Dazi globali bocciati, ma non scattano i rimborsi automatici
di Antonino Guarino e Benedetto Santacroce
di Vittorio Carlini
5' di lettura
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Mantenere la disciplina nella gestione dei costi e del capitale circolante netto. Poi: da un lato dare esecuzione efficiente al portafoglio ordini; e, dall’altro, impegnarsi per la sua crescita. Inoltre: proseguire nella spinta sull’innovazione tecnologica. Sono tra le priorità di Maire Tecnimont a sostegno del business.
L’attività, a ben vedere, nel primo trimestre è stata caratterizzata da ricavi e redditività in aumento. Il fatturato si è assestato a 756,5 milioni, in salita del 38,5% rispetto allo stesso periodo del 2016. L’Ebitda, dal canto suo, è cresciuto a 45,5 milioni (+29,1%) mentre l’incremento dell’utile netto è del 72,5%. Insomma, i numeri sono al rialzo.
Il risparmiatore, però, osserva che la marginalità ha rallentato. L’Ebitda margin, rapporto tra il Mol e i ricavi, è passato dal 6,5% del 31/3/2016 al 6% della fine di marzo scorso. La dinamica, inevitabilmente, fa storcere il naso. Maire Tecnimont rigetta i timori ed invita ad un’analisi più approfondita. In primis, è l’indicazione, la marginalità è pienamente in linea con le guideline comunicate precedentemente al mercato. Inoltre, sottolinea il gruppo, si tratta dell’effetto della strategia voluta dall’azienda. Maire Tecnimont infatti, pur mantenendo la tecnologia quale elemento essenziale della sua attività, ha deciso di puntare anche su ordini dove i volumi prodotti e il fatturato hanno un peso importante. A fronte di ciò, dice la società, da un lato il margine inevitabilmente scende; ma, dall’altro, aumentano i valori assoluti di ricavi e Mol. Quindi, ricordando comunque che il suo Ebitda margin resta superiore a quello della concorrenza, Maire Tecnimont sottolinea che sul tema esiste nessun problema.
Fin qua alcune indicazioni rispetto al conto economico: quali, tuttavia, le strategie di sviluppo aziendali? Per rispondere è necessario, dapprima, conoscere l’oggetto sociale del gruppo. Ebbene, il gruppo divide la sua attività in due business unit. La prima, di gran lunga la più importante (nel 2016 il 97% dei ricavi) è il cosiddetto «Technology, Engineering & Construction» (Te&c). Qui è ricompresa la progettazione e costruzione d’impianti per la «filiera del gas naturale»(dal trasporto allo stoccaggio fino alla rigassificazione). Inoltre appannaggio del Te&c sono, da una parte, le strutture per la petrolchimica (in particolare nella produzione di polietilene e polipropilene); e, dall’altra, i fertilizzanti. La seconda Business Unit, più residuale, è invece «Infrastrutture & Ingegneria Civile» (I&ic). Si tratta della divisione dove Marie Tecnimont, tra le altre cose, punta sulla realizzazione dei grandi parchi eolici o solari. Un focus che può modificare il rapporto di «forza» con il Te&c? La risposta è negativa. Quest’ultimo sulla spinta anche, e soprattutto, dell’Oil&Gas e della petrolchimica rimarrà il core business aziendale.
Ciò detto, quali, allora le priorità di Marie Tecnimont? Un focus, per l’appunto, è sul capitale circolante netto. In particolare, sul mantenerlo negativo. Il motivo? Per comprenderlo deve analizzarsi il business model del settore, il quale è incentrato sulle commesse. Queste, nel momento in cui sono aggiudicate e finanziate, prevedono di solito un anticipo di circa il 10% da parte del committente all’appaltatore (aziende quali Marie Tecnimont). Per quest’ultimo, dal punto di vista contabile, si tratta di un debito a breve. E come tale viene iscritto a bilancio. L’appaltatore, dal canto suo, svolge le attività (ad esempio d’ingegneria) e deve anche lui pagare in anticipo i suoi fornitori. Questi, contabilmente, diventano dei crediti a breve. Ebbene: in un simile contesto, con il cash flow della commessa che deve mantenersi positivo, il capitale circolante negativo (attività a breve inferiori alle passività a breve) implica che il lavoro dell’appaltatore nella commessa stessa è di fatto finanziato con il denaro del committente. Una condizione, ovviamente, di efficienza finanziaria. La quale, a livello consolidato, viene soddisfatta da Maire Tecnimont? La società risponde positivamente e ribadisce che mantenere il capitale circolante netto in negativo è una priorità.