Arredo-Design

Lusso, Zordan amplia la gamma dell’offerta e rileva Vicentina Marmi

L’azienda di Valdagno rileva il 20% dell’azienda di Chiampo per rafforzare l’offerta ai clienti del settore retail di lusso. Allo studio il debutto nel settore hospitality

di Giovanna Mancini

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La mappa con l’organigramma appare capovolta: in alto c’è il nome del team, sotto compaiono i nomi delle persone che ne fanno parte e, ancora più sotto, i membri dei cda delle due aziende italiane del gruppo. Non è un errore, è una scelta voluta dai vertici stessi di Zordan, azienda vicentina specializzata nella produzione di arredamento per i negozi monomarca dei più importanti brand internazionali del lusso. In particolare, dal suo amministratore delegato e Maurizio Zordan, co-proprietario assieme ai fratelli Marta e Alfredo del gruppo di Valdagno fondato dal padre Attilio nel 1965 e, dal 2016, una delle prime imprese B-Corp in Italia.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Maurizio Zordan si definisce (e si firma nei documenti) «temporary owner». «È questo che sono, di fatto», spiega, raccontando la sua visione di un’azienda fondata sulle persone, sul loro coinvolgimento e la loro responsabilizzazione, ma anche profondamente radicata nel suo territorio, come dimostra il fatto che l’imprenditore è anche, dal 2024, sindaco di Valdagno.

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Sulle persone e su strategie di sviluppo ben chiare, come dimostra la recente acquisizione di Vicentina Marmi, storica realtà di Chiampo, comune famoso per la lavorazione del marmo rosso, con l’obiettivo non solo di ampliare la propria offerta ai clienti, ma anche i potenziali mercati di destinazione. Zordan è entrata nel capitale con una quota del 20%, con l’obiettivo di salire fino al 100% entro il 2028 e accompagnare, nel frattempo, l’organizzazione e l’evoluzione anche tecnologica di Vicentina Marmi e il trasferimento delle competenze, molto tecniche e specializzate, tra le aziende. L’operazione è stata coadiuvata da Inside Partners in qualità di advisor finanziario, dallo studio legale Casa & Associati con un team composto dalla partner Silvia Rosina e dagli avvocati Federica Fratello e Paolo Capraro, da Enrico Formentini e da Directa Impresa Srl per le attività di due diligence.

«Il nostro piano strategico ha l’ambizione di completare la gamma dei servizi offerti ai nostri clienti, soprattutto per quanto riguarda i materiali e le lavorazioni tipicamente realizzate in Italia - spiega l’amministratore delegato -. Realizziamo già internamente le lavorazioni del legno e dei metalli, la tappezzeria e la verniciatura. Abbiamo deciso di aggiungere servizi per dare ai nostri clienti un’offerta più integrata e vantaggiosa, ma anche per consentire a noi di aggiungere dei volumi di fornitura all’interno di uno stesso punto vendita». Una strategia dunque di crescita e di efficientamento.

Piccola di dimensioni (con circa 40 milioni di euro di fatturato nel 2024 e 120 dipendenti), ma molto evoluta nella struttura e negli strumenti di governance, oltre che dinamica sui mercati, Zordan non è nuova a questo genere di operazioni: alcuni anni fa ha rilevato Delta Arredamenti (sempre nel Vicentino), specializzata negli arredi per pubblici esercizi, e una società americana che oggi rappresenta la base produttiva per gli Stati Uniti.

La diversificazione - dell’offerta e dei mercati - è una necessità: legata ai più grandi brand del lusso globali, che notoriamente hanno ridotto gli investimenti in nuovi negozi negli ultimi due anni, Zordan deve fare i conti con la contrazione del mercato: «Nel 2025 abbiamo registrato un calo dei volumi pari al 30% circa e per quest’anno l’obiettivo è riuscire a mantenere i livelli dello scorso anno», precisa il ceo. «Non sono preoccupato per noi, perché abbiamo una struttura dei costi costruita per assorbire diminuzioni di lavoro rispetto al budget fino al 50% dei volumi, grazie a un’organizzazione flessibile: gestiamo internamente il 30% della produzione, quella che concentra la maggior parte dei costi fissi, mentre il 70% è gestito esternamente, attraverso fornitori fidelizzati, per i quali rappresentiamo però al massimo il 30% del fatturato, in modo che anch’essi possano diversificare per resistere alle brine, se non alle gelate, del mercato».

Sempre nell’ottica di una diversificazione, l’azienda sta studiando l’apertura anche al mondo hospitality: «Stiamo costruendo una mappatura di questo mercato, dal punto di vista soprattutto del posizionamento, nell’alto di gamma. La strategia di sviluppo - se attraverso investimenti greenfield o acquisizioni di aziende che già lavorano nel settore - è ancora da definire. Ma entro l’anno vorremmo poter annunciare anche questo nuovo ampliamento della nostra proposta».

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