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di Giuliano Noci
3' di lettura
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Si tratta di un programma di accelerazione per startup che operano nel settore dell’Intelligenza artificiale. L’iniziativa fa capo a Zest, la società nata dalla fusione di due player importanti del settore, Digital Magics e LVenture Group, e si chiama Magic Mind. Si presenta come un abilitatore a servizio delle aziende che operano nell’ambito dell’intelligenza artificiale, per promuovere e accelerare l’innovazione delle imprese e garantire il sostegno alle startup sul fronte delle tecnologie collegate all’AI.
Su un portafoglio complessivo di 250 startup in capo a Zest, quelle operanti nel settore dell’Intelligenza artificiale sono una cinquantina. Il programma di accelerazione conta su una dotazione di 5 milioni di euro – per i due terzi garantita dalla società, per il restante invece derivante dall’impegno finanziario della Fondazione Compagnia di San Paolo. «Siamo stati i primi nel 2022 a credere che ci fosse bisogno di un acceleratore di startup AI – racconta il presidente esecutivo di Zest Marco Gay –. Eravamo convinti che l’Intelligenza Artificiale sarebbe sempre più diventata una risorsa strategica a livello globale e un primario abilitatore di trasformazione tecnologica, basandoci ovviamente su un riscontro importante da parte del mercato». I percorsi di Open Innovation diventavano centrali, aggiunge Gay, «Magic Mind è stato il primo programma in Europa su tecnologie AI e i risultati confermano la bontà di quella scelta: abbiamo investito in 15 startup che in meno di due anni hanno raccolto circa 6 milioni di euro, di cui 4 da importanti co-investitori». Il programma di accelerazione dura circa cinque mesi e si basa su una duplice azione, da un lato una formazione specifica sul prodotto e sugli asset tecnologici, con partner tecnici come Fondazione Bruno Kessler e AWS (Amazon), dall’altro azioni mirate sul fronte del management e dello sviluppo del business model.
Zest ha diverse sedi, oltre all’Hub alla Stazione Termini di Roma, anche Milano e Torino: è un’azienda quotata, nata dalla fusione di due realtà attive nel settore dell’innovazione che veicola fondi conferiti da imprese, soci o investitori come Luiss e Tamburi. Il programma di accelerazione Magic Mind è un programma sempre aperto, che prevede una prima fase di candidatura e una fase di valutazione. L’investitore di riferimento è la stessa Zest, con ticket fino a 350mila euro per singola startup, in un secondo momento possono subentrare investitori terzi o imprese interessate ad acquisire know-how.
Le aziende partner dell’acceleratore Magic Mind sono 11, tra loro c’è Reale Mutua, Credem, Gruppo Scai e Tecnomat, mentre le aree di specializzazione e di indirizzo strategico sono sei: Enterprise software, Fintech, Marketing, Healthcare, Logistica e Security. Nel concreto, le aziende danno indicazioni su determinate aree di scouting, a seconda delle proprie esigenze e delle linee di investimento strategico definite, il team di Magic Mind invece fornisce un supporto specifico sull’andamento di mercato e sui trend dell’innovazione tecnologica.
«L’Intelligenza Artificiale è la nuova rivoluzione industriale: le soluzioni di AI, innestandosi nelle industrie tradizionali, sono un moltiplicatore straordinario di competitività, produttività e valore aggiunto» spiega Gay. «Le startup sono uno dei driver principali per implementare questa tecnologia, rendendo le fabbriche “intelligenti” e sempre più collaborative con l’uomo. Il nostro Paese – aggiunge Gay, che guida l’Unione industriali di Torino – ha una straordinaria capacità manifatturiera ed è più che mai necessario unire questa peculiarità con la tecnologia per poter continuare a dar linfa al settore e farlo crescere».