Macte, una realtà museale a trazione privata
Il sostegno economico esclusivamente privato e il “socio” pubblico, il Comune di Termoli, cede in comodato sede e collezione d'arte. Il modello d’integrazione lo racconta il presidente Paolo De Matteis Larivera
di Maria Adelaide Marchesoni
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I punti chiave
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La Fondazione MACTE è un'istituzione privata controllata da una holding di partecipazioni finanziarie Emi Holding che sostiene sul fronte economico l'attività del Macte, Museo d'arte contemporanea di Termoli, oggi sotto la guida della curatrice e critica d'arte Caterina Riva, mentre il Comune di Termoli, in qualità di socio pubblico, ha concesso in comodato la sede e la collezione di opere raccolte con il Premio Termoli istituito nel lontano 1955, che spaziano tra pittura e scultura dal post-informale all'astrattismo, alla nuova figurazione, all'arte cinetica e programmata.
Il programma artistico del 2023 del museo si apre con la mostra «sub (a cura di Michele D'Aurizio)». Il titolo vuole evocare una dimensione sotterranea, una posizione marginale che talvolta gli artisti vivono, come nel caso degli autori che fanno parte di questa mostra. Il denominatore comune che lega Betty Danon, Antonio Dias, Jorge Eduardo Eielson, Hsiao Chin, Tomás Maldonado, Roberto Sebastián Matta, Carmengloria Morales, Hidetoshi Nagasawa e Joaquín Roca-Rey essere nati in Asia o in Sud America e aver trascorso nel secondo dopoguerra soggiorni più o meno lunghi in Italia e, in alcuni casi, essersi trasferiti definitivamente. Affiliati a importanti movimenti culturali quali l'Arte Concreta, l'Arte Povera, il Femminismo, le Nuove Tendenze, la Pittura Analitica e il Design Radicale questi artisti sono stati trascurati dalle politiche culturali del sistema dell'arte italiano. La mostra vuole, tuttavia, considerare la “sotterraneità” come una condizione che può essere stimolo e motore della creazione artistica.
I numeri 2021
La gestione 2021, terzo anno di operatività del museo, si è chiusa con un avanzo di 15mila euro generato da proventi per 295mila euro, di cui 254mila riferiti principalmente alle liberalità che Emi Holding ha destinato per le attività istituzionali. Contenuti i ricavi da biglietteria (circa 3mila euro) con un'affluenza di 2.408 visitatori che considera tre mesi di chiusura, mentre nel 2022 il numero dei visitatori ha leggermente superato le 4.000 presenze, una crescita che va contestualizzata in un bacino demografico limitato: l'intera regione ha circa 300mila abitanti e la città di Termoli circa 34mila.
I programmi futuri
Governance, attività operativa istituzionale e obiettivi futuri della Fondazione MACTE sono i temi che il presidente Paolo De Matteis Larivera ha messo a fuoco in questa intervista. Quale è il ruolo del socio Fondatore la società Emi Holding? In che misura contribuisce e sostiene le attività del museo?
Il ruolo di Emi Holding, società di investimenti nell’economia reale - soprattutto nel territorio della Regione Molise - è finanziario e gestionale, e mi riferisco a una peculiarità di questa Fondazione che mi piace definire, anche se impropriamente, “a trazione privata”, intendendo tale aspetto non solo dal punto di vista finanziario, stante la assoluta prevalenza dei capitali privati rispetto al contributo pubblico, ma anche in relazione alla governance stessa della Fondazione, che prevede che la maggioranza dei componenti del consiglio di amministrazione sia nominata dal socio privato. Dei cinque membri del cda, tre sono espressione del socio privato e due del Comune di Termoli, che è la controparte pubblica dell’iniziativa. Questo modello di governance si riflette inevitabilmente sui profili di natura gestionale, in quanto il consiglio di amministrazione dà indirizzi di governo dell’attività del museo improntati su logiche manageriali e imprenditoriali.
Quindi a quale tipologia di museo corrisponde il Macte?
Interpreto il museo come una piccola azienda. Al netto degli obiettivi di profitto economico, per il resto, le dinamiche gestionali del museo Macte sono assimilabili a quelle di un’attività produttiva di cultura e servizi.
Quali sono le caratteristiche di una governance a maggioranza privata?
Ritengo che la progettualità di un museo debba aver una visione a medio-lungo periodo, che non è ovviamente mai compatibile con l’orizzonte di un mandato elettorale. Abbiamo avuto ampio modo di sperimentatore quanto, nel nostro Paese, i modelli di governance a maggioranza pubblica abbiano adagiato i propri obiettivi e la propria visione sui miopi orizzonti di un mandato elettorale e, cosa ancora più limitante, abbiamo avuto modo di constatare quanto l’alternanza politica rappresenti troppo spesso la causa di discontinuità radicali nelle visioni e nella qualità dell’offerta di molti musei. Il nostro modello di governance “a trazione privata”, seppur poco presente in Italia, è l’imprescindibile cardine attorno al quale ruota la progettualità di lungo periodo del Macte.













