Manifattura

Macchine, tutte le sfide della nuova federazione

Il novarese Riccardo Cavanna guiderà il soggetto di Confindustria in cui sono confluite le principali associazioni di produttori di beni strumentali

di Claudio Andrea Klun

L’azione. La Federazione sarà un punto di riferimento accreditato e affidabile per portare con più forza la voce e l’esperienza “sul campo” dei settori nei tavoli decisionali.

3' di lettura

3' di lettura

Parla piemontese la neocostituita Federazione Confindustria macchine. Alla presidenza del nuovo soggetto di Confindustria per il biennio 2025-2027 è stato nominato Riccardo Cavanna, presidente & lead strategist di Cavanna Spa di Prato Sesia (Novara), dal 2022 presidente di Ucima (Unione dei costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio).

Nella Federazione sono confluite quattro associazioni confindustriali di produttori di beni strumentali, su iniziativa dei loro presidenti: Paolo Lamberti, presidente di Acimac (Associazione costruttori italiani di macchine e attrezzature per la ceramica), Enrico Aureli, presidente di Acimall (Associazione costruttori italiani macchine per la lavorazione del legno), Massimo Margaglione, presidente di Amaplast (Associazione nazionale costruttori di macchine e stampi per materie plastiche e gomma) e Cavanna per Ucima.

Loading...

In foto Paolo Lamberti, Enrico Aureli, Massimo Margaglione e Riccardo Cavanna.

La denominazione per esteso della neonata organizzazione è, pertanto, Federazione Confindustria macchine ceramica, legno, plastica e gomma, imballaggio e confezionamento.

«Oggi diamo il via al futuro – ha dichiarato Cavanna dopo che l’assemblea dei soci lo ha designato presidente –. Un futuro per il quale abbiamo lavorato tanto nel corso degli ultimi anni. La costituzione di Federazione Confindustria macchine rappresenta un approdo in un nuovo mondo. Qui potremo moltiplicare i nostri talenti e le nostre ambizioni, per rendere ognuno dei comparti che rappresentiamo più forti: servizi, comunicazione e promozione dei settori, attività di lobbying, sinergie per affrontare le grandi sfide del futuro della manifattura industriale, come la transizione ecologica e l’intelligenza artificiale».

Cavanna ha sottolineato che in un mondo che cambia in modo vorticoso, imprevedibile, rapidissimo e in cui gli imprenditori, ogni giorno di più, sono chiamati ad affrontare nuove sfide, monitorare la situazione geopolitica, arginare le offensive dei competitor, dribblare ostacoli che non si sarebbero mai immaginati di dover affrontare, «la nostra risposta, al termine di un lunghissimo lavoro, che ha portato alla prima assemblea della Federazione Confindustria macchine, è una sola: l’unione fa la forza. Cosa significa unione? Mettiamo insieme innanzitutto diversi comparti che rappresentano un’eccellenza del made in Italy, un riferimento nel mondo per i rispettivi settori clienti, con forti percentuali di export. Il fatturato totale della nuova Federazione è pari a oltre 18 miliardi di euro, generati da più di 1.300 aziende che occupano quasi 70mila addetti. E un dato a cui teniamo particolarmente: +12,4 miliardi sulla bilancia commerciale italiana».

Tra i servizi che la Federazione Confindustria macchine mette a disposizione, c’è il centro studi Mecs (Manufacturing Economic Studies) che, oltre a occuparsi delle indagini statistiche di ognuno dei settori, potrà fornire indicazioni di grande utilità per le aziende e i business specifici: «Questo servizio potrà a mio avviso diventare ancora più autorevole e utile a definire le future strategie proprio con un coinvolgimento ancora maggiore delle associazioni e delle nostre imprese».

Cavanna sottolinea che la linea politica che guiderà il futuro della Federazione è quindi già ben tracciata: «Proseguire in modo sinergico e partecipato lo sviluppo dei servizi (formazione, finanza e finanza agevolata, tecnico e legislativo, ambiente, studi economici) che potranno aiutare le nostre aziende; essere un punto di riferimento accreditato e affidabile per portare con più forza la voce e l’esperienza “sul campo” dei nostri settori nei tavoli decisionali che contano, su tutti i temi a noi cari».

Il presidente della Federazione Confindustria macchine spiega che in Piemonte «ci sono bellissime aziende che operano nei beni strumentali legati alle macchine per il confezionamento della plastica e del legno e operiamo al servizio di settori d’eccellenza ma non siamo in tanti. Avere una Federazione che ci offre servizi specializzati e formazione in un periodo di crisi economica inimmaginabile e che non ha precedenti, dalla pandemia alla guerra ai dazi e al protezionismo, ci fa sentire meno soli e ci aiuta a trovare ogni giorno una soluzione ai problemi che incontreremo domani». A Canelli (Asti) c’è un piccolo distretto di aziende specializzate nel processo d’imbottigliamento di vini e superalcolici, quali Gai e Arold, mentre ad Alba (Cuneo) «nell’ambito del confezionamento del cioccolato, ci sono aziende poco conosciute che sono eccellenze mondiali: producono marchi iconici del made in Italy. Molti dei prodotti di Ferrero sono nati da aziende di processo e confezionamento piemontesi all’interno dei loro laboratori». Ad Alessandria, invece, c’è la Gefit, da oltre cinquant’anni anni azienda leader mondiale nel settore dell’automazione industriale, nella costruzione di stampi per termoplastici e macchine di assemblaggio, mentre il Novarese conta diverse eccellenze nel mondo della plastica e del confezionamento quali Colines, Amut, Cavanna, gruppo Pfm e Officina meccanica sestese.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti