Il nostro compito è fare di tutto per portare gli atleti, dalla base, di cui dobbiamo necessariamente occuparci, al vertice, mettendo a disposizione strutture, centri federali e le migliori competenze tecniche e mediche. Molti dei ragazzi che sono qui a Tokyo vengono dai programmi che abbiamo messo a punto portandoli a gareggiare alle Olimpiadi giovanili di Nanchino 2014 e Buenos Aires 2018.
Dopo l’oro di Marcell Jacobs, che sarà portabandiera dell’Italia nella cerimonia di chiusura, lei ha parlato di “ius soli sportivo”, attirando le critiche via social del leader della Lega Matteo Salvini.
Con Salvini ho un buon rapporto e ci siamo anche sentiti per spiegarci. Io non chiedo una nuova legge, ma devo ribadire che ho centinaia di richieste da parte di tutte le Federazioni relative ad atleti nati e formati in Italia, che a 18 anni stentano però a ottenere la cittadinanza e che finiscono per abbandonare lo sport o acquisire la nazionalità del paese dei genitori o, peggio, di paesi terzi che vanno a caccia di talenti. Ritengo che almeno per quegli atleti di prospettiva che a livello juniores abbiano vestito la maglia azzurra, debba essere sburocratizzato l’iter di riconoscimento della cittadinanza, che può durare anni.
Intanto, però, lo sport e il calcio italiano messi alle corde dalla pandemia e in sofferenza finanziaria hanno ingaggiato un braccio di ferro con il Governo e il Cts.
Sono al fianco del presidente della Figc Gabriele Gravina. Vede, c’è un approccio che frena il Governo, laddove ritiene che gli aiuti alla Serie A sarebbero interpretati dall’opinione pubblica come un sostegno ai ricchi stipendi dei calciatori. Ma non è così. I ristori, le agevolazioni fiscali, la richiesta di una riapertura più ampia degli stadi, ovviamente compatibile con la sicurezza sanitaria, sono da equiparare alle legittime richieste di altri settori industriali. E sostenere il calcio professionistico significa proteggere tutto lo sport. I finanziamenti all’attività olimpica come allo sport di base e alle federazioni derivano dal gettito fiscale prodotto prevalentemente dalla Serie A, parliamo del 32% fissato dalla legge, di un prelievo pari a 1,2/1,3 miliardi all’anno. A me come a tutti i presidenti federali è chiaro che più il nostro calcio è competitivo e incassa, più ne guadagna l’intera filiera sportiva. Forse non a tutti lo è.