Malattia retroattiva, più tutela per i lavoratori
Ora la prima giornata d’assenza coincide con l’inizio del periodo di carenza. In precedenza spesso i medici retrodatavano l’inizio ma Inps rettificava
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I punti chiave
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La decisione dell’Inps di far retroagire il certificato di malattiaal giorno precedente, a determinate condizioni, in realtà non fa altro che confermare una prassi seguita da molti medici. Infatti, di frequente i lavoratori ricevono la certificazione su cui il dottore ha compilato anche la parte «dichiara di essere ammalato dal…».
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I controlli Inps
Si tratta di un modus operandi che per molto tempo non ha sortito effetti particolari in quanto, probabilmente, i certificati venivano sottoposti a controlli meno accurati. Da quando l’Inps ha incrementato la qualità e la quantità delle verifiche sugli attestati telematici, incrociandoli con il calendario presenze compilato dal datore di lavoro e inserito nel flusso uniemens, le comunicazioni di disconoscimento del giorno di malattia precedente la data di rilascio del certificato sono aumentate. Con tale rettifica l’istituto, di fatto, modificava l’inizio della malattia facendolo avanzare di un giorno.
La conseguenza era che la carenza (i primi tre giorni a totale carico del datore di lavoro) slittava in avanti mangiandosi il primo giorno ma conservando, comunque, la sua durata.
Si pensi a una malattia con certificato emesso martedì 25 agosto con una prognosi fino al 27 agosto. Il medico aveva compilato la parte «il lavoratore dichiara di essere ammalato dal…» inserendovi 24 agosto (cioè il lunedì). La visita era ambulatoriale.
L’azienda considerava i giorni 24, 25 e 26 quale carenza e il quarto giorno (il 27 agosto) malattia indennizzata dall’Inps (ricorrendone, ovviamente, i presupposti). Quando l’ente previdenziale passava al vaglio il certificato telematico, verificando che si trattava di visita ambulatoriale, disconosceva il primo giorno di malattia e quindi tutto l’evento morboso diventava carenza a carico del datore di lavoro.







