L’ultima incognita è caduta a pochi giorni dal voto. L’Autorità nazionale anticorruzione ha escluso che la candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc sia incompatibile con le norme sul cosiddetto pantouflage, chiudendo il principale fronte di incertezza che aveva accompagnato la corsa dell’ex presidente del Coni verso l’assemblea elettiva del 22 giugno.
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La presidenza federale
Nel lungo parere firmato dal presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, l’Autorità conclude che l’incarico di presidente della Federcalcio non rientra tra le fattispecie per le quali opera il divieto previsto dalla normativa. In particolare, l’Anac rileva che la presidenza federale non configura un rapporto di impiego, consulenza o collaborazione con un soggetto privato destinatario dei poteri esercitati in precedenza dal titolare di una funzione pubblica.
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La richiesta di verifica di Abodi
La pronuncia arriva dopo la richiesta di chiarimento avanzata dal ministro per lo Sport Andrea Abodi, a seguito di un’interrogazione parlamentare presentata dal presidente della commissione Cultura e Sport del Senato, Roberto Marti. Il quesito riguardava la possibile applicazione delle norme anticorruzione alla candidatura di Malagò, alla luce dei poteri di vigilanza, regolazione e controllo che il Coni esercita sulle federazioni sportive nazionali.
Il parere del Coni
Nelle scorse settimane il tema aveva aperto un confronto giuridico e istituzionale destinato ad accompagnare la vigilia delle elezioni federali. Investito della questione, il Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni aveva però escluso la propria competenza, osservando che una valutazione preventiva sulla candidabilità avrebbe esulato dalle sue funzioni e rinviando eventuali approfondimenti proprio all’Autorità nazionale anticorruzione.
Malagò: «Ne ero certo»
Con il parere dell’Anac, il percorso appare ora definito. «Ne ero certo», ha commentato Malagò, sottolineando di aver ricevuto nei mesi scorsi valutazioni convergenti da numerosi esperti e soggetti competenti sulla materia. Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro Abodi, secondo il quale il pronunciamento contribuisce a garantire la piena legittimità del procedimento elettorale.
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Il voto di lunedì
Archiviato il capitolo giuridico, l’attenzione si sposta ora esclusivamente sull’assemblea federale di lunedì. Saranno 273 i delegati chiamati a esprimere il proprio voto in rappresentanza delle diverse componenti del calcio italiano: Serie A, Serie B, Lega Pro, Lega Nazionale Dilettanti, calciatori e tecnici.
Sul piano degli equilibri assembleari, Malagò si presenta da favorito. La sua candidatura ha raccolto il sostegno pubblico della Serie A, della Serie B, dell’Associazione Italiana Calciatori e dell’Associazione Italiana Allenatori. Dall’altra parte, Giancarlo Abete può contare innanzitutto sul peso della componente dilettantistica, storicamente centrale negli equilibri della Federcalcio.
Il nuovo presidente sarà eletto con la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi. Se nessun candidato dovesse raggiungerla al primo scrutinio, si procederebbe al ballottaggio. Per Malagò il parere dell’Anac rappresenta già un primo successo: elimina il rischio che l’appuntamento elettorale si svolga sotto il segno dell’incertezza e mette al riparo il voto da contestazioni preventive sulla legittimità della candidatura. Resta ora da verificare se il vantaggio costruito nelle settimane precedenti sarà sufficiente per trasformare il via libera giuridico in una vittoria politica.
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