Il Congresso europeo

Ma diabete e obesità fanno venire i tumori? Ecco quello che gli esami della glicemia non dicono

A farne le spese sono soprattutto le donne nel caso del diabete e gli uomini quando al diabete si associ anche l'obesità

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Per anni il diabete è stato raccontato soprattutto attraverso le sue complicanze tradizionali: infarto, ictus, insufficienza renale, problemi alla vista e ai nervi periferici. Ma c'è un altro problema che spesso non viene messo a fuoco: i tumori correlati a questa condizione. E i numeri che arrivano dal congresso della European Association for the Study of Diabetes (EASD), in corso a Milano, raccontano una storia tutt'altro che trascurabile. A farne le spese sono soprattutto le donne nel caso del diabete e gli uomini quando al diabete si associ anche l'obesità.

Lo studio danese che esplora l'associazione tra diabete, obesità e tumori

Una ricerca dello Steno Diabetes Center dell'Università di Aarhus (Danimarca) presentata all'EASD e condotta utilizzando i registri sanitari dell'intera popolazione adulta danese ha esaminato l'incidenza dei tumori per 27 anni (dal 1996 al 2022), confrontando cosa accadeva nelle persone con diabete tipo 2, rispetto a quelle senza diabete. Il risultato è che nel periodo dal 2010 al 2022, l'incidenza complessiva dei tumori è risultata del 12% più alta negli uomini e addirittura del 22% più alta nelle donne con diabete tipo 2. Tra il 1996 e il 2009 l'eccesso di tumori per le persone con diabete era stato invece rispettivamente del 9% e del 15%.

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La differenza diventa ancora più evidente quando si osservano i tumori associati all'obesità: nel periodo 2010-2022 sono risultati più frequenti del 45% negli uomini e del 30% nelle donne con diabete tipo 2 rispetto alle persone senza diabete. Il tumore del polmone ha fatto registrare un'incidenza superiore del 23% negli uomini e del 25% nelle donne; per quello del colon-retto, uno dei più comuni in entrambi i sessi, l'incremento è stato del 17% negli uomini e del 14% nelle donne, mentre il carcinoma della mammella in post-menopausa è risultato dell'8% più frequente nelle donne con diabete.

Il rapporto cambia in funzione del tipo di tumore, del sesso e di altri fattori

Questi numeri vanno letti con la giusta chiave interpretativa. Non significano che il diabete “provochi” tout court il cancro. Questo studio è stato progettato per “fotografare” le differenze di incidenza, non per dimostrare un rapporto di causa-effetto. Diabete tipo 2, obesità e tumori condividono infatti una parte importante dei fattori di rischio: età, eccesso di peso, sedentarietà, alimentazione e fumo. Separare il contributo dato da ciascun elemento è tutt'altro che semplice.

Tuttavia, l'associazione diabete-cancro ha una solida plausibilità biologica. L'insulino-resistenza, condizione tipica del diabete di tipo 2, è caratterizzata dal fatto che l'organismo produce più insulina per compensare la minore risposta dei tessuti. E l'iperinsulinemia, insieme all'alterazione dei segnali metabolici, all'infiammazione cronica e all'iperglicemia prolungata, è un possibile componente del pabulum biologico che può favorire lo sviluppo di alcuni processi tumorali. Ma da qui a trasformare questa plausibilità biologica in una certezza causale il passo è lungo: è vero infatti che il diabete si associa ad un maggior rischio di alcuni tumori, ma è altrettanto vero che non tutti i tumori si comportano allo stesso modo.

E lo dimostra bene proprio lo studio danese. Il tumore della prostata, per esempio, è risultato del 19% meno frequente negli uomini con diabete nel periodo 2010-2022, che nella popolazione generale. Dunque non esiste un generico “rischio-cancro” del diabete: il rapporto cambia in funzione del tipo di tumore, del sesso e probabilmente dell'insieme dei fattori di rischio presenti.

Se hai il diabete fai ancora più attenzione agli screening oncologici

C'è anche un altro elemento che rende questa fotografia particolarmente importante. Il cancro sta diventando una causa di morte sempre più rilevante nelle persone con diabete tipo 2; ma mentre è stata molto attenzionata la prevenzione cardiovascolare e renale, con un chiaro miglioramento degli esiti di molte complicanze associate alla malattia, la stessa cosa non è avvenuta per i tumori. Ecco perché gli autori dello studio chiedono di integrare sempre più la prevenzione oncologica nella normale presa in carico del paziente diabetico.

Che non significa inventare nuovi screening oncologici da riservare alla popolazione con diabete, ma far sì che queste persone aderiscano con attenzione agli screening già raccomandati per età e sesso, controllare il peso, fare attività fisica, non fumare, limitare (o meglio evitare) il consumo di alcol e intervenire sui principali fattori di rischio modificabili. Gli Standards of Care dell'American Diabetes Association (ADA) considerano infatti la valutazione dei fattori di rischio e gli screening oncologici parte della gestione complessiva della persona con diabete.

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