L’addio di Cingolani: «Nato difficile da smantellare, ma l’Europa si rafforzi»
di Celestina Dominelli
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Ridurre da 30 a 15 mesi per completare il secondo lotto della Asti-Cuneo, una delle grandi incompiute del Piemonte che sarà operativa entro fine anno. È uno dei compiti che si è assunto Bernardo Magrì, ad della società che gestisce l’infrastruttura. In qualità di responsabile, per Astm (Gavio), della business unit concessione Italia, però, ha una visione sull’intera rete gestita dal gruppo. «Serve fare un salto di qualità e passare dalla logica della gestione e manutenzione alla programmazione di nuove infrastrutture» sottolinea.
Abbiamo oramai in Italia infrastrutture realizzate tra gli anni 50 e 80. Siamo arrivati in un momento epocale, perché molte di queste opere sono arrivate al termine della loro vita utile, la manutenzione può allungare l’esercizio e consentire il passaggio dei mezzi in sicurezza, ma le norme attuali richiedono prestazioni che per quanta manutenzione possa essere fatta, non riuscirebbe a soddisfare gli attuali standard. In molti casi neanche la manutenzione straordinaria riesce a renderle adeguate. Bisogna cominciare a ragionare sulla sostituzione di queste opere e noi lo stiamo facendo grazie a un confronto programmatico con il Mit e le Regioni Piemonte e Liguria.
Parliamo ad esempio della Torino- Savona, una buona parte delle opere le stiamo in realtà demolendo e ricostruendo ex novo. Serve avviare di concerto con i soggetti interessati una fase di programmazione di una rete autostradale alternativa a quella attuale, con la logica dell’Alta velocità ferroviaria che affianca la rete storica.
È stato installato il sistema di pedaggiamento free flow senza barriere. C’è stata una fase di rodaggio, siamo intervenuti per semplificare le varie modalità di pagamento e a breve sarà disponibile, sui sistemi Ios e Android, una app dedicata che permetterà di agevolare ulteriormente i pagamenti.