Bilancio 2024

Maison Bibelot stabile grazie alle House sale

Con buoni tassi di venduto, necessaira la riduzione dell’Iva per essere più competitivi con gli altri Paesi europei

di Silvia Anna Barrilà e Marilena Pirrelli

«Niente da vedere Niente da nascondere», 1988 di Alighiero Boetti, top lot di Maison Bibelot

2' di lettura

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Per Maison Bibelot si è trattato di un anno vivace, sostanzialmente stabile rispetto al precedente, spiega Elisabetta Mignoni, direzione della casa d’asta fiorentina. Ha chiuso l’anno con un aggiudicato del 3.320.250 euro, in leggera flessione (-1,5%) con 30 aste online e un venduto per lotto del 75% e del 90% per valore e un 20% di acquirenti internazionali provenienti da Francia, Svizzera, Stati Unit e Regno Unito.

Quali settori e quali artisti sono in crescita e quali in calo?
Il nostro settore di punta è ormai da molti anni quello delle House Sale, dove la Maison Bibelot si è specializzata, ritagliandosi una fetta di mercato importante, per la sua capacità di valorizzare collezioni private custodite nelle più belle case italiane. L’ultima asta, appena conclusa, ha esitato la dimora di Pietro Annigoni, uno dei massimi esponenti del Novecento italiano. Oltre agli arredi, agli argenti e alle tante curiosità del quotidiano, è stata esitata anche la sua collezione di dipinti, realizzati da suoi allievi e da artisti a lui contemporanei, con ottimi risultati di vendita: 100% di venduto con rilanci del 140%.

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Elisabetta Mignoni, direzione di Maison Bibelot

Anticipazioni sul prossimo anno: previsioni?
Prevedo un anno sostanzialmente stabile e sempre più dedicato alle aste online. Il nostro calendario è ricco di eventi, un’asta è già in corso dal 28 dicembre.

La Francia e la Germania hanno legiferato e introdotto l’Iva ridotta al 5,5% e al 7% sugli scambi sull’arte applicata dal 1° gennaio. L’Italia non ha ancora deciso cosa fare, l’anno si apre con uno squilibrio fiscale sull’Iva significativo per voi operatori d’asta. Che implicazioni avrà per la vostra offerta di lotti l’Iva italiana sugli scambi al 22%? Che ripercussioni potrebbero esserci sui vostri clienti, sia venditori che acquirenti?
Sarebbe importante per gli operatori italiani poter usufruire di una riduzione dell’Iva sugli scambi di arte. Rappresenterebbe un valido incentivo e renderebbe il nostro settore più competitivo ed in linea con gli altri Paesi europei.

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