Maglificio Liliana cresce tra Canada e Giappone
Potenziamento in Uk
di Marta Casadei
2' di lettura
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«Il 2022 si è chiuso con un aumento dei ricavi del 20%. Siamo soddisfatti: avremmo anche potuto fare meglio, ma le temperature calde di settembre e ottobre hanno penalizzato le vendite delle collezioni invernali di maglieria. Di contro, gli ordini per la primavera estate 2023 sono saliti del 30% sull’anno precedente». Guarda al 2023 con ottimismo Andrea Lorenzoni, amministratore delegato di Maglificio Liliana, pur consapevole di una serie di incognite che l’azienda bresciana - fondata dai genitori Egidio e Liliana nel 1969 - si è preparata e si sta attrezzando per affrontare al meglio. «I problemi maggiori arrivano dalla guerra in Ucraina, ma anche dall’inflazione - continua Lorenzoni -. Noi ci siamo tutelati dal punto di vista energetico, visto che grazie al fotovoltaico produciamo il doppio dell’energia che consumiam0, ma i prezzi delle materie prime sono aumentati in modo spropositato»
Anche in questo caso, l’azienda si era “preparata” per tempo: « Già all’inizio del 2022 abbiamo aumentato le scorte filati perché abbiamo riscontrato da un lato gli aumenti dei prezzi e dall’altro una crescente difficoltà nel reperire i materiali - spiega - e questo ci ha permesso di non aumentare troppo i prezzi delle nostre collezioni: per l’autunno-inverno 23/24 avremo listini in aumento tra il 10 e il 20%, ma ci sono materiali che sono aumentati del 50% su base annua». Scelta mai messa in dubbio dall’azienda - cui fanno capo i brand Montichiari, Impulso e Lorenzoni - è quella di mantenere alto il livello di qualità dei prodotti: «I nostri clienti non vogliono compromessi su questo fronte - dice Lorenzoni - e la conferma di questo fatto arriva dalla campagna vendite della collezione invernale che è già in corso con risultati positivi in Canada. Per questa stagione abbiamo investito tanto su trattamenti e tinture innovative, rigorosamente made in Italy».
Tra gli altri mercati in cui Maglificio Liliana punta a realizzare risultati positivi e rafforzare la propria presenza ci sono «Giappone e Corea del Sud, ma anche in Regno Unito dove abbiamo acquisito un nuovo showroom con un agente a Londra: in questo mercato avevamo risultati importanti e vorremmo aumentare il livello di fatturato».
Tra i progetti dell’azienda - che fa leva su una distribuzione wholesale - anche quello del trasferimento in una nuova sede da 10mila metri quadri, sempre a Montichiari (Bs): «Stiamo crescendo e per far fronte anche all’aumento di produttività stiamo potenziando nostra struttura con nuovi macchinari. Da qui l’esigenza di una sede più grande».

