Mal di budget, sindacati bancari uniti nella lotta alle pressioni commerciali
Ritorna un fenomeno che si pensava finalmente superato. Comunicati sindacali relativi a UniCredit, Banco Bpm e Intesa Sanpaolo
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Ci risiamo. Sono tornate le pressioni commerciali in banca. E dire che il contratto dei 270mila bancari, firmato il 23 novembre scorso, ha recepito gli accordi del 2017 (articolo 56 bis) contro il mal di budget. Invece, ad appena 7 mesi di distanza dalla firma, sono riapparsi i volantini dei sindacati che in maniera unitaria hanno riportato a galla il malessere dei bancari. UniCredit, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm sono i tre istituti, i più grandi tra l’altro, finiti nel mirino delle organizzazioni sindacali. Stavolta però c’è un elemento di novità: al mal di budget si aggiungono gli Sos dei sindacati legati alla carenza di personale.
Le politiche di UniCredit
“Politiche commerciali e carichi di lavoro, così non va”. È il titolo del comunicato a firma congiunta delle cinque sigle sindacali più rappresentative nel settore bancario (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Unisin). Il documento è del 24 giugno. Negli incontri con la banca, viene sottolineato, sono state presentate «all’azienda le diffuse problematiche segnalateci in merito alle pressioni commerciali e ai carichi di lavoro, in aumento sia nella rete che nelle direzioni, a causa delle frequenti riconversioni e di una forte carenza di organico». Un elenco di lamentele: monitoraggio giornaliero e individuale delle vendite e «addirittura sul singolo cliente», «un susseguirsi di continue\incessanti richieste di dati, spesso one to one, senza alcun valore aggiunto in termini di contenuti, comportamenti che rendono il luogo di lavoro poco sereno specie se non si raggiungono gli obiettivi». E poi la carenza di personale con «i frequenti spostamenti per “tappare i buchi”» e «la difficoltà ad ottenere part time». Il documento si conclude con la richiesta di «rispetto del lavoro e delle persone» perché «sono elementi indispensabili volti a promuovere un ambiente di lavoro positivo e dignitoso». UniCredit ha preferito non commentare.
“Non basta mai!”
«Sembra che nulla possa fermare la spinta commerciale dei vertici del gruppo. Una pressione commerciale costante, che si scontra duramente con la realtà vissuta da chi lavora ogni giorno nella rete commerciale»: è il duro esordio del volantino del 25 giugno scorso, firmato da tutte e cinque le sigle sindacali presenti in Banco Bpm, dal titolo “Non basta mai!”. La denuncia delle pressioni commerciali va di pari passo con quella della carenza di personale. «Ci troviamo a gestire una pressione commerciale senza precedenti - si legge -. Gli obiettivi raggiunti non sono mai sufficienti e le richieste perentorie di risultati vìolano le regole stabilite dagli accordi in materia recentemente inseriti nel Ccnl». I sindacati utilizzano toni forti: «Sappiamo bene per esperienza che questo modo di lavorare danneggia non solo i bancari e la loro salute ma anche la clientela». No comment da parte di Banco Bpm.
Romagna e Marche
«Sono tornate le pressioni commerciali, rinominate dall’azienda “momenti di intensità commerciale” che a giudicare dagli obiettivi di luglio che abbiamo potuto vedere sono addirittura in aumento». È quanto si legge nel comunicato unitario dei coordinamenti territoriali dei dipendenti romagnoli di Intesa Sanpaolo. Il volantino è del 5 luglio. Il giorno prima, il coordinamento Marche delle cinque sigle sindacali presenti Intesa Sanpaolo, diffondeva un documento in cui si denunciava una «escalation inusuale delle pressioni commerciali». Sia per l’Emilia Romagna che per le Marche, vengono sottolineate le problematiche sul versante dei carichi di lavoro. Intesa Sanpaolo ha preferito non rilasciare commenti.









