Attualità

Lupi uccisi, mobilitate associazioni e istituzioni

Dal Comune di Pescasseroli interdette 4 aree

di Davide Madeddu

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Dopo la scoperta dei 18 lupi uccisi in diverse aree del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, partono le indagini per individuare i responsabili e la mobilitazione per salvare gli altri esemplari. In campo associazioni ambientaliste e animaliste e istituzioni.

18 lupi, 3 volpi e 1 poiana uccisi

Tutto è iniziato con le ultime denunce che parlano di 18 lupi, tre volpi e una poiana trovati morti nei territori dei comuni di Pescasseroli, Alfedena, Bisegna e Barrea, all’interno o nelle aree limitrofe del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Numeri preoccupanti che, come sottolineano gli esperti ambientali, rischiano di compromettere la biodiversità. «Il Wwf si augura che l’indagine della Procura di Sulmona - scrive l’organizzazione ambientalista  in una nota - porti rapidamente all’individuazione dei responsabili e che le comunità locali collaborino». 

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A rischio non solo i lupi

I rappresentanti del Wwf evidenziano un altro pericolo: «A morire per il veleno non sono solo i lupi, ma molti altri animali, selvatici e domestici - rimarca l’associazione -. Questi episodi mettono a rischio anche la sopravvivenza dell’orso bruno marsicano, simbolo di quelle terre e presente ormai con una popolazione ridotta a poche decine di individui proprio nelle aree cosparse di veleno».

L’Ispra in campo

Per la presidente dell’Ispra Maria Alessandra Gallone non si possono «consentire scorciatoie illegali che mettono a rischio non solo una specie protetta, ma l’equilibrio stesso dei nostri ecosistemi e la sicurezza dei territori». 

L’appello di Legambiente al Governo

A guardare con preoccupazione quanto avvenuto è anche Legambiente che parla di «fatto gravissimo e un attacco senza precedenti alla fauna selvatica protetta» e invita il Governo a mobilitarsi per sostenere questa specie protetta anche supportando il Parco Nazionale. Da qui la richiesta al Governo e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di convocare con urgenza, a Pescasseroli,« un tavolo nazionale coinvolgendo il Parco, le autorità preposte all’indagine, i comuni ricadenti nell’area protetta e le tante associazioni e realtà  che da anni operano sul territorio e per la tutela della natura». 

Comune Pescasseroli chiude 4 aree

Intanto a Pescasseroli scatta l’ordinanza del Comune con cui viene interdetta «qualunque attività nelle località Colli Alti, Colli Bassi, Vallone Serienti e Balzo della Croce». Il Comune esorta a «segnalare subito alle forze dell’ordine, anziché toccare, spostare o rimuovere qualunque esca, boccone o carcassa rinvenuta».

I casi nelle altre regioni

Non è comunque tutto, perché altri casi sono stati segnalati in Toscana e anche in Trentino. In questo caso la denuncia arriva dall’Enpa,  (Ente nazionale protezione animali) che proprio questi giorni ha lanciato l’allarme bracconaggio parlando di due lupi trovati morti in circostanze ancora da chiarire. Secondo l’Enpa di Rovereto, «è fondamentale fare chiarezza in tempi rapidi, non solo per accertare eventuali responsabilità, ma anche per tutelare l’immagine di un territorio che si è sempre distinto per il rispetto dell’ambiente».

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