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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Non bastasse la forte frenata del settore del lusso, una sospetta elusione fiscale mette Bernard Arnault nel mirino della Finanza francese. Il patron del colosso del lusso Lvmh è stato sottoposto a un accertamento fiscale da quasi 22,5 milioni di euro, secondo una decisione della Corte amministrativa d’appello di Parigi consultata dalla Afp. Arnault e la moglie - sottolinea l’agenzia - possono ancora presentare ricorso davanti al Consiglio di Stato.
Nel dettaglio, la Corte ha rimesso a carico della coppia 12,96 milioni di euro di imposte sul reddito e contributi sociali per il 2010 e 9,5 milioni di euro relativi all’imposta di solidarietà sulla fortuna per il periodo 2012-2015.
Il cuore della vicenda riguarda il “complesso azionariato” di Lvmh, secondo il sito d’informazione L’Informé, che ha rivelato la decisione della giustizia amministrativa. «La famiglia Arnault non è presente direttamente nel capitale del gruppo del lusso, ma attraverso una cascata di holding».
Il sito sottolinea che, «al vertice di questa piramide si trova una società belga, Pilinvest”, che consente alla prima fortuna di Francia di ridurre la propria dichiarazione fiscale.
La decisione del Tribunale amministrativo di Parigi è stata contestata da Arnault che ha annunciato di voler ricorrere davanti al Consiglio di Stato. «Questa decisione, che ribalta quella presa in primo grado e persino quella già emessa da questa stessa Corte, sarà oggetto di ricorso dinanzi al Consiglio di Stato”, ha sottolineato un portavoce di Arnault all’Afp. Nello specifico, in base alla sentenza, ad Arnault e alla moglie sono “addebitati” 12,96 milioni di contributi supplementari dell’imposta sul reddito e i contributi sociali per il 2010 e 9,5 milioni di euro per l’imposta di solidarietà sul patrimonio tra il 2012 e il 2015.