalle donne e dai giovani di età inferiore a 25 anni. All’opposto è stato registrato un incremento in persone di età superiore ai 49 anni. Nelle donne, in generale, vi è una maggiore attenzione ai test diagnostico-clinici e a come accedervi, negli uomini uno dei focus principali delle chiamate riguarda invece le modalità di trasmissione dell’Hiv e delle altre Infezioni sessualmente trasmesse.

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