A rivolgersi alla Scuola Camerana sono i singoli ma anche e soprattutto le aziende, per rispondere ad esigenze formative particolari legate a nuove tecnologie o riconversioni produttive. Oltre tremila metri quadri di struttura con macchinari che coprono la gamma delle principali tecnologie manifatturiere, dalla saldatura alle lavorazioni meccaniche tradizionali e quelle a controllo numerico, la manutenzione elettro-elettronica, la progettazione in CAD e CAM, fino all’Additive Manifacturing in plastica, metallo e resina. «Siamo a tutti gli effetti una fabbrica che però non fattura – spiega Pilone – quello che produciamo sono persone con competenze tecniche e professionali migliori». Alla base della storia della Scuola Camerana c’è quello che Sigfrido Pilone chiama un Patto sociale: garantire lavoro alle persone e garantire alle aziende persone ben formate.
In media i corsi serali, prevalentemente seguiti da chi ha già una occupazione e deve qualificarsi o fare reskilling, contano 250 iscritti, un centinaio invece segue i corsi diurni, finalizzati a favorire l’occupazione. «Abbiamo tassi di occupazione vicini al cento per cento – aggiunge Pilone – perché i corsi nascono da esigenze reali espresse dalle aziende. I ragazzi frequentano al mattino e poi grazie agli stage riescono a inserirsi nel mondo del lavoro». La Scuola Camerana poi organizza corsi su richiesta delle aziende legati ad esempio alla sicurezza oppure allo sviluppo di competenze tecniche particolari o percorsi di upskilling. «La logica – aggiunge Pilone – è che proprio i più giovani che seguono i nostri corsi possano essere driver di sviluppo per le stesse aziende e portare innovazione tecnologica».
Capitale umano e fabbrica
Il focus della Scuola Camerana resta il capitale umano e la capacità di implementare le competenze professionali individuali. «I nostri ragazzi perdono il lavoro come lo perdono tutti ma difficilmente diventano disoccupati, ritrovano impiego più facilmente grazie al loro bagaglio di competenze» racconta il direttore.
Scuola Camerana è tra i soci fondatori dell’ITS Aerospazio/Meccatronica del Piemonte presieduto da Stefano Serra. «In futuro la Scuola Camerana si trasferirà nelle aree TNE di Mirafiori accanto all’Its e alle strutture del Politecnico con cui collaboriamo strettamente e creare sinergie ancora più forti, finalizzate a formare tecnici che lavorino insieme agli ingegneri». L’augurio è che Camerana possa crescere ancora per supportare lo sviluppo manifatturiero del Piemonte, una regione che ha tassi di disoccupazione più alti rispetto alla media del Nord Italia ma dove è spesso difficile trovare i profili professionali necessari alla imprese. «C’è stato un allontanamento progressivo – spiega Pilone – dalle materie Stem e dalla fabbrica, che negli anni è cambiata moltissimo come ambiente di lavoro, ma spesso le famiglie tendono a scoraggiare i figli dalla possibilità di formarsi e cercare un lavoro nel settore manifatturiero. Servirebbe un “Masterchef” dedicato al lavoro in fabbrica».