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Strategie verso Est
Macron punta a Libano e Siria. Spinge l’Imec con la sua rotta delle Spezie
La società di logistica CMA GCM, guidata dal franco libanese Saadé, consolida la presenza nell’area e si posiziona nel porto di Latakia. Dopo aver annunciato lo scorso anno accordi con Modi, obiettivo di Parigi è rafforzare Marsiglia nell’ottica dell’Indopacifico
Dopo l’esplosione nel porto di Beirut, Rodolphe Saadé, presidente e amministratore delegato del gruppo globale di spedizioni e logistica CMA CGM, ed Emmanuel Macron si recano in Libano. Il 6 agosto 2020 sono assieme a visitare lo scalo e valutare gli effetti dell’onda d’urto. Il primo settembre il presidente francese elogia pubblicamente l’impegno di CMA CGM per la nave umanitaria Aknoul. L’operazione, condotta in collaborazione con il Centre de crise et de soutien del ministero degli Affari Esteri francese, e l’ambasciata francese in Libano, coordina le donazioni per oltre 70 organizzazioni locali, trasportando materiali da costruzione, prodotti alimentari, attrezzature mediche e prodotti igienici. Non è un episodio sporadico. L’imprenditore franco libanese, da un lato, è un perno essenziale della diplomazia economica di Parigi, perno strategico della proiezione francese nel Mediterraneo allargato con un focus particolare su Libano e Siria. La conoscenza tra Macron e Saadé parte però da lontano e va rafforzandosi negli ultimi sei anni. I giornali francesi raccontano di una colazione di lavoro nel 2012, quando Macron era associato dirigente di Banque Rothschild e preparava un’operazione finanziaria per CMA CGM. Saadé diventa presidente e ceo di CMA CGM nel novembre 2017 e si trova in sintonia con un capo di Stato che condivide lo stesso background e una simile visione del mondo. Così, a un anno esatto dal viaggio in Libano si intensificano gli incontri ufficiali.
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Gli incontri
La visita del 2 settembre 2021 ha un valore simbolico: mai un presidente della Repubblica in carica aveva messo piede nella torre di 147 metri che domina il porto di Marsiglia. Durante la visita, Macron presenta il Piano Francia 2030 per la decarbonizzazione e CMA CGM annuncia investimenti in favore della transizione energetica. La visita del giugno 2023 assume un tono piu personale. Come segnala La Provence su X: “Ce matin, le president de la Republique a ete recu a la tour CMA CGM par le president du groupe Rodolphe Saade, une visite non prevue a son programme” - una visita non pianificata nel programma ufficiale. BFMTV titola il giorno seguente: «Rodolphe Saade, nouveau chouchou d’Emmanuel Macron?». Il nuovo preferito?
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Accordi esteri
Mentre il gruppo - che ha una dimensione di oltre 50 miliardi di euro - investe nell’editoria in patria, si proietta ancor più verso l’estero. Nel febbraio 2025, in occasione della visita del primo ministro Narendra Modi a Parigi, Macron - al fianco di CMA CGM - annuncia il progetto di una nuova «route des Epices» verso l’India. Il 10 maggio 2026, CMA CGM firma un «accord de partenariat strategique» con il governo kenyano per sviluppare infrastrutture marittime. Nel maggio dello scorso anno viene siglato un accordo di 30 anni con la Siria per modernizzare il porto di Latakia. L’intesa prevede l’ampliamento e l’ammodernamento delle infrastrutture portuali, con nuovi ormeggi a seguito di attività di dragaggio per consentire maggiore profondità. A fine maggio di quest’anno, come riporta l’agenzia Sana, la Syria’s General Authority for Borders and Customs estende le attività dell’accordo trentennale e concede l’ok alla costruzione di dry port, terminali interni, nei centri di smistamento di Adra (rimasto chiuso per 14 anni) e Aleppo. L’accordo copre la gestione, l’operatività logistica compresa di connessione tra i porti a secco e Latakia, rendendo quest’ultimo il vero portale siriano di accesso al Mediterraneo. Il dossier resta sensibile per la situazione geopolitica siriana. Ma se la crescita del porto si consolidasse la Francia avrebbe piantato la propria bandiera in uno dei nodi fondamentali tra Est e Ovest. L’armatore franco-libanese potrebbe diventare così un’estensione della «puissance francaise» nell’Indo-Pacifico e in Africa, regioni che Macron ha identificato come prioritare per la strategia francese.
La rotta delle Spezie
A questo punto vale la pena tornare alla rotta delle Spezie. Si inquadra perfettamente nel progetto Imec. Soprattutto in chiave anti cinese. D’altro canto, potrebbe però avviare una forma di concorrenza interna al secondo pilastro del corridoio Indopacifico. Cioè alla parte che dallo scacchiere Nord del Medioriente va a congiungersi con le tratte mediterranee. I Paesi europei che hanno aderito al grande progetto, oltre alla Francia, sono Germania e Italia. Un eventuale collegamento marittimo dal Libano e dalla Siria che porti direttamente a Marsiglia è facile immaginare che possa finire con il bypassare la Penisola. Così mentre la Siria sta avviando la ricostruzione e in Libano ancora si combatte per la presenza nel Sud dei soldati israeliani dell’Idf, la Francia si muove per consolidare la propria presenza con obiettivi di lungo termine.
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