LÙSac, zaini e borse con tessuti «dimenticati»
Riciclare accostando pezze diverse per creare sacche da tutti i giorni. Luisa Vanzini ha scelto la strada della sostenibilità e della praticità per oggetti che ogni cliente rende unici
di Paola Dezza
2' di lettura
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Una borsa a sacco realizzata come capo unico con tessuti di recupero e di realizzo. LÙSac nasce per combinare sostenibilità e funzionalità per una donna che lavora e segue la famiglia. Luisa Vanzini è architetto di interni con la passione per pezze e tessuti. Che inizia a guardare con occhi nuovi quando identifica un modello di borsa da realizzare. «Facendo restauro architettonico per me recupero, restauro e riuso sono un mantra da applicare proprio al tessuto che utilizzo - dice Luisa -. Per questo i materiali sono tutti di recupero».
L’idea risale al 2018, da lì la messa in pratica dell’attività richiede qualche mese. Nascono così i primi sacchetti di stoffa con lacci in cuoio artigianali.
I tessuti sono di varia provenienza, da scampoli trovati nei negozi a ritagli colorati di stoffe in disuso, surplus di produzione, campioni di pezze fuori produzione, ma anche stoffe di firme - come Fornasetti e Gio’ Ponti - che hanno fatto la storia del design e che sono protagoniste di tanti arredi pensati da Luisa.
Ogni LÙSac è quindi diversa dall’altra, realizzata da sarte di laboratori artigianali. Alle pezze viene restituita una nuova vita, una nuova funzione. Il laccio di cuoio - di selleria, tagliato e cucito a mano dal Sellaio artigiano, un cuoio trattato con concia 100% vegetale - si accorcia e si allunga in base alle esigenze di portabilità.
I modelli vanno dalla JO, la due manici da viaggio al capiente zaino unisex, proposto anche nella versione in canapa naturale. Minima, Mia e Piccola le ultime nate, diventano anche clutch bags, da portare a mano.






